PROVATE PER VOI

Jeep Renegade: spazio, brio e look da “dura”

Prova pubblicata su alVolante di
dicembre 2014
  • Prezzo (al momento del test)

    € 26.100
  • Consumo medio rilevato

    15,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    120 grammi/km
  • Euro

    6
Jeep Renegade
Jeep Renegade 1.6 Multijet Limited
L'AUTO IN SINTESI

In versione a due ruote motrici equipaggiata del 1.6 a gasolio da 120 CV, la Jeep Renegade è vivace e piacevole da guidare, ma non propriamente parca in autostrada (situazione in cui si fanno sentire troppo anche i fruscii aerodinamici). Più che soddisfacenti la dotazione e le finiture, e davvero spazioso l’abitacolo, che dispone anche di poltrona destra “richiudibile” per fare spazio a oggetti lunghi.

Posizione di guida
3
Average: 3 (1 vote)
Cruscotto
5
Average: 5 (1 vote)
Visibilità
3
Average: 3 (1 vote)
Comfort
4
Average: 4 (1 vote)
Motore
3
Average: 3 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
4
Average: 4 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
3
Average: 3 (1 vote)
Tenuta di strada
3
Average: 3 (1 vote)
Dotazione
4
Average: 4 (1 vote)
Qualità/prezzo
4
Average: 4 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Una “tuttofare” ben dotata
 
Compatta suv dalle linee squadrate e personali, non teme la città e nemmeno i facili sterrati: anche se non rialzata quanto le versioni 4x4, pure la 1.6 turbodiesel a due ruote motrici in prova conta su una discreta luce a terra. Riuscito l’abitacolo, arioso e accogliente anche nella zona posteriore, nonché ben rifinito. Su strada le prestazioni e la guidabilità non deludono, ma a velocità autostradale i consumi salgono un po’ per colpa della carrozzeria poco aerodinamica. Conveniente il rapporto fra prezzo e dotazione, tenuto conto che nella Limited sono di serie anche ausili alla guida di ultima generazione.
 
 
Alle dimensioni “compatibili” anche con l’impiego cittadino, la nuova Jeep Renegade abbina un look da vera off-road, in linea con la filosofia del marchio. La versione del test, con due ruote motrici (quelle davanti), è pensata soprattutto per l’uso su asfalto, eppure non teme i facili sterrati grazie alla discreta luce a terra (17,5 cm, contro i 19,8 cm della versione 4x4 e i 21 cm della variante più specialistica, la Trailhawk).
 
In relazione ai 423 cm di lunghezza della carrozzeria, lo spazio a bordo è abbondante: sul divano si sta comodi in due, e un eventuale terzo passeggero non soffre troppo. Dell’abitacolo si apprezzano anche l’ariosità, favorita dal tetto alto, il notevole livello delle finiture e le estese superfici rivestite in plastica morbida. Di discreta capacità il baule che, tuttavia, ha la soglia a ben 74 cm da terra.
 
La carrozzeria rialzata della Jeep Renegade non pregiudica la guidabilità che, anzi, è ottimale anche nelle strade ricche di curve; all’altezza della situazione lo sterzo, pronto e preciso. Del 1.6 a gasolio da 120 CV (ancora omologato Euro 5) si apprezzano l’erogazione fluida e vigorosa in rapporto alla cilindrata, un po’ meno i consumi in autostrada, penalizzati dalla scarsa aerodinamica (che origina pure dei fruscii).
 
