PROVATE PER VOI

Suzuki Swift: scatta bene e beve poco

Prova pubblicata su alVolante di
aprile 2012
  • Prezzo (al momento del test)

    € 17.900
  • Consumo medio rilevato

    13,9 km/l
  • Emissioni di CO2

    147 grammi/km
  • Euro

    5
Suzuki Swift
Suzuki Swift 1.6 16V Sport 3 porte
L'AUTO IN SINTESI

Proposta con carrozzeria a tre porte, con quattro posti comodi e una ricca dotazione di serie, è la Swift più potente e sportiva: le dimensioni compatte, le sospensioni rigide e il vivace 1.6 a benzina da 136 CV ne fanno un’utilitaria brillante e divertente da guidare. Piuttosto bassi i consumi, mentre deludono il bagagliaio e la visibilità in “retro”.

Posizione di guida
3
Average: 3 (1 vote)
Cruscotto
3
Average: 3 (1 vote)
Visibilità
2
Average: 2 (1 vote)
Comfort
3
Average: 3 (1 vote)
Motore
4
Average: 4 (1 vote)
Ripresa
3
Average: 3 (1 vote)
Cambio
3
Average: 3 (1 vote)
Frenata
4
Average: 4 (1 vote)
Sterzo
4
Average: 4 (1 vote)
Tenuta di strada
4
Average: 4 (1 vote)
Dotazione
3
Average: 3 (1 vote)
Qualità/prezzo
3
Average: 3 (1 vote)
PERCHÉ COMPRARLA
Utilitaria al pepe
La linea riprende quella delle versioni “normali”, ma appendici aerodinamiche e dettagli specifici – come il doppio terminale di scarico – ne rivelano l’anima sportiva. Accogliente per quattro adulti ma scarsamente dotata in fatto di bagagliaio, è un’utilitaria pensata per il piacere di guida: lo sterzo è preciso, i freni potenti e della ricca dotazione di serie fanno parte pure i cerchi di 17 pollici. All’altezza delle attese le prestazioni del raffinato 1.6 da 136 CV che, oltretutto, si accontenta di poca benzina.
 
 
La linea contraddistinta da fiancate alte e finestrini schiacciati è quella che caratterizza la Swift fin dal 2005, ma ad aggiungere un tocco di grinta ci sono lo spoiler nello scudo anteriore, le minigonne, il corto alettone sopra al lunotto, i due terminali di scarico e i finestrini posteriori scuri che fanno pendant con i montanti centrali e anteriori di colore nero. Specifiche di questa versione “cattiva” dell’utilitaria Suzuki sono, infine, la mascherina a nido d’ape e i “baffetti” attorno ai fendinebbia.
 
Lunga meno di 4 metri e proposta con carrozzeria a tre porte, offre un valido compromesso fra ingombri esterni e abitabilità: i quattro posti omologati sono “veri” e una coppia di adulti viaggia comoda anche dietro; il baule, per contro, è sacrificato. Soddisfacenti pure la qualità costruttiva e la praticità (molti i vani portaoggetti), tuttavia il sistema che fa avanzare il sedile di guida per consentire l’accesso al divano è complicato.
 
Il raffinato quattro cilindri 1.6 a benzina è provvisto di condotti di aspirazione a geometria variabile e, sempre dal lato delle valvole di aspirazione, di variatore di fase. Capace di 136 CV, si fa apprezzare per l’erogazione fluida e per il notevole vigore che esprime sin dai bassi regimi, oltre che per i consumi contenuti in rapporto alle prestazioni. Nella guida sportiva convincono anche la rapidità del cambio (piuttosto secco negli innesti), la precisione dello sterzo e la potenza dei freni.
 
In rapporto al prezzo, questa Suzuki è davvero ben dotata: oltre all’Esp e ai sette airbag (fra cui quello per le ginocchia del guidatore) offre di serie i fari bixeno, il cruise control, il climatizzatore automatico, i cerchi in lega di 17 pollici con gommatura sportiva e, addirittura, la vernice metallizzata. Fra gli accessori a pagamento figurano i sedili in pelle e il navigatore, oltre che i sensori di distanza posteriori (non costano un’esagerazione e sono utili, data la scarsa visuale concessa dal lunotto).

