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Toyota Auris Touring Sports: faccia nuova, ripresa lenta

Aggiornata nella linea e nei motori la Toyota Auris Touring Sports. Il 1.6 a gasolio (di origine BMW) da 111 CV è silenzioso, ma in ripresa soffre un po’, anche per via dei lunghi rapporti del cambio.

5 giugno 2015
  • Prezzo (al momento del test)

    € 27.450
  • Consumo medio

    23,8 km/l
  • Emissioni di CO2

    108 grammi/km
  • Euro

    6
Toyota Auris Touring Sports
Toyota Auris Touring Sports 1.6 D-4D Lounge
Ritocchi importanti
 
A tre anni dal lancio, la Toyota Auris (berlina e wagon) si concede una rinfrescata, cambiando il frontale, la parte posteriore e gli interni. La media giapponese appare più filante, grazie al nuovo paraurti che racchiude una presa d’aria più bassa e ampia, ai fari lunghi e sottili con luci diurne a led e alla mascherina coi profili cromati. Anche il logo Toyota (al centro) è più pronunciato rispetto a quello del modello precedente. La fiancata è solcata da una profonda nervatura appena sopra le maniglie delle porte, che trae origine dai fari e termina nei fanali a led conferendo slancio ed equilibrio ai volumi. Inediti i cerchi in lega di 16” e di 17”, il paraurti posteriore e il sottile elemento cromato orizzontale che, dietro, unisce i catarifrangenti, sottolineando la larghezza della vettura. Esposti agli urti gli indicatori di direzione: sono ospitati nei retrovisori.
 
Un passo avanti nelle finiture 
 
All’interno, la Toyota Auris Touring Sports è stata rinnovata rendendo la plancia più “leggera” e gradevole (la superficie morbida nella parte superiore ne migliora l’aspetto); ridisegnato, in modo da accentuarne il carattere sportivo, il cruscotto a binocolo: nuovo lo schermo a colori di 4,2”. È inedito pure il sistema multimediale Toyota Touch2, con lo schermo di 7,1” che ha comandi a sfioramento esterni al display. Bocchette d’aerazione, maniglie e cornice della leva del cambio sono cambiate e ora offrono una sensazione di maggiore qualità; le plastiche dure e i dettagli poco curati costituivano uno dei punti critici più evidenti del modello in via di pensionamento; come per quest’ultimo, però, l’accesso al divano non è dei più facili: le porte sono piccole. 
 
Ora sa frenare da sola
 
Maggiore attenzione anche per la dotazione di sicurezza della Toyota Auris Touring Sports, che ora comprende il pacchetto Safety Sense che include una serie di sistemi elettronici di ausilio alla guida prima non previsti, come il monitoraggio della corsia di marcia, gli abbaglianti automatici, il rilevamento della segnaletica stradale e il sistema Pre-Crash; quest’ultimo è capace di ridurre il rischio di collisione in un raggio di intervento compreso fra 10 e 80 km/h: per mezzo dell'azione combinata di un radar laser e di una telecamera nel parabrezza, il dispositivo rileva la presenza di veicoli davanti alla vettura. Per prevenire e limitare i danni da collisione, viene attivato un allarme acustico e visivo che comunica la necessità di frenare: quando il guidatore è avvisato del possibile pericolo e frena, il sistema applica automaticamente maggiore forza frenante, ma aziona i freni in autonomia se l’automobilista non dovesse premere il pedale (riducendo, così, la velocità di circa 30 km/h, fino ad arrestare completamente l’auto per prevenire o ridurre i danni dovuti all’urto). L'intero pacchetto costa 600 euro, ma è in offerta a 300 euro per tutta l'estate: un prezzo corretto.
 
Il motore parla tedesco
 
Nella guida, le differenze rispetto alla versione precedente della Toyota Auris Touring Sports non sono rilevanti: la sincerità di comportamento e la confidenza che l’auto riesce a trasmettere restano quelle (elevate) della “vecchia Auris”. La macchina è intuitiva, tiene bene la strada, ha uno sterzo e un cambio abbastanza precisi e sospensioni non troppo morbide che la rendono comoda, anche nei viaggi, e maneggevole. È a livello di motori, però, che la nuova Toyota Auris berlina e wagon si differenziano di più dalle precedenti. Specie se si guidano la 1.2, con il quattro cilindri turbo a iniezione diretta di benzina o la 1.6 D-4D a gasolio del nostro test. Il turbodiesel da 111 CV di origine BMW, infatti, sostituisce il 2.0 da 124 CV, e si avverte subito la migliore insonorizzazione. Nonostante una manciata di cavalli in meno, risponde bene ai bassi regimi e non delude in accelerazione. Peccato che manchi un po’ di allungo rispetto al 2.0 e che i rapporti lunghi del cambio penalizzino la ripresa (a 130 km/h il motore lavora a soli 2000 giri): quando si deve riguadagnare velocità in fretta, il 1.6 fa quel che può ed è meglio aiutarlo scendendo anche di due marce, se necessario. Niente male i consumi: alla fine del test (in gran parte su strade extraurbane), per il computer di bordo la percorrenza è stata di 16 chilometri con litro; certo, i 23,8 km/l ufficiali sono lontani, ma tant’è.
 