Anche se non ricca quanto la Opening Edition (in serie limitata di 500 esemplari), la Limited in prova è generosamente equipaggiata: offre di serie addirittura la frenata d’emergenza automatica e l’avviso di involontario abbandono della propria corsia di marcia. Per risparmiare un po’ c’è la Longitude, che ha il vivavoce Bluetooth ma fa rinunciare anche al “clima” bizona (c’è quello manuale) e ai cerchi in lega di 17”.
VITA A BORDO
4
Average: 4 (1 vote)
Funzionale e ben fatta
La plancia, rivestita in plastica morbida, nel lato destro presenta un maniglione d’appiglio d’ispirazione fuoristradistica; riuscita anche la consolle, che può essere completata col navigatore e che, in basso, ospita i comandi del “clima” bizona. Davvero buona l’abitabilità: due adulti stanno comodi anche dietro e, se necessario, c’è spazio a sufficienza pure per il terzo. Nonostante la soglia distante da terra, il bagagliaio è funzionale e dispone di piano di carico che si può fissare su due quote diverse; per stivare oggetti lunghi si può abbattere non solo lo schienale del divano, ma anche il sedile anteriore destro.  
 
 
Plancia e comandi
La plancia della Jeep Renegade, elegante e lineare, è rivestita in plastica morbida, e la consolle può essere completata con il navigatore (optional, è disponibile nel sistema multimediale con schermo di 6,5” o in versione “economica” con schermo di 5”); di fronte al passeggero è presente una comoda maniglia d’appiglio in perfetto stile off-road. Non è ideale la posizione dei comandi del “clima” bizona, un po’ troppo in basso, mentre risultano funzionali i tasti (abbastanza grandi) nelle razze del volante. Nel tunnel, dietro la corta leva del cambio, ci sono il bilanciere del freno a mano elettronico e i tasti per escludere l’Esp e il sistema Stop&Start. Il cruscotto, ben leggibile, è formato da due strumenti analogici (originale la grafica a “schizzo di fango” della zona rossa del contagiri) e da un ampio schermo centrale a colori piuttosto generoso di informazioni (mostra pure la tensione della batteria).
 
Abitabilità
Per essere una vettura che supera di una spanna i quattro metri di lunghezza, la suv italo-americana è davvero spaziosa (complice il tetto alto che incrementa la sensazione di ariosità dell’abitacolo). Comode le poltrone in pelle (optional) dell’esemplare in prova, ampie nella seduta e maggiormente sagomate, quindi più contenitive, per quanto riguarda gli schienali; peccato che questi ultimi si regolino a scatti (un sistema impreciso), mentre è elettrica la registrazione del supporto lombare. Accogliente anche il divano, non particolarmente largo ma piatto anche al centro, così da non sfavorire un eventuale quinto passeggero (poco ingombrante il tunnel nel pavimento). Piccoli i portaoggetti, compreso il cassetto di fronte al passeggero (che nemmeno è climatizzato).
 
Bagagliaio
La soglia a 74 cm da terra non è il massimo della comodità quando si devono stivare pesanti valigie, ma ci si consola con l’imboccatura ampia e squadrata e con la forma regolare del vano della Jeep Renegade, che permette di sfruttare facilmente i 351 litri di capacità (un valore nella media); il piano si può fissare tutto in basso, ottenendo ben 55 cm di altezza utile al tendalino, oppure in posizione rialzata (nel qual caso si crea un doppiofondo alto 24 cm). Reclinando lo schienale del divano, il volume disponibile cresce fino a 1297 litri; inoltre, si può ripiegare il sedile anteriore e liberare un piano di 234 cm per stivare oggetti lunghi.
COME VA
4
Average: 4 (1 vote)
Peccato quei fruscii
Compatta com’è, nel traffico è a suo agio, e nei parcheggi aiuta con i sensori di distanza posteriori di serie. Il buon compromesso di taratura delle sospensioni consente di non “soffrire” sulle buche e di poter contare su un buon grado di agilità fra le curve dove, pure, si apprezzano la precisione dello sterzo e la tenuta di strada sempre affidabile (con un Esp sin troppo zelante qualora si esageri). Il 1.6 a gasolio, abbinato a un cambio manuale a sei marce dalla buona manovrabilità, si fa sentire poco ed è vivace; i consumi risentono della carrozzeria squadrata: se si va forte, come in autostrada, tendono ad aumentare (assieme ai fruscii aerodinamici).
 