 

VITA A BORDO
0
Nessun voto
Comoda per quattro, ma i bagagli?
A dispetto dei suoi 389 cm di lunghezza, la Swift offre una buona abitabilità. Omologata per quattro persone, fa viaggiare comodi anche dietro ma offre poco spazio per le valigie: il bagagliaio è piccolo e poco pratico. Seppur realizzata in plastica rigida, la plancia è piacevole e supporta comandi generalmente ben collocati. Non mancano né i vani portaoggetti, né una sportiveggiante pedaliera con metallo a vista, ma restano da migliorare la leva del cambio – troppo corta e distante dal posto guida – e particolari come il pulsante del computer di bordo, ubicato nel contagiri e scomodo da raggiungere.
 
 
Plancia e comandi
Rigorosa nel design, la plancia è correttamente assemblata ma realizzata in plastica dura; poco convincenti anche le modanature color alluminio estese ai pannelli delle porte. Nel complesso ben collocati i comandi, fra i quali i tasti al volante per attivare il vivavoce (di serie, come la radio con cd e ingresso Usb); in linea con lo spirito della vettura la pedaliera in metallo con estesi gommini antiscivolo. La leva del cambio ha la cuffia in pelle (il medesimo materiale che riveste il volante) ma è scomoda da raggiungere perché troppo corta. Ben leggibile il sobrio cruscotto, ma criticabile il tasto del computer di bordo inserito nel contagiri (azionabile in sicurezza soltanto ad auto ferma).
 
Abitabilità
I quattro posti omologati sono accoglienti, ma dagli avvolgenti sedili anteriori ci si aspetterebbe un miglior supporto lombare; funzionale la regolazione in altezza, un po’ meno quella (a scatti) dell’inclinazione dello schienale. Chi viaggia dietro ha a disposizione un comodo divano con seduta larga, poggiagomito ben fatti e aria a sufficienza anche sopra la testa; l’accesso, però, è agevole soltanto dal lato destro, perché il sistema di avanzamento del sedile di guida è macchinoso (una leva fa scorrere la seduta, un’altra abbatte lo schienale). Grande e bene illuminato (ma non rivestito) il cassetto di fronte al passeggero anteriore; fra i numerosi portaoggetti c’è pure un utile ripostiglio celato da uno sportello a filo della plancia.
 
Bagagliaio
Oltre a essere fra i più piccoli della categoria (211 litri), il baule soffre di scarsa praticità: l’apertura ha dimensioni ridotte e la soglia, che dista dal suolo ben 78 cm, è di 25 cm più alta del piano di carico. Inoltre, le operazioni di stivaggio sono intralciate dalla cappelliera che, in mancanza dei cordini che la ancorano al portellone, va sollevata a mano. Anche abbattendo il divano, che in questa variante sportiva della Swift è stranamente privo di schienale frazionato, il volume utile resta sotto la media; inoltre, si forma un gradino (18 cm) che impedisce di far scorrere le valigie.
COME VA
3
Average: 3 (1 vote)
Voglia di correre, non di bere
Compatta e scattante, la Sport è agile nel traffico e si parcheggia in poco spazio, anche se il lunotto striminzito fa un po’ soffrire nelle manovre in “retro”. Ma è fuori città che rivela le sue attitudini: il generoso 1.6 – abbinato a un cambio adeguatamente rapido – è pronto e vivace, e le sospensioni rigide favoriscono l’agilità e la tenuta di strada; ben tarato l’Esp. Oltre che giovare al contenimento dei consumi, la sesta marcia piuttosto distesa contiene la rumorosità ad andatura costante: il comfort è discreto pure in autostrada.
 
 
In città
Le sospensioni rigide fanno sentire parecchio le buche, e il piccolo lunotto (oltretutto, oscurato) mette in difficoltà in retromarcia rendendo consigliabile la spesa extra per i sensori di distanza. Ma per il resto, con i suoi 389 cm di lunghezza, la Suzuki Swift Sport è una cittadina perfetta: sterzo e frizione sono abbastanza leggeri da azionare (mentre la leva del cambio dovrebbe essere più a portata di mano) e il 1.6 risponde con prontezza e fluidità sin dai regimi inferiori. Anche grazie alla massa contenuta (1040 kg) i consumi sono più che accettabili: abbiamo rilevato 12,8 km/l. 
 
