PRIMO CONTATTO

Suzuki Jimny: imbattibile in fuori strada e attenta alla sicurezza

La quarta edizione della Suzuki Jimny ha simpatiche forme squadrate, e in off-road non si ferma di fronte a nulla. Di serie, la frenata automatica d’emergenza e l'allarme contro le uscite di corsia. Minuscolo il baule.

19 settembre 2018
  • Prezzo (al momento del test)

    € 22.500
  • Consumo medio

    12,7 km/l
  • Emissioni di CO2

    178 grammi/km
  • Euro

    6
Suzuki Jimny
Suzuki Jimny 1.5 5MT
Una lunga tradizione da fuoristrada

Erede del mitico “Suzukino” degli anni 70, che a lungo ha rappresentato l’archetipo del piccolo fuoristrada, efficace su ogni fondo e indistruttibile (ma anche un po’ rigido sulle buche), ecco la nuova versione della Suzuki Jimny, giunta alla quarta generazione. Fortunatamente l’auto mantiene le caratteristiche che l’hanno resa famosa e, in un mondo che ormai stravede per suv e crossover (sempre meno adatte agli sterrati e a proprio agio soprattutto sull’asfalto urbano), si distingue per la sua linea dura e pura, e anche un po’ rétro, e la spiccate capacità fuoristradistiche. La carrozzeria, squadrata, ha forme spigolose, con il frontale verticale, la mascherina con le classiche cinque feritoie, le fiancate dritte, i passaruota accentuati e il cofano e il tetto piatti. Le ruote si trovano alle estremità della carrozzeria, come sulle vere fuoristrada. Insomma, la nuova Jimny comunica immediatamente ciò di cui è capace.

Ha pure le ridotte

La nuova Suzuki Jimny, con i suoi 348 cm di lunghezza (senza contare la ruota di scorta esterna, di serie, che la fa arrivare a 365 cm), 165 cm di larghezza e 173 di altezza e un passo di 225 cm, resta una piccola fuoristrada a prova di città. Ma agli amanti dell’off-road interesseranno soprattutto altre misure, quali l’altezza minima da terra, che è di 21 cm, e gli angoli di attacco, dosso e uscita: rispettivamente di 37°, 28° e 49° (per superare ostacoli importanti e muoversi in terreni molto accidentati senza il rischio di “toccare sotto”). Per non parlare del telaio e delle sospensioni: la Suzuki Jimny mantiene l’ossatura a longheroni e traverse, con sospensioni ad assale rigido (che assicurano una maggiore aderenza su fondi sconnessi, schiacciando a terra una ruota se l’altra sullo stesso asse viene sollevata da un ostacolo), sia all’avantreno che dietro. Per aumentare la rigidità torsionale del telaio rispetto al vecchio modello, i progettisti hanno aggiunto delle traverse e degli elementi a “X”. Di grande affidabilità anche il sistema di trazione integrale All grip PRO che in condizioni normali prevede la trazione posteriore (posizione 2H, ovvero 2WD High Gear, selezionabile con la seconda piccola leva nella consolle), con la possibilità di innestare quella sulle quattro ruote quando necessario (nella modalità 4H, cioè 4WD High Gear). Il cambio della Suzuki Jimny è manuale a 5 rapporti o automatico a quattro, con le marce ridotte: sono disponibili nella posizione 4L (vale a dire 4WD Low Gear), per affrontare salite e discese anche molto ripide e fondi sabbiosi e fangosi. 

Abitacolo semplice e funzionale

All’interno della Suzuki Jimny si ha immediatamente l’impressione di essere su una fuoristrada vera: l’aspetto è semplice, essenziale, robusto, con i comandi principali a portata di mano. Il colore dominante è il nero, senza alcuna concessione alla moda dei colorini accesi (a dire il vero, però, un po’ di vivacità non guasterebbe). La plancia è alta e ha motivi orizzontali, come il largo cassetto di fronte al passeggero anteriore e le manopole del “clima” allineate sotto il display di 7" a sbalzo del sistema multimediale. Le forme sono quelle squadrate che caratterizzano la carrozzeria, con qualche concessione a linee più morbide nelle bocchette dell’aria tonde e nel cruscotto, che racchiude due classici quadranti circolari: ha una grafica un po’ datata, ma molto chiara. Le finiture non sono male e l’assemblaggio è abbastanza preciso; e anche se le plastiche sono rigide, non hanno un aspetto dimesso e sono adeguate al tipo di auto. Migliorabile, tuttavia, l’apertura non frenata del cassetto, che cade sulle gambe.

