PRIMO CONTATTO

Seat Leon: ok su strada, bene in pista. Ma lo schermo…

La nuova Leon Cupra è la più potente Seat mai costruita: i 300 cavalli del 2.0 turbo “incollano” al sedile e l’auto è precisa nelle risposte. Migliorabile, però, la strumentazione.

17 febbraio 2017
  • Prezzo (al momento del test)

    € 36.600
  • Consumo medio

    14,7 km/l
  • Emissioni di CO2

    156 grammi/km
  • Euro

    6
Seat Leon
Seat Leon 2.0 TSI Cupra DSG S&S
Facile e veloce

Equilibrata, precisa e intuitiva, la Seat Leon 2.0 TSI DSG Cupra (Cup Racer) è una cinque porte che si lascia guidare con il minimo sforzo, ma sa raggiungere velocità elevate (i 250 km/h dichiarati sono alla sua portata, come lo “0-100” in 5,7 secondi) in pochi attimi. I 300 cavalli del nuovo 2.0 turbo (10 più di prima) scalpitano decisi già ai bassi regimi (la curva di coppia massima mostra che 380 Nm sono disponibili già a 1800 giri), e spingono con regolarità (accompagnati dal bel rombo dall’impianto di scarico) fino all’intervento del limitatore, a 6500 giri. Pur scaricata tutta sull’avantreno, la sostanziosa cavalleria non fa della Seat Leon 2.0 TSI DSG Cupra 5p un intrattabile puledro bizzoso: anzi, l’auto resta così omogenea e prevedibile nelle risposte da mettere a proprio agio anche i guidatori meno esperti. Molto è dovuto all’azione fluida del differenziale autobloccante meccanico (è una frizione tipo Haldex a controllo elettronico) nel trasmettere più coppia motrice al pneumatico che ha la maggiore trazione. Pneumatici (il cui rumore di rotolamento sull’asfalto è ben avvertibile) della generosa misura di 235/35 R 19. Non sono da meno i dischi (di 34 cm e forati all’avantreno, di 31 cm al retrotreno) del potente impianto frenante: hanno retto bene anche al test in pista, in cui abbiamo apprezzano lo sterzo (non troppo diretto e nemmeno pesante), che permette di pennellare le traiettorie con precisione chirurgica, e l’efficacia delle sospensioni a controllo elettronico nel tenere “a bada” il rollio. Su strade aperte al traffico, gli ammortizzatori riescono comunque a filtrare la maggior parte delle asperità (non altrettanto, però, i dossi rallentatori), specie se è stata attivata la modalità Comfort delle quattro selezionabili con il tasto sulla consolle (modificano le risposte anche di motore, sterzo, controlli elettronici e climatizzatore, che ha pure la funzionalità Eco). In Comfort il cambio robotizzato a doppia frizione DSG (l’unico previsto per le versioni italiane) è più morbido che svelto nei passaggi di marcia; in Sport e in Cupra diventa molto più veloce, soprattutto inserendo manualmente i sei rapporti con le palette dietro il volante (ma non accetta scalate che la gestione elettronica giudichi troppo anticipate). Stando al computer di bordo, i consumi dipendono molto dallo stile di guida: se ci si fa prendere la mano su strade extraurbane tortuose, si arriva anche a 8 km/l.

Prezzo unico

La Seat Leon 2.0 TSI DSG Cupra è già in vendita (sarà nelle concessionarie dalla fine di marzo 2017) con carrozzeria a tre porte (SC) o a cinque, oltre che nella versione wagon ST. Per tutte la trazione è anteriore (le 4x4 non arriveranno in Italia), e il prezzo è di 36.600 euro. La ricca dotazione di serie include i cerchi di 19”, i fari full led, l’impianto multimediale con il navigatore e gli ammortizzatori “intelligenti”. Nel pacchetto Driving Plus (750 euro) ci sono gli aiuti alla guida, come l’avviso per uscita involontaria dalla corsia di marcia, il cruise control adattativo, la visualizzazione nel cruscotto dei limiti di velocità “letti” sui segnali stradali dalla telecamera frontale e il sistema che automaticamente ferma e fa ripartire l’auto nelle code. 

Manca qualche spia

Le linee spigolose della Seat Leon 2.0 TSI DSG Cupra ricalcano quelle delle altre versioni. Le differenze si limitano a dettagli come le minigonne sotto le porte e, nella parte posteriore, ai due tubi di scarico e al diffusore aerodinamico inserito nel paraurti. Nel frontale spiccano le cinque feritoie sotto la mascherina (con cornice nera), il paraurti con inserti neri a prolungamento dei fendinebbia e la griglia a nido d’ape. Anche l’abitacolo (ben fatto e spazioso) non cambia, fatta eccezione per i sedili avvolgenti e comodi, rivestiti (come le porte) in Alcantara e in un tessuto che riprende la trama della fibra di carbonio. Specifici anche la pedaliera in metallo con inserti in gomma antiscivolo e il volante in pelle con la parte inferiore della corona schiacciata. La strumentazione è ricca; nel monitor di 8” sulla consolle si possono visualizzare informazioni aggiuntive, come la pressione del turbocompressore, i valori “g” sviluppati nelle accelerazioni, la potenza erogata in tempo reale e il cronometro; premuto il tasto sulla consolle, dallo stesso monitor si possono scegliere le quattro modalità di guida (c’è anche quella individuale, per impostare i vari parametri secondo i propri desideri). Sullo schermo, però, l’indicazione relativa alla funzione impostata scompare subito, senza più nessun richiamo a ricordarla. Altra lacuna, nel cruscotto manca la spia dei fari anabbaglianti (si accendono con la manopola nascosta nel lato sinistro della plancia). Il baule è capiente (380 litri con il divano su) quanto  quello delle altre Leon, e uguale è anche lo scomodo salto di 27 cm (che diventano 70 dal suolo) fra la soglia e il fondo.