Anche ibrida
 
La Toyota Auris Touring Sports è già in vendita, a un prezzo di partenza di 23.000 euro, con il 1.2 Turbo e l'allestimento Active; la berlina a cinque porte, invece, ha una base di 22.000 euro. La 1.8 Hybrid (quella che, secondo la Toyota, farà i maggiori volumi di vendita) costa 23.900 euro nella versione a cinque porte (1.000 euro in più la wagon) e allestimento Cool, con "clima" automatico, radio e ‘cerchi in lega di 16" di serie. L’Active aggiunge i fendinebbia, la telecamera posteriore, gli alzacristalli elettrici, il cruise control e il sistema multimediale Toyota Touch2. L’allestimento Lounge, infine, offre anche il "clima" bizona, i cerchi di 17", gli interni in pelle e tessuto e il Park Assist. Nel periodo di lancio (da giugno a settembre) tutte le Auris sono proposte con uno sconto importante: tra 4.150 e 4.500 euro.
 
Secondo noi
 
PREGI

> Comfort. Le sospensioni ben tarate, l’insonorizzazione accurate e le poltrone comode consentono di affrontare i viaggi senza stancarsi troppo.
> Facilità di guida. Come la versione precedente, l’auto tiene bene la strada, è maneggevole e ha un comportamento sincero.
> Spazio a bordo. Davanti si sta larghi e pure dietro tre adulti viaggiano comodi: il divano è ampio e il pavimento è quasi piatto.
 
DIFETTI
 
> Accessibilità. Le porte posteriori sono piccole e non si aprono granché: l’accesso ai posti dietro non è dei più comodi.
> Frecce. Gli indicatori di direzione incorporati negli specchi retrovisori sono gradevoli, ma più esposti agli urti rispetto a quelli sui passaruota.
> Ripresa. È moscia. Il nuovo 1.6 a gasolio è abbinato a un cambio manuale dai rapporti lunghi, studiati per contenere i consumi. 

 

SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 82 (111)/4000 giri
Coppia max Nm/giri 270/1750-2250
Emissione di CO2 grammi/km 108
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Le prestazioni dichiarate  
Velocità massima (km/h) 195
Accelerazione 0-100 km/h (s) 10,9
Consumo medio (km/l) 23,8
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 460/176/148
Passo cm 260
Peso in ordine di marcia kg 1320
Capacità bagagliaio litri 530/1658
Pneumatici (di serie) 225/45 R17
   

 

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Ritratto di Moreno1999
5 giugno 2015 - 22:43
4
Infatti "frecce" dai è ridicolo. Comunque la Auris T.S. è una buona auto, più riuscita della berlina a livello di forme (soprattutto il posteriore) e ora finalmente meglio rifinita. Con la versione ibrida sta vendendo molto bene
Ritratto di Andrea Ford
5 giugno 2015 - 23:11
Bisognava pur aggiungerne altri due nel quadro dei difetti (che poi le frecce sui retrovisori le hanno un botto di modelli e non mi sembra vengano annoverati tra I difetti). In ogni caso visto che la ripresa e' stata tanto criticata mi avrebbe fatto piacere leggere i tempi che hanno riscontrato nel test invece non c'è traccia.
Ritratto di Gianluca chieti
6 giugno 2015 - 01:03
2
Alvolante ha sempre discriminato e criticato le Toyota inserendo difetti che non possono essere considerati tali. Questo giornale criticò una Toyota ( non ricordo quale) perchè montava il freno a mano a leva e occupava un po' di spazio sul tunnel (Teoricamente ci sta), ma su uno degli ultimi numeri di alvolante (o Maggio o aprile) critica i freni a mano ad azionamento a pulsante perchè in caso di emergenza il passeggero lo aziona con più difficoltà. AlVolante è un giornale incoerente e anti-Toyota o almeno chi scrive gli articoli riguardanti le Toyota
Ritratto di emanuel99
6 giugno 2015 - 08:39
Valida SW ben fatta e con ottima tecnologia ibrida,la ritengo piú bella della berlina
Ritratto di emanuel99
6 giugno 2015 - 08:39
Valida SW ben fatta e con ottima tecnologia ibrida,la ritengo piú bella della berlina
Ritratto di emanuel99
6 giugno 2015 - 08:39
Valida SW ben fatta e con ottima tecnologia ibrida,la ritengo piú bella della berlina
Ritratto di wesker8719
6 giugno 2015 - 08:58
esteticamente sono anche riusciti a peggiorarla e ce ne voleva eh , comunque più "bella" della berlina e devo dire che toyota sulle prestazioni si spinge sempre un pò troppo , esagerati...
Ritratto di M93
6 giugno 2015 - 10:21
Rispetto alla precedente edizione, la trovo migliorata e più moderna, sia fuori che dentro. Anche l'abitacolo è stato "svecchiato", ma il display dell'orologio digitale è anacronistico e fuori luogo su una vettura contemporanea. Motore ed equipaggiamento teconologico ottimi: la parte del leone, presumibilmente, la farà la (valida) versione ibrida.
Ritratto di nigelforevere
6 giugno 2015 - 10:28
secondo me i fanalini posteriori hanno ancora una forma inutilmente complicata, ma è un tratto di originalità, davanti prima nn mi dispiaceva, adesso è piu' scenografica. per gli interni devo dire niente male ma mai mi sarei aspettato di leggere che "i materiali ora offrono una sensazione di maggiore qualità; le plastiche dure e i dettagli poco curati costituivano uno dei punti critici più evidenti del modello in via di pensionamento..." almeno non da una toyota. comunque tanta tecnologia e prestazioni moscie
Ritratto di Andrea Ford
6 giugno 2015 - 12:01
Solo che nella precedente serie la qualità percepita era inferiore a quella effettiva in quanto l'aspetto poteva indurre l'utente a considerare cheap le plastiche utilizzate non perché lo fossero ma perché il trattamento delle stesse non era raffinato quanto quello di altri marchi.
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