Davanti lo spazio abbonda, specie in altezza; la posizione di guida, rialzata, è comoda, ma la regolazione manuale dello schienale a scatti è poco precisa e il volante si registra solo in altezza. Dietro, la Suzuki Jimny offre due sedili non molto ampi (e di difficile accesso a causa della configurazione a tre porte), piatti e dall’imbottitura rigida. Il loro schienale è regolabile nell’inclinazione, per lasciare più spazi ai bagagli. Il baule, infatti, è decisamente piccolo, la capacità di 85 litri con i quattro posti in uso è davvero insufficiente (la profondità è di soli 24 cm), e costringe ad abbattere almeno uno dei due schienali posteriori per poter stivare delle valigie. Alta la soglia di carico, a 85 cm da terra e scomodo il portellone incernierato a destra, difficile da aprire in spazi stretti. 

La parcheggi dove vuoi

In città la Suzuki Jimny è agile e facile da parcheggiare, oltre che per le dimensioni compatte, anche per la buona visibilità e lo sterzo non troppo duro. Migliorata a livello di sospensioni, offre un isolamento maggiore da buche e rotaie, ma nelle rotonde si corica ancora parecchio di lato (anche a causa della carrozzeria alta e stretta). Il quattro cilindri 1.5 aspirato a benzina da 102 CV non è molto scattante e soffre un po’ in ripresa. Tuttavia, è abbastanza regolare anche ai bassi regimi, e oltre i 3000 giri offre una buona spinta. Peccato che sia rumoroso in accelerazione; e oltre i 100 km/h si aggiungono i fruscii aerodinamici. Non molto preciso lo sterzo, che al crescere della velocità si dimostra un po’ vuoto al centro. Insomma, in autostrada la Jimny nei lunghi trasferimenti fa soffrire un po’. Quanto ai consumi, senza stressare la meccanica, alla fine del nostro test abbiamo percorso 15 km/l (letti nel computer di bordo), addirittura meglio del dato medio di omologazione è di 12,7 km/litro.

Può scalare le montagne

Come le sue caratteristiche lasciano intuire, la piccola vettura giapponese si fa perdonare fuori lontano dall’asfalto. La Suzuki Jimny, infatti, non tradisce la sua fama di 4x4 efficace anche nei percorsi più duri, e mostra doti di arrampicatrice sconosciute anche a fuoristrada più blasonate. Parte del segreto, ovviamente, sta nella sua leggerezza e nelle dimensioni ridotte della carrozzeria, che le consentono di passare dove molte delle rivali sono costrette a fermarsi. L’efficace sistema di trazione integrale All grip PRO e le marce ridotte fanno il resto. Nel percorso di prova in fuori strada in Germania, in un bosco non lontano da Francoforte, abbiamo potuto verificare l’efficienza dell’auto sui terreni difficili, superando passaggi ostici con la massima tranquillità: anche senza inserire la modalità 4L con le ridotte, la trazione 4WD ci ha consentito di scalare anche ostacoli importanti quasi senza sforzo; non appena rileva una perdita di aderenza, il sistema All grip PRO frena la ruota che slitta e trasferisce la trazione sul lato opposto, consentendo di procedere in tutta tranquillità.

Un passo avanti nella sicurezza

Più moderna anche sul piano della sicurezza, la nuova Suzuki Jimny ha di serie alcuni indispensabili dispositivi di ausilio alla guida che prima non erano presenti, come la frenata automatica d’emergenza, l’avviso di abbandono involontario della corsia, quello contro il colpo di sonno (che la Suzuki definisce “attentofrena”, “guidadritto” e “restasveglio”), il dispositivo di riconoscimento dei segnali stradali e il cruise control. La nuova Jimny è già in concessionaria e verrà presentata ufficialmente sabato 29 e domenica 30 settembre. A listino c’è una sola versione, la ricca Top, che ha tutto di serie, proposta a 22.500 euro. Unici optional, il cambio automatico a quattro marce (1.500 euro) e la vernice bicolore col tetto nero (400).

