PROVATE PER VOI

Alfa Romeo 4C: la grande guida richiede mestiere

Prova pubblicata su alVolante di
gennaio 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 53.437
  • Consumo medio rilevato

    12,5 km/l
  • Emissioni di CO2

    157 grammi/km
  • Euro

    6
Alfa Romeo 4C
Alfa Romeo 4C 1750 TBi TCT
L'AUTO IN SINTESI

Costruita all’insegna dell’essenzialità e con ampio ricorso a materiali leggeri (fibra di carbonio e alluminio), l'Alfa Romeo 4C punta sul rapporto peso/potenza: per essere velocissima le basta un “piccolo” 1750 turbo a benzina da 241 CV (collocato dietro l’abitacolo). Da vettura da corsa il comfort e, se si disattivano i controlli elettronici, anche il comportamento al limite. Offerta unicamente con il rapido cambio robotizzato TCT, non costa una fortuna.

Posizione di guida
4
Average: 4 (1 vote)
Cruscotto
4
Average: 4 (1 vote)
Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
2
Average: 2 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
5
Average: 5 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
5
Average: 5 (1 vote)
Sterzo
2
Average: 2 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Supercar “popolare”
Sportiva senza compromessi, raffinata come una vettura da corsa per quanto riguarda le tecnologia costruttive e, soprattutto, leggerissima. Tanto che le basta un “piccolo” 1.7 turbo da 241 CV per dare filo da torcere a supercar che costano (e sono potenti) il doppio. Compatta, agile e con limiti di aderenza elevatissimi, è adatta anche alla pista ma per portarla al limite serve esperienza. Buona la dotazione di serie, ma a radio e “clima” si può rinunciare per “limare” al massimo il peso.
 
 
La linea mozzafiato dell’Alfa Romeo 4C rispecchia caratteristiche da vettura da corsa: la progettazione è avvenuta nell’ottica del contenimento del peso, impiegando una struttura in fibra di carbonio, semplificando i rivestimenti interni ed eliminando quanto non strettamente necessario. Addirittura, si può fare a meno anche della radio (con cd, connessione internet e funzione navigatore) e del “clima” manuale, previsti di serie.
 
Secondo la Alfa Romeo, la 4C TBi TCT pesa soltanto 920 kg, un valore basso in assoluto (a livello di una citycar) e, nel caso specifico, anche in rapporto ai 241 CV erogati dal 1.7 turbo a benzina montato in posizione centrale, ossia dietro l’abitacolo. È collegato alle ruote posteriori tramite un velocissimo cambio robotizzato a doppia frizione a sei marce, e può essere equipaggiato con lo scarico Racing: è un optional (omologato) che rende il suo rombo ancor più coinvolgente.
 
Dotata di uno sterzo pronto e diretto – ma anche sensibile alle irregolarità dell’asfalto, e “pesante” poiché privo di servoassistenza – l’Alfa Romeo 4C è agilissima e incollata all’asfalto. Dalla levetta del sistema dna, collocata nel tunnel, si può variare la risposta di motore, cambio ed Esp: quattro le impostazioni, dalla Allweather (per fondi a bassa aderenza) a quella normale, sino alle più sportive Dynamic e Race (quest’ultima disattiva i controlli elettronici).
 
Considerato il livello tecnico e prestazionale, il prezzo di questa piccola supercar (lunga 399 cm, alta 118 ma larga ben 187) è allettante. Della dotazione standard fanno parte anche i fari bixeno (mentre sono optional quelli totalmente a led) e i cerchi in lega di 17” anteriori e di 18” posteriori (rimpiazzabili, a pagamento, con l’abbinata 18”-19”); fra gli extra, il cruise control e gli utili sensori di parcheggio posteriori.
VITA A BORDO
2
Average: 2 (1 vote)
Abitacolo “da corsa”
Le molte superfici con fibra di carbonio a vista, la pedaliera in alluminio incernierata inferiormente e il compatto quanto completo (e affollato) cruscotto digitale sono in linea col carattere dell’auto, ma non manca qualche dettaglio sottotono. Seppure “attillate” e poco imbottite, le poltrone sono abbastanza comode, come pure è ben tagliata la posizione di guida; per accedere all’abitacolo, però, serve agilità. Il baule è piccolo e ha la soglia alta; fra gli optional, c’è un trolley “su misura”.  
 