Fuori città
Quando ci si libera del traffico, sfruttare la corposa erogazione del motore – complici gli innesti veloci e precisi del cambio a sei marce – è un vero piacere che, se non si esagera, nemmeno pesa troppo sul portafogli: i 16 km/l sono a portata di mano. Anche se quando si alza il ritmo lo si potrebbe desiderare ancor più diretto, lo sterzo è preciso e solido, come pure non ci si può lamentare della prontezza nei cambi di traiettoria o della rassicurante tenuta laterale (con l’Esp pronto a intervenire quando si esagera). Promosso pure l’impianto frenante, capace di spazi d’arresto da vera sportiva e poco sensibile all’affaticamento dovuto all’impiego intenso.
 
In autostrada
Anche se il 1.6 fa percepire il suo rombo in accelerazione, grazie alla sesta marcia distesa non dà troppo fastidio quando di viaggia in autostrada (e, ancora, non esagera nei consumi); inoltre, l’abitacolo risulta abbastanza bene isolato rispetto al rumore di rotolamento dei pneumatici. Soddisfacenti le capacità di ripresa: seppur meno corposo dei rivali turbocompressi, dopo un rallentamento il quattro cilindri giapponese riguadagna velocità in fretta e non richiede di scalare marcia. Le solide sospensioni favoriscono la precisione e la stabilità, irreprensibile anche nei curvoni affrontati a velocità elevata.
QUANTO È SICURA
5
Average: 5 (1 vote)
Non le manca davvero nulla
Considerato che – prestazioni a parte – si tratta pur sempre di un’utilitaria, la dotazione di sicurezza è decisamente ricca: oltre ai controlli elettronici di trazione e stabilità, ci sono sette airbag e, addirittura, i fari bixeno. Di alto profilo i risultati dei crash test Euro NCAP, che la Swift ha superato con le cinque stelle corrispondenti al punteggio massimo e valutazioni parziali superiori alla media.
 
 
Promossa con cinque stelle, ossia il massimo, nei crash test Euro NCAP (effettuati con la versione a cinque porte, ma indicativi anche per quella a tre della nostra prova), la Swift ha ottenuto valutazioni parziali di rilievo: 94 punti percentuali per la protezione degli occupanti, 82 per i bambini trasportati su seggiolini Isofix, e 62 relativamente alla salvaguardia dei pedoni in caso di investimento rappresentano un quadro superiore alla media. Altrettanto notevoli i 71 punti assegnati ai sistemi di assistenza, motivati pure dal fatto che l’Esp (disattivabile) è di serie per tutta la gamma, come l’avviso che ricorda di allacciare le cinture di sicurezza davanti e dietro. Standard per tutte le versioni anche i sette airbag (oltre a quelli frontali, laterali e per la testa estesi ai posti dietro, c’è quello a protezione delle ginocchia del guidatore). Questa variante sportiva aggiunge i fendinebbia e il cruise control (comuni agli allestimenti più ricchi), nonché i fari bixeno, che di solito sono optional anche in vetture più grandi e costose.
NE VALE LA PENA?
4
Average: 4 (1 vote)
Fisico da utilitaria, cuore sportivo
La Swift Sport è  una buona scelta per chi desidera una “piccola” adatta all’uso di tutti i giorni, ma che non vuol rinunciare alle emozioni della guida sportiva: compatta, grintosa, ed equipaggiata di tutto punto, non fa pagare troppo care le sue prestazioni, nemmeno al momento di fare il pieno di benzina. Lo spazio a disposizione e il discreto livello di comfort la rendono anche adatta a viaggiare, a patto di avere pochi bagagli perché il baule risulta sacrificato.
 