 
In città
La carrozzeria squadrata e le superfici vetrate poco inclinate (incluso il parabrezza) della Jeep Renegade favoriscono la visibilità e la valutazione degli ingombri, almeno davanti e lateralmente. Dietro, invece, si devono fare i conti con il lunotto piccolo, ma ci sono i sensori di distanza (di serie) a dare una mano; non particolarmente contenuto, comunque, il raggio di sterzata. La prontezza del motore e la manovrabilità del cambio manuale (con sei marce ben scalate) aiutano allo sprint, e i consumi – grazie anche allo Stop&Start – non sono alti: abbiamo rilevato 14,4 km/l. Niente male il comfort, favorito sia dagli ammortizzatori non troppo duri, sia dalle gomme con spalla alta (215/60 R 17).
 
Fuori città
Nonostante sia maggiormente rialzata di parecchie rivali, la Jeep Renegade non si inclina troppo di lato quando si affrontano le curve con grinta; ha, inoltre, limiti di aderenza elevati, anche se a frenare i pruriti sportivi è l’Esp, che interviene con sin troppa solerzia quando si esagera. Alle buone caratteristiche di prontezza e precisione dello sterzo si accompagna una frenata potente, e nemmeno delude la vivacità del motore, che spinge con buona progressione sin dai 1500 giri. Notevoli anche i 19,2 km che si percorrono con un litro di gasolio (sebbene la casa ne dichiari 25).
 
In autostrada
Anche se la stabilità e la precisione si confermano notevoli a velocità elevata, in autostrada la Jeep Renegade fa mancare un po’ di comfort acustico: ne sono causa i fruscii aerodinamici e non certo il motore che, per parte sua, in sesta marcia a 130 km/h “ronfa” sui 2400 giri. Le forme squadrate della carrozzeria e l’imponente frontale fanno aumentare anche la sete di gasolio del motore, per quanto – considerato il tipo di vettura – i 13,7 km/l misurati dai nostri strumenti rappresentino un risultato accettabile. Buone le capacità di ripresa: dopo un rallentamento si può evitare di scalare.
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Un en plein meritato
I recenti crash test Euro NCAP (2014) hanno decretato che la Jeep Renegade rispetta in pieno gli attuali standard di sicurezza: elevati i punteggi nei diversi ambiti di verifica, e cinque le stelle di valutazione globale. D’altronde, la dotazione è completa, anche se, a differenza degli esemplari in vendita negli USA, gli airbag sono sei e non sette (manca quello per le ginocchia del guidatore): di serie per la Limited, oltre all’Esp ci sono dispositivi di sicurezza “tecnologici” come la frenata automatica in città e l’avviso di accidentale uscita dalla propria corsia di marcia.
 