 
Plancia e comandi
Le molte superfici non rivestite nell’abitacolo dell’Alfa Romeo 4C, nelle quali rimane a vista la fibra di carbonio della “vasca” che forma l’abitacolo, conferiscono all’ambiente un fascino corsaiolo; riusciti anche il piccolo volante, provvisto di paddle per la selezione sequenziale delle marce, e i pedali di acceleratore e freno in alluminio incernierati nel pavimento (quello della frizione non c’è). La ricerca dell’essenzialità ha, però, comportato qualche piccola caduta di stile: ad esempio la radio mal si integra nella plancia, i sottostanti bilancieri sono quelli della Giulietta prodotta fino al 2013, alcuni comandi secondari arrivano da vetture Fiat di classe più economica e le plastiche sono “leggerine” e rigide. Compatto e “affollato” il cruscotto digitale, che adatta la grafica e alcune informazioni alla modalità di guida (in Dynamic mostra il termometro del lubrificante e il manometro del turbo).
 
Abitabilità
L’accesso non è agevole (d’altronde, si sta seduti rasoterra), ma una volta raggiunte le fascianti e poco imbottite poltrone (nell’esemplare in prova rivestite in pelle e microfibra, optional) si sta abbastanza comodi, considerato il tipo di vettura. Ben congegnata la posizione di guida, tuttavia per la regolazione in altezza della poltrona, possibile su tre livelli, non c’è la classica leva ma ci si deve rivolgere in concessionaria; rimangono comunque un po’ lontani i quattro tasti nel tunnel con i quali si gestisce il cambio robotizzato (scelta fra modalità automatica o manuale, innesto di marcia avanti, retro e folle). Quasi inesistenti i portaoggetti: si può contare su una minuscola tasca nella plancia e su un borsello fra i sedili (quest’ultimo è optional).
 
Bagagliaio
Il pozzetto che funge da bagagliaio, nell’Alfa Romeo 4C è dietro il motore: a entrambi si accede sollevando l’ampio e leggero portellone. Il vano è ben rivestito e illuminato, ma la sua limitata capacità (110 litri) è sufficiente per farci stare un trolley di medie dimensioni – quello dedicato è nel catalogo degli optional – e qualche altro oggetto di poco ingombro. Le operazioni di carico e scarico non sono, tuttavia, agevoli, dato che la soglia è a 80 cm dal suolo. 
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Portatela fra le curve
Priva di servosterzo, rigida di sospensioni e a dir poco critica in fatto di visibilità posteriore, la pur compatta 4C non è per niente adatta alla città. E, rumorosa com’è, nemmeno si può pretendere che sia l’auto giusta per affrontare comodi viaggi in autostrada. Fra le curve, invece, è una goduria: il 1.7 turbo spinge e “suona” che è un piacere, il cambio ha innesti fulminei, agilità e tenuta di strada sono elevatissime e l’impianto frenante regge senza fare una piega anche le sollecitazioni dell’uso in pista. Per portarla al limite, però, servono “manico” ed esperienza, specialmente se si esclude l’elettronica di controllo. 
 
 
In città
Anche ammesso che si ceda alla vanità di farsi notare (la linea non passa inosservata, e il rombo dello scarico fa voltare la testa ai passanti), con l’Alfa Romeo 4C, nel traffico, la vita è dura: il cambio robotizzato favorisce la fluidità di marcia, ma le sospensioni rigidissime fanno sobbalzare sulle asperità, la limitata altezza da terra impone attenzione in presenza di rampe o dossi e lo sterzo – senza “servo” – è di rara pesantezza in manovra e a bassa velocità. La visibilità è buona davanti, ma i finestrini piccoli possono mettere in difficoltà agli incroci; in retromarcia, invece, si va alla cieca: indispensabili i sensori (optional). Accettabile il consumo rilevato: 10,4 km/l.
 
Fuori città
Un po’ vuoto prima che il turbo vada “in carico”, il quatto cilindri si sveglia a 2500 giri e – accompagnato da una colonna sonora a dir poco avvincente – si avvia in fretta a superare i 6500; inoltre, si accontenta di un litro di “verde” ogni 14,6 km. Incollata all’asfalto e fulminea in ingresso di curva, la 4C dà il massimo sulle strade tortuose, dove sfoggia un’agilità da riferimento. Ma se l’asfalto non è levigato lo sterzo va tenuto ben saldo per contrastare la tendenza della vettura a seguire le irregolarità. Da tener presente che in Race, se si alza il ritmo, per gestire le reazioni del retrotreno occorre “mestiere”: a meno di non essere piloti esperti, alla Race è preferibile la modalità Dynamic, più sicura e redditizia per divertirsi senza troppi rischi.
 