Secondo noi

Pregi.
> Comfort. Una super sportiva che non tortura troppo la schiena ed è spaziosa.
> Guida. Appagante e facile.
> Motore. Spinge con grinta ma non è scorbutico.

Difetti
> Rumorosità. Oltrepassati i 100 km/h, lo scorrimento delle gomme sulla strada si fa sentire.
> Soglia di carico. Così alta, è scomoda.
> Strumentazione. Mancano le indicazioni sulla modalità di guida impostata e sugli anabbaglianti accesi.

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1984
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 221 (300)/5500-6200 giri
Coppia max Nm/giri 380/1800-5500
Emissione di CO2 grammi/km 156
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (robotizzato doppia frizione) + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 250
Accelerazione 0-100 km/h (s) 5,7
Consumo medio (km/l) 14,7
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 428/182/144
Passo cm 263
Peso in ordine di marcia kg 1421
Capacità bagagliaio litri 380/1210
Pneumatici (di serie) 235/35 R19
Seat Leon
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Ritratto di Racing 75
17 febbraio 2017 - 19:12
1
Per violazione della policy del sito.
Ritratto di Blade Runner
17 febbraio 2017 - 23:23
E ti pareva che non ti mettessero la "solita" Alfa; ora è la Giulia, ora la Giulietta. Mi sembra di vivere nella DDR di passata memoria: tutti nella stessa auto la Trabant. Diamoci un taglio, ci sono circa 50 marchi e 8500 modelli; fateci scegliere...
Ritratto di Blade Runner
17 febbraio 2017 - 23:23
E ti pareva che non ti mettessero la "solita" Alfa; ora è la Giulia, ora la Giulietta. Mi sembra di vivere nella DDR di passata memoria: tutti nella stessa auto la Trabant. Diamoci un taglio, ci sono circa 50 marchi e 8500 modelli; fateci scegliere...
Ritratto di basti73
18 febbraio 2017 - 15:39
Calma Blade calma. Pensa che c'è gente qui dentro che ha paragonato la Giulia alla Aventador. Semplicemente ridicolo.
Ritratto di Gordo88
17 febbraio 2017 - 23:25
La mito qv una bestia? Mi sa che qui quello ubriaco sei tu
Ritratto di car_expert
18 febbraio 2017 - 19:12
fenomeni guardate che è un troll, lo scrive apposta e voi che lo prendete sul serio. Il covo dell'intelligenza sto sito
Ritratto di Fulgaste
18 febbraio 2017 - 21:13
Ma cosa sei neopatentato.?
Ritratto di carletto86
20 febbraio 2017 - 11:49
"lasciate fare le sportive a chi le sa fare" cita la Giulietta e la Mito, non so se piangere o riderci sopra.....
Ritratto di Omar_giugiaggiugia
20 febbraio 2017 - 12:22
una bestia l'hai guidata e un altra bestia sei tu e fate coppia...le auto sportive le sanno fare??ma se hai guidato una punto ricarrozzata!! non parlate di auto sportive, la prima vera alfa da anni è la giulia, punto. Era dalla 156 che non si vedeva un alfa. La mito? grande punto ricarrozzata. La 159?bellissima l'ho avuta e bella da guidare, ma con difetti di progetto che non li farebbe neanche un neonato. Una sportiva da 15 quintali, alla faccia, tenuta come l'oro a 200.000km avrei dovuto cambiare mezza macchina, i pannelli a INCASTRO nemmeno una vite!! Ho dovuto cambiare un motorino dell'alzavetro, si è rotto un gancetto di plastica e ci è voluta la colla....testine del servosterzo andate, sembrava un cavalo, il motore era ok,e il feeling di guida da nuova eccezionale...ma non si può sentire che per cambiare gli ammortizzatori posteriori bisogna smontare il sedile!! Di manodopera costa un botto! Non citare auto sportive fatte con il copia e incolla, cita sportive nate appositamente, dalla 156 in poi sono nate solo vetture da costole di auto Fiat, che sportiva non è.Il tiro del motore da solo non fa una sportiva.Ah e faccio salva la 147, che nonostante i rumorini e i braccetti faceva centinaia di migliaia di chilometri, almeno non si dovevano smontare i sedili.
Ritratto di Nonnosalvo
24 febbraio 2017 - 07:13
Bhà! I gusti sono gusti! La Mito impallidisce al confronto: qualità e affidabilità nettamente minore, modello sorpassato, rapporto qualità/prezzo sfavorevole.... mi fermo qui perché l'unico dato positivo che ha la Mito è l'origine italiana!
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