 
Equipaggiata di un motore raffinato, potente quanto fluido e godibile nell’erogazione, nello sprint questa piccola sportiva è favorita pure dal peso contenuto e dal veloce cambio con i primi cinque rapporti ravvicinati. La sesta marcia piuttosto distesa, invece, tiene a bada i consumi di benzina (tutto sommato bassi) e la rumorosità (il comfort acustico è discreto anche in autostrada). Lo sterzo preciso, l’assetto “piatto” e la gommatura generosa la rendono efficace e gratificante fra le curve, con il conforto di un impianto frenante all’altezza della situazione e di un Esp che interviene puntualmente e solo quando serve. Per il resto, la Swift 1.6 Sport ripropone qualità e difetti delle versioni “normali”: ha un abitacolo ben fatto e spazioso anche dietro, ma il baule è piccolo e la visuale offerta dal lunotto talmente scarsa che – strano a dirsi per un’auto lunga meno di 4 metri – fa desiderare i sensori di distanza. Che sono la sola aggiunta a pagamento che ci sentiamo di consigliare, dato che per tutto il resto la dotazione di serie è davvero ricca, sia per quanto riguarda comfort e funzionalità, sia in tema di sicurezza (include pure i fari allo xeno): difficilmente chi desidera un’utilitaria in salsa sportiva riuscirà a ottenere di più spendendo meno.
PERCHÉ SÌ

Dotazione
Praticamente la Sport ha tutto di serie, dai fendinebbia al cruise control, dai fari bixeno alla vernice metallizzata, e il prezzo (concorrenziale, considerati pure i contenuti tecnici) include la garanzia di tre anni o 100.000 km.

Freni
Oltre ad assicurare una notevole potenza decelerante (da 130 km/h abbiamo registrato spazi di arresto inferiori ai 60 metri), l’impianto si è rivelato resistente agli strapazzi della guida sportiva: è quel che ci si aspetta da una vettura di questo tipo.
 
Guida
Compatta e leggera, bene ancorata all’asfalto dalle gomme larghe e ribassate (195/45 R 17) e sempre sotto controllo grazie alla precisione dello sterzo, ha sospensioni solide che la fanno curvare con un assetto “bello piatto”. Promosso anche il cambio, rapido e preciso negli innesti.
 
Motore
Il raffinato 1.6 è vigoroso ma non scorbutico: la potenza non è solo elevata, ma anche ben distribuita lungo l’intero arco d’erogazione e, dunque, ben fruibile. Inoltre, la richiesta di benzina è ragionevole.
PERCHÉ NO

Baule
Oltre che piccolo, è penalizzato nell’accessibilità dalla soglia distante da terra e dalla cappelliera non collegata al portellone. Reclinando lo schienale del divano – che neppure è frazionato – il volume utile passa da 211 a 860 litri, ma si forma un gradino nel pavimento. 

Leva del cambio
È corta come si addice a una sportiva, ma fulcrata in posizione troppo avanzata e, dunque, non abbastanza a portata di mano: nel manovrarla occorre compiere un movimento innaturale, arrivando a staccare la schiena dal sedile.
 
Lunotto
Le esigenze dell’estetica hanno fatto passare in secondo piano la praticità: oltre a essere piccolo e di forma schiacciata, il lunotto è decisamente scuro. Nonostante la Swift sia un’auto corta, i sensori posteriori sono un optional consigliato.
 
Sedile di guida
Anche se i suoi fianchi pronunciati assicurano il giusto sostegno nelle curve, il supporto lombare è perfettibile e la regolazione dello schienale poco precisa (avviene a scatti); laborioso pure il meccanismo di avanzamento per l’accesso al divano.
SCHEDA TECNICA
Cilindrata cm3 1586
No cilindri e disposizione 4 in linea
Potenza massima kW (CV)/giri 100 (136)/6900
Coppia max Nm/giri 160/4400
Emissione di CO2 grammi/km 147
Distribuzione 4 valvole per cilindro
No rapporti del cambio 6 + retromarcia
Trazione anteriore
Freni anteriori dischi autoventilanti
Freni posteriori dischi
   
Quanto è grande  
Lunghezza/larghezza/altezza cm 389/170/151
Passo cm 243
Peso in ordine di marcia kg 1040
Capacità bagagliaio litri 211/860
Pneumatici (di serie) 195/45 R17

 

 

I NOSTRI RILEVAMENTI
VELOCITÀ MASSIMA   Rilevata Dichiarata
in 5a a 6200 giri   192,8 km/h 195 km/h
       