In autostrada
La riserva di potenza di certo non difetta alla Alfa Romeo 4C, e dopo i rallentamenti le riprese sono fulminee (complice il cambio TCT, che in modalità automatica è veloce e progressivo anche in scalata). Le marce sono abbastanza lunghe per una sportiva, e in sesta si viaggia ai 130 col 1.7 turbo che lavora a soli 2800 giri col vantaggio di non consumare troppo (12,1 km/l). La rumorosità, però, è davvero elevata (specie con lo scarico Racing), tanto che ascoltare la radio o conversare diventa un’impresa, e le sospensioni non risparmiano secchi contraccolpi se il fondo non è levigato (nel qual caso sono richieste anche frequenti correzioni dello sterzo).
 
In pista
Le sospensioni anteriori hanno uno schema “corsaiolo” (a quadrilatero trasversale), più sofisticato rispetto al McPherson impiegato al retrotreno ma, nel complesso, l’assetto è pensato per la guida in circuito: messa alla frusta lungo gli impegnativi saliscendi del vecchio Nürburgring, in Germania, questa sportivissima Alfa Romeo ha dispensato notevoli soddisfazioni. Il motore ha un gran vigore, ben sostenuto dalla rapidità del cambio, e assicura accelerazioni notevolissime (con il Launch Control il nostro Centro Prove ha rilevato uno “0-100” di 4,4 secondi, un decimo in meno del valore dichiarato, mentre la velocità di punta effettiva è di 257,8 km/h a fronte dei 258 “ufficiali”). Certo, nei tratti sconnessi lo sterzo è sensibile e va impugnato saldamente, e sul “veloce” l’avantreno si alleggerisce un po’. Ma gli inserimenti in curva sono immediati, i limiti di aderenza elevatissimi e i freni tanto incisivi quanto resistenti. 
QUANTO È SICURA
4
Average: 4 (1 vote)
Essenziale anche nella dotazione
La dotazione di serie è da sportiva radicale: prevede i fari bixeno con diodi diurni e l’Esp a intervento graduabile oppure escludibile mediante il sistema Dna, ma gli airbag sono soltanto due, quelli frontali; a pagamento si possono avere i proiettori principali completamente a led, mentre non sono previsti i fendinebbia. La Alfa Romeo 4C non è ancora stata sottoposta ai crash test Euro NCAP.
 
 
Dal momento che i risultati dei crash test Euro NCAP non sono ancora disponibili, il grado di sicurezza dell’Alfa Romeo 4C può essere valutato soltanto sulla base dell’equipaggiamento. Che, per inciso, è in linea con l’impostazione “estrema” della vettura. Vero che i fendinebbia non sono previsti, ma i fari bixeno con led diurni sono di serie e, a pagamento, possono essere completamente a diodi anche nei proiettori principali. Quanto agli airbag, siamo al minimo sindacale perché sono presenti soltanto i due frontali, mentre quelli laterali e per la testa non si possono aggiungere nemmeno a pagamento. L’Esp, invece, è graduabile come si conviene in una sportiva di rango: mediante la levetta del Dna si può scegliere fra quattro modalità, in base a ciascuna delle quali varia la taratura, e dunque la risposta, del motore, del cambio e dell’Esp: si va dalla Allweather da utilizzare su fondi viscidi (dunque “accentua la sensibilità” del controllo di trazione) sino alla Race che esclude l’intervento dell’elettronica delegando la gestione delle reazioni della vettura esclusivamente a chi è alla guida (consigliabile solo ai piloti esperti, e a patto d’essere in pista).
NE VALE LA PENA?
3
Average: 3 (1 vote)
Emozioni in offerta speciale
Motore centrale, trazione posteriore, struttura in fibra di carbonio e alluminio, e un raffinato quattro cilindri turbo davvero potente in rapporto alla cilindrata e al peso della vettura: è questa la formula con cui la “piccola” Alfa Romeo 4C sfida fior di supercar molto più potenti e costose. Chiaro che non è un’auto da acquistare soltanto in funzione della sua linea mozzafiato: piuttosto, la si sceglie per la quantità di emozioni che è capace di dispensare, che è direttamente proporzionale alla bravura del pilota. 
 