Secondo noi

PREGI

> Agilità. Con le sue dimensioni ridotte da citycar, l’auto è a suo agio negli spazi stretti, nel traffico cittadino ma anche nei sentieri di campagna.
> Fuori strada. Come le serie precedenti, grazie alle marci ridotte e all’efficace sistema di trazione integrale, la Jimny sa cavarsela benissimo anche su fondi difficili.
> Linea. I tratti squadrati e il gradevole tocco rétro la rendono simpatica e attraente. Piacerà parecchio anche a chi non abbandona spesso l’asfalto.

DIFETTI
 
> Baule. È davvero piccolo; per caricare i bagagli per un fine settimana lungo si devono necessariamente abbattere gli schienali dei due sedili posteriori. 
> Rollio. La carrozzeria alta si piega molto di lato in curva: a lungo andare può diventare fastidioso. 
> Sedili. La regolazione a scatti dello schienale, tramite una leva, è imprecisa. 

SCHEDA TECNICA
Carburante benzina
Cilindrata cm3 4 cilindri
No cilindri e disposizione 1462
Potenza massima kW (CV)/giri 75 (102)/6000 giri
Coppia max Nm/giri 130/4000
Emissione di CO2 grammi/km 178
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 5 + retromarcia
Trazione posteriore, 4x4 inseribile
Freni anteriori dischi
Freni posteriori tamburi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 145
Accelerazione 0-100 km/h (s) 12
Consumo medio (km/l) 12,7
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 348/165/173
Passo cm 225
Peso in ordine di marcia kg 1135
Capacità bagagliaio litri 85/830
Pneumatici (di serie) 185/85 R15
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Suzuki Jimny
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22
VOTO MEDIO
4,0
4.006095
164
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Ritratto di Luke_66
19 settembre 2018 - 13:02
4
Fedele alla tradizione, Brava Suzuki. Peccato aver perso reputazione con le ultime 2 schifezze : Vitara e S-Cross...
Ritratto di Fr4ncesco
19 settembre 2018 - 15:47
2
Perché schifezze? Sono leggerissime a vantaggio di prestazioni e consumi, sono robuste sia meccanicamente che di finiture e si guidano discretamente. In particolare la S-Cross è un ottimo modello.
Ritratto di Giuliopedrali
19 settembre 2018 - 16:00
Be la S-cross dovrebbe davvero avere anche una carrozzeria se no...
Ritratto di luperk
20 settembre 2018 - 12:14
Attenta alla sicurezza se lo potevano risparmiare nel titolo, visti gli scarsi risultati nel crash test
Ritratto di andrea999
22 ottobre 2018 - 01:26
Ormai basta che dichiarino di avere gli "indispensabili dispositivi di ausilio alla guida" che impone il marketing (e le riviste di settore) e sono tutti contenti...
Ritratto di 29frenki90
19 settembre 2018 - 13:10
Grande Suzuki! nel 2018 un auto del genere mi fa credere che c’è ancora speranza per chi ama guidare
Ritratto di Luzo
19 settembre 2018 - 16:41
Ma davvero? Questa il piacere di guida te lo da entro i 25km/h con le ridotte e in mezzo al fango o allo sconnesso, oltre ė una tortura
Ritratto di Leonal1980
20 settembre 2018 - 00:08
3
Per alcuni è quello il piacere di guida... sono appena stato in salento, e sarebbe la seconda auto perfetta.
Ritratto di federico p
20 settembre 2018 - 14:54
Luzo e spiegami dove sarebbe il piacere di guida con un auto in autostrada a 150kmh li é solo noia. Non ce paragone invece nel fare uno sterrato o guadare fiumiciattoli o salire su sentieri fangosi o ancora percorrere strade così inclinate da rischiare il cappottamento.Insomma ci sono diversi modi per trovare il piacere di guida é uno di questi sicuramente é il fuoristrada che di certo con i moderni suv te lo puoi solo sognare
Ritratto di Luzo
20 settembre 2018 - 18:15
A parte che di autostrada non ho scritto, son d'accordo con quel tipo dii piacere, ho pure specificato l ambito.....pensa un po? La mia era solo meraviglia cmq
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