 
A differenza della versione destinata al mercato americano, quella europea non dispone dell’airbag destinato alle ginocchia del guidatore: ci si deve dunque “accontentare” dei classici sei, ossia le coppie frontali e laterali anteriori più gli elementi a tendina che proteggono sia la testa dei passeggeri davanti, sia di quelli seduti sul divano. Di serie per tutta la gamma anche l’Esp con sistema anti-arretramento (agevola le partenze in salita), il cruise control, i fendinebbia, il vivavoce Bluetooth e i sensori di pressione delle gomme. La Jeep Renegade Limited offre anche il pacchetto Safety (optional per la Longitude) che sfruttando una telecamera nella parte superiore del parabrezza supporta l’avviso di involontario abbandono della propria corsia di marcia e la frenata automatica d’emergenza in città (scongiura i tamponamenti o, almeno, ne riduce le conseguenze). Fra gli optional riservati figura il Visibility Pack (non disponibile per la Longitude), che comprende i fari allo xeno con commutazione automatica abbaglianti/anabbaglianti, lo specchio retrovisore interno auto-oscurante e il sensore pioggia per l’attivazione automatica dei tergicristallo. Sottoposta ai crash test Euro NCAP a fine 2014 (dunque con le procedure più recenti e restrittive), la piccola Jeep ha ottenuto le cinque stelle corrispondenti al punteggio massimo supportate da valutazioni parziali davvero buone: 87% per la protezione dei passeggeri, 85% per i bambini ospitati su seggiolini Isofix, 65% per i pedoni e 74% per i sistemi di assistenza alla sicurezza.
NE VALE LA PENA?
4
Average: 4 (1 vote)
Il mito a portata di tasca
All’aspetto più “specialistico” di quello delle rivali, unisce un buon grado di versatilità: la Renegade è spaziosa, provvista di un bagagliaio funzionale e abbastanza rialzata da terra da poter affrontare qualche sterrato; se, poi, si vuol fare di più, ci sono le più potenti e costose 4x4. Su asfalto è piacevole da guidare e sicura, anche se le forme poco aerodinamiche, in autostrada, fanno aumentare i consumi. Nulla da obiettare sulla dotazione, adeguata al prezzo e arricchita da dispositivi di sicurezza che non sempre sono previsti di serie.
 
 
La Jeep Renegade è una suv compatta dall’aspetto “professionale”, che gioca anche su originali elementi legati alla tradizione del marchio americano: per esempio la dicitura “Since 1941” sopra lo schermo del navigatore che ne celebra l’anno di fondazione, l’inconfondibile mascherina a sette asole verticali e i fari tondi che sono caratterizzati (come le luci di coda) da un elemento a “X” ispirato alle nervature di rinforzo delle taniche di benzina in dotazione all’esercito americano. Ma questa italo-americana (prodotta nello stabilimento Fiat di Melfi) non punta soltanto sull’immagine: offre anche un abitacolo ben rifinito e spazioso pure dietro, nonché una buona capacità di carico (espandibile grazie alla possibilità di ripiegare non solo lo schienale del divano, ma anche quello della poltrona anteriore destra). Inoltre, considerato il prezzo, è ben dotata, non solo in tema di comfort ma anche di sicurezza. Con il 1.6 a gasolio abbinato alla trazione anteriore è in grado di svolgere il ruolo di unica vettura da famiglia per un utilizzo a tutto tondo: non troppo ingombrante in città, è piacevole e sicura da guidare sulle strade extraurbane e, naturalmente, non teme i viaggi, anche se le sue forme squadrate non sono “amiche” dell’aria e, a velocità elevata, fanno emergere qualche fruscio e crescere i consumi (altrimenti bassi). Inoltre, essendo più alta di una normale berlina ed equipaggiata di ruote di grande diametro e di gomme dalla spalla “consistente”, accetta di buon grado qualche digressione fuori dall’asfalto. Ciò non toglie che, in vista dell’impiego su terreni impegnativi, convenga rivolgersi alle versioni 4x4, maggiormente rialzate, potenti (montano il 2.0 diesel da 140 o 170 CV) e, ovviamente, costose.
PERCHÉ SÌ
Dotazione
La Limited non è regalata, ma per quanto riguarda l’equipaggiamento è al riparo da critiche: sono di serie, fra l’altro, il “clima” bizona, il Safety Pack, i cerchi in lega di 17” e i vetri posteriori scuri.
 
Finiture 
Gli interni evidenziano una cura costruttiva elevata, con ampie superfici della plancia rivestite in plastica morbida. Da vera off-road il maniglione d’appiglio per il passeggero anteriore.
 
Guida
Lo sterzo è preciso, e l’agilità non risente troppo della carrozzeria rialzata (i 17,5 cm di luce a terra, sufficienti ad affrontare gli sterrati senza patemi d’animo). Valida la tenuta di strada, pronto (sin troppo) l’eventuale intervento dell’Esp.
 