 
La Alfa Romeo 4C è un raffinato “giocattolo” per adulti offerto a un prezzo tutto sommato allettante. Le si perdonano volentieri qualche caduta di stile degli interni (per esempio, alcuni comandi ripresi dalla Giulietta uscita di produzione nel 2013) e i limiti tipici delle supercar, legati al comfort, che è scarso, o alla praticità, dato che il baule è minuscolo e l’unico vero portaoggetti nell’abitacolo si paga a parte. Caratteristiche che ne fanno una scelta da veri appassionati, ossia di coloro che più che dalla linea (per inciso, irresistibile) saranno sedotti dai contenuti tecnici e dalle qualità dinamiche da vera purosangue: questa biposto ha un’elettronica di controllo che la rende (quasi) alla portata di tutti, ma quando ci si avvicina al limite (o si seleziona la modalità Race) richiede capacità di guida non comuni. Esaltante nelle strade ricche di curve, e perfettamente a suo agio in pista, in vista di un utilizzo “estremo” merita di essere equipaggiata con scarico e assetto Racing (ammortizzatori più rigidi, aggiunta della barra antirollio posteriore e aumento del diametro di quella anteriore). Ma, volendo, può essere anche resa ancor più raffinata aggiungendo le mascherine dei fari in fibra di carbonio e i sedili in pelle con fascia centrale in microfibra (più costosi di quelli totalmente in pelle).
PERCHÉ SÌ
Cambio 
Il robotizzato a doppia frizione è davvero riuscito: in modalità automatica è dolce e progressivo, quel che ci vuole quando si va a passeggio, mentre impostando i programmi Dynamic o Race diventa veloce e reattivo.
 
Capacità di emozionare
La 4C risponde allo sterzo con la rapidità di un kart, e il motore ha un sound da brivido. A questo si aggiungano l’estetica da supercar e gli interni con molti dettagli in fibra i carbonio: per un appassionato, è un cocktail irresistibile.
 
Freni
Gli spazi d’arresto rilevati dal nostro centro prove sono eccezionali e, addirittura, migliori di quelli dichiarati dal costruttore; irreprensibile anche la resistenza alla fatica, un fattore che fa la differenza nell’uso in pista.
 
Prestazioni
Fra le sportive “leggere” (fatte le debite proporzioni, anche in termini di acquisto e costi di gestione) non ha rivali: per ottenere altrettanto in termini di accelerazione, ripresa e velocità di punta, si deve salire a una cilindrata più che doppia.
 
Tenuta di strada
A condizione che il fondo sia levigato, la 4C garantisce limiti di aderenza elevatissimi. Inoltre, quando la si “provoca” accelerando a fondo nelle curve lente, eventuali sovrasterzi di potenza sono facili da controllare.
PERCHÉ NO
Accessibilità
Per entrare e uscire dall’abitacolo senza difficoltà occorre essere agili: la vettura è alta soltanto 118 cm, le portiere non sono certo ampie e le due attillate poltrone hanno fianchi pronunciati e seduta rasoterra.
 
Comfort 
Quasi da vettura da corsa: a bordo il rumore è parecchio e per conversare occorre alzare la voce. Inoltre, le sconnessioni dell’asfalto si sentono sulla schiena, perché le sospensioni sono dure e i sedili scarsamente imbottiti.
 
Impegno di guida
L’elettronica aiuta a tenere la situazione sotto controllo, ma quando la velocità aumenta questa coupé richiede mani esperte. E con il manettino del Dna in modalità Race (ossia con l’Esp disattivato) è un’auto per piloti veri.
 
Plastiche
Pur nella sua essenzialità, l’abitacolo è ben fatto e, grazie alle ampie superfici in fibra di carbonio lasciate a vista, “trasuda tecnologia”. Ecco perché i materiali plastici dei pannelli e dei tanti comandi ripresi da modelli di grande serie appaiono sottotono.
 