ACCELERAZIONE Secondi Velocità di uscita Dichiarata
0-100 km/h 8,2   8,7 secondi
0-400 metri 16,0 138,9 km/h non dichiarata
0-1000 metri 29,7 170,1 km/h  
       
RIPRESA Secondi Velocità di uscita Dichiarata
1 km da 40 km/h in 5a 36,2 151,9 km/h non dichiarata
1 km da 60 km/h in 6a 35,1 140,3 km/h non dichiarata
da 40 a 70 km/h in 5a 9,1    
da 80 a 120 km/h in 6a 17,0   non dichiarata
       
CONSUMO   Rilevato Dichiarato
In città   12,8 km/litro 11,9 km/litro
Fuori città   16,1 km/litro 19,2 km/litro
In autostrada   11,8 km/litro non dichiarato
Medio   13,7 km/litro 15,6 km/litro
       
FRENATA   Rilevata Dichiarata
da 100 km/h   35,2 metri non dichiarata
da 130 km/h   58,7 metri non dichiarata
       
ALTRI VALORI   Rilevati Dichiarati
A 130 km/h effettivi il tachimetro indica   137 km/h non dichiarata
Diametro di sterzata tra due marciapiede   11,0 metri 10,4

 

 

Suzuki Swift
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I VOTI DEGLI UTENTI
68
86
57
17
20
VOTO MEDIO
3,7
3.66532
248
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Ritratto di Gordo88
30 gennaio 2013 - 09:04
Ottimo rapporto qualità/prezzo per questa piccola bombetta che ha dalla sua una linea sportiva interni curati e ben dotati ma che a mio parere ha il difetto di non avere una turbina che potrebbe regalare a questo 1.6 la verve per vedersela con le altre sue concorrenti ben più potenti. La base ci sarebbe tutta per sopportare 30cv in più in tutta tranquillità
Ritratto di lollo76
6 marzo 2013 - 00:23
1
CONFRONTATA CON LA 500 O LA PUNTO ABARTH PASSANDO PER LA MINI S E LA CORSA opc e anonima mi ricorda la polo gti.......
Ritratto di monodrone
30 gennaio 2013 - 09:15
come già espresso tempo fà questa è un'automobile che vale fino all'ultimo centesimo. ben fatta e con tutta la qualità superiore giapponese.
Ritratto di Twincharger
30 gennaio 2013 - 10:34
Oltre al baule minuscolo io trovo negativi anche i consumi..nemmeno i 13 al litro per una macchina senza turbo da 136cv e dal peso ridotto di poco più di 10 quintali!!! Ci sono vetture ben più pesanti con turbo che hanno i medesimi consumi.
Ritratto di Jinzo
30 gennaio 2013 - 13:36
è un ottima vettura... ed altre turbate hanno consumi uguali.... questa auto ha una linea che sfavorisce molto la sua aerodinamica , punto fondamentale per tagliare un po i consumi
Ritratto di Zack TS
30 gennaio 2013 - 14:48
1
infatti dove sta scritto che turbo vuol dire più consumi.....un turbo con gli stessi cavalli di questa non beve di più, se ha più cavalli invece beve di più
Ritratto di Twincharger
30 gennaio 2013 - 16:25
Veramente ci sono turbo benzina 1.4 con 150/160cv che consumano uguale a questa, quindi più prestanti e meno assetate in proporzione, solo se entrambe spremute viene fuori un minor consumo della Suzuki. Sui motori può migliorare la Swift soprattutto con il nuovo 1.2
Ritratto di viper93
30 gennaio 2013 - 11:13
Con circa gli stessi soldi ti porti a casa una corsa opc con 56 cv in più e consumi un poco superiori. Quindi ci si diverte di più, si spede quasi uguale ed è un po' più dotata. Inoltre, mio parere la opc è più tamarra (ma mi piace molto per quello) ma molto più bella.
Ritratto di viper93
30 gennaio 2013 - 11:19
Inoltre, gli interni non saranno il massimo, ma è più grande e abitabile. Comunque la Suzuki non è affatto pessima, è una sportiva alla giapponese (poco potente ma sufficientemente divertente, accessibile e mantenibile.
Ritratto di turingclub
30 gennaio 2013 - 13:11
1
Altro che alfa mito...w suzuki
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