Spazio
Non è più lunga di una normale berlina a cinque porte ma, logicamente, è più alta: ne guadagna l’abitacolo, arioso e accogliente per quattro adulti (e non troppo sacrificato se occorre ospitarne un quinto).
PERCHÉ NO
Aerodinamica
Le forme nette della carrozzeria e lo squadrato frontale giovano all’impatto estetico ma non a quello con l’aria: ne risentono negativamente la velocità massima (inferiore a quella di rivali di potenza simile), i consumi e il comfort acustico (a causa dei fruscii).
 
Colori
Se non si vuole sborsare un extra, si deve necessariamente scegliere il bianco. Tutte le altre tinte sono a pagamento, che siano metallizzate oppure pastello (con ulteriore sovrapprezzo per avere il colore del tetto a contrasto).
 
Euro 5
La Renegade è stata lanciata da pochissimo tempo, eppure il turbodiesel ha ancora l’omologazione Euro 5 (quando non mancano le rivali in regola con la più recente normativa Euro 6).
 
Portaoggetti
In un’auto così ben fatta e votata alla praticità, sorprende che i vani nell’abitacolo siano pochi e scarsamente capienti. Inoltre, il cassetto di fronte al passeggero non è refrigerato dall’aria del “clima”, e le tasche nelle porte sono strette.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1598
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 88 (120)/3750
Coppia max Nm/giri 320/1750
Emissione di CO2 grammi/km 120
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 423/180/169
Passo cm 257
Peso in ordine di marcia kg 1390
Capacità bagagliaio litri 351/1297
Pneumatici (di serie) 215/60 R16

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 4000 giri   178,1 km/h 178 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 11   10,2 secondi
0-400 metri 17,7 124,5 km/h non dichiarata
0-1000 metri 33 153,6 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 37,1 149,7 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 34,4 146,6 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 11,4    
da 80 a 120 km/h in 6a 12,1   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   14,4 km/litro 18,2 km/litro
Fuori città   19,2 km/litro 25 km/litro
In autostrada   13,7 km/litro non dichiarato
Medio   15,9 km/litro 21,7 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   36,6 metri non dichiarata
da 130 km/h   63,2 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   135 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,6 metri 11,1

 

 