Sterzo
È piuttosto sensibile alle malformazioni dell’asfalto: per neutralizzare eventuali oscillazioni, va impugnato saldamente. Inoltre, essendo privo di servoassistenza, affatica a bassa velocità e risulta pesante in manovra.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1742
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 177 (241)/6000
Coppia max Nm/giri 350/2200-4250
Emissione di CO2 grammi/km 157
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 (robotizz.) + retromarcia
Trazione posteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi autoventilanti
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 399/187/118
Passo cm 238
Peso in ordine di marcia kg 920
Capacità bagagliaio litri 205/45 R17
Pneumatici (di serie) 235/40 R18

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 6a a 5500 giri   257,8 km/h 258 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 4,4   4,5 secondi
0-400 metri 12,7 173,5 km/h non dichiarata
0-1000 metri 23,6 219,5 km/h  
       
RIPRESA IN D Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h 22,7 219,6 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h 21,9 220,2 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h 1,6    
da 80 a 120 km/h 2,9   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   10,4 km/litro 10,2 km/litro
Fuori città   14,6 km/litro 20 km/litro
In autostrada   12,1 km/litro non dichiarato
Medio   12,5 km/litro 14,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   35,1 metri 36
da 130 km/h   58,2 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   136 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,5 metri  

 

 

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Ritratto di juvefc87
28 luglio 2014 - 19:06
semplicemente unica! peccato davvero x quei proiettori a led ridicoli! dovevano mettere i diamantati come al prototipo! cosa gli costava osare ancora più.. hai fatto 30.. fai 31
Ritratto di PariTheBest93
28 luglio 2014 - 19:30
3
Infatti adesso si può scegliere quali mettere! Quelli singoli, tuttavia, le conferiscono un particolare sguardo da insetto.
Ritratto di juvefc87
29 luglio 2014 - 13:11
ti riferisci a quelli in dotazione alla vettura esportata negli USA! io mi riferisco a quelli del protoripo..
Ritratto di juvefc87
29 luglio 2014 - 13:11
ti riferisci a quelli in dotazione alla vettura esportata negli USA! io mi riferisco a quelli del protoripo..
Ritratto di NeroneLanzi
29 luglio 2014 - 14:59
Juve, quelli del prototipo, a parte non essere ovviamente omologati o omologabili, sono dei pezzi realizzati a mano. Sono bellissimi, ma rientrano più sotto la voce "sculture" che sotto la voce "proiettori". Quelli che sono stati utilizzati per presentare la versione americana e il prototipo della targa sono una buona via di mezzo esteticamente. (anche se, dopo aver visto dal vivo quelli col supporto nudo in carbonio, devo dire che non li ho trovati brutti, anzi).
Ritratto di Albertw
28 luglio 2014 - 19:11
"Le si perdonano volentieri qualche caduta di stile degli interni (per esempio, alcuni comandi ripresi dalla Giulietta uscita di produzione nel 2013)" Ancora? Allora la Gallardo che aveva in plancia navigatore e altro presi pari pari dall'Audi A3? Siamo nel 2014, si chiama condivisione ed è cosa comune a tutte le case. Sarebbero sottotono non funzionassero non se sono condivise.
Ritratto di Lupo11
29 luglio 2014 - 11:48
2
le componenti dell'audi non hanno aspetto cheap come le manopole della Fiat Punto...
Ritratto di Alfista1979
20 agosto 2015 - 10:51
6
le componenti Fiat su un'auto da 65000euro sono cheap esattamente quanto le componenti Audi su una Lamborghini da 200000euro.
Ritratto di fabros25
28 luglio 2014 - 19:28
Questa 4C mi piace molto, e da quello che dicono pare essere una vera Alfa (finalmente). Ma, e son gusti personali, questo stile forzatamente italico con i fari strabici e l'enorme "bocca" che fa sembrare il muso un p.esce impazzito ( lontano un milione di anni luce dalle cattive e bellissime 147, 159..) sta bene su questa macchina ma per il resto comincia a stancare..
Ritratto di fabros25
28 luglio 2014 - 19:28
Questa 4C mi piace molto, e da quello che dicono pare essere una vera Alfa (finalmente). Ma, e son gusti personali, questo stile forzatamente italico con i fari strabici e l'enorme "bocca" che fa sembrare il muso un p.esce impazzito ( lontano un milione di anni luce dalle cattive e bellissime 147, 159..) sta bene su questa macchina ma per il resto comincia a stancare..
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