Jeep Renegade
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I VOTI DEGLI UTENTI
249
137
67
46
108
VOTO MEDIO
3,6
3.614495
607
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Ritratto di Mattia Bertero
9 aprile 2015 - 16:22
3
Davvero una bella macchina sotto molti aspetti: una linea da vera fuoristrada con alcuni tocchi che la rendono simpatica alla vista e con interni ben fatti. Però secondo me la Renegade bisognerebbe prenderla solamente per la variante da vera fuoristrada ossia la Trailhawk, altrimenti la versione normale perde un po' del vero DNA Jeep per ripiegarsi in una crossover normale con qualche peculiarità in più negli sterrati. A quei punti, se si cerca un normale crossover, punterei sulla sorella 500X che ha linee più belle e più graziate. Il prezzo di questa versione è onesto in rapporto alla qualità ed alla dotazione di serie ma, come ho già detto, bisognerebbe prendere la Trailhawk costa un po' di più ma si compra un bel mezzo tuttofare, altrimenti si punta sulla 500X. Parere personale ovviamente.
Ritratto di Sepp0
9 aprile 2015 - 16:36
...un po' di più, costa un botto di più. :D Ero orientato a prenderla come prossima auto, ma mia moglie proprio non la digerisce, preferisce nettamente 500x. Non appena si decidono a mettere a listino il benza col cambio automatico, mi faccio un giro per conce.
Ritratto di comix77
11 aprile 2015 - 23:02
Personalmente non mi piaciono i suv. Alcuni fanno eccezione perche riescono a dissimulare le loro dimensioni, tra questi ci sono: BMW X6, Mercedes GLE coupe, e Fiat 500X, che accostano un estetica molto curata e ben riuscita ad un ottimo dinadinamismo dell'insieme. Bhe...invece Suv come la jeep renegade o opel mokka le considero orribili. Non riesco a capire come faccia la gente ad acquistarli....
Ritratto di duracell
10 marzo 2017 - 05:18
Di questo mezzo , secondo il mio parere si deve escludere a prescindere dei gusti di linea il 4x2 ,....non ha nessuna ragione ,...non lo si può chiamare JEEP, di reale ha solo la mascherina. A questo punto come dice e suggerisce Mattia Bertero si deve puntare sulla 500 x.
Ritratto di dagoildingo
9 agosto 2017 - 22:03
Ciao. Concordo con coloro che sottolineano, o stigmatizzano, l'origine da vera fuoristrada che è più consona alla "Renegade". In merito alla prova di "Al Volante" sottolineo una caratteristica che abitualmente sfugge, oppure appare di secondo piano, nell'esser considerata (talvolta deliberatamente) nelle recensioni delle varie testate specialistiche. Mi riferisco all'intervento dell'ESP e dei sistemi di controllo della stabilità in generale. In molti casi, per specifica scelta delle case produttrici, spesso per irrinunciabili necessità oggettive, le case "tarano" sul precoce l'intervento di detti dispositivi per ovviare a delle carenze dei telai in ambito di reazioni della vettura in certe condizioni di guida. Sia chiaro, in merito alla "Renegade" non intendo creare un parallelo cognitivo alla "Convair", oppure alle prime "Smart". Sono, altresì, quasi sicuro che le caratteristiche tecnico-costruttive della "Renegade" abbiano obbligato i progettisti FCA ad adottare rimedi "elettronici" atti a mitigare l'effetto di comportamenti "fuori dalle righe" (... o meglio fuori dalle strisce) che la forma della "Renegade" pare suggerire. Per gli scettici... di tale mia ottica (forse arrogante - presuntuosa ecc. ecc.) rammento che la fisica non è una opinione e basta informarsi per chiarire quali siano le problematiche inerenti il baricentro dei SUV in genere, in particolare in termini di distribuzione delle masse. Per quel che concerne la "Renegade" non mi dilungo oltre, resta solo da rimarcare che nel suo insieme sia più logico nelle versioni 4x4 ed in tal senso impiegata laddove un ipotetico rapporto costo/efficacia troverebbe la sua più adeguata collocazione. Tutto il resto... è solo moda passeggera! Saluti
Ritratto di Sepp0
9 aprile 2015 - 16:37
Nei lati negativi si menziona giustamente il propulsore ancora euro 5, ma nella costina in alto dove c'è il prezzo , il consumo medio e le emissioni, c'è scritto Euro 6. :)
Ritratto di Gino2010
9 aprile 2015 - 17:01
danno molta più importanza alle emissioni che in italia.Ed oggettivamente il renegade se diventasse euro 6 e con un prezzo leggermente più basso sfonderebbe persino in germania,nella tana del lupo.
Ritratto di Sepp0
9 aprile 2015 - 17:05
...in Germania costi qualcosa di meno, ma siamo lì. Trovo comunque che il prezzo sia adeguato al blasone ed ai contenuti (molto più che per le altre Jeep attualmente a catalogo). Qua in Italia sta vendendo molto, si iniziano a vederne parecchio in giro.
Ritratto di francu
17 aprile 2015 - 07:39
in germania sono tutte euro 6
Ritratto di Navy
28 luglio 2015 - 23:22
Non è un problema, appena esce il motore euro 6, si spendono 80 euro, per la prova alla motorizzazione e l'aggiornamento della carta di circolazione, dopo aver fatto l'aggiornamento della centralina. Sulla mia MiTo 2008 155cv ho fatto così e da euro 4 son passato ad eur9o 5.
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