La Commissione Europea starebbe valutando di vara una nuova accisa sui carburanti tradizionali che servirebbe per finanziare i buchi nel bilancio comunitario.
Il governo ha aumentato di 1,5 centesimi di euro al litro la tassa sul gasolio, abbassando contestualmente quella sulla benzina. Entro cinque anni le accise saranno allineate.
Secondo quanto filtra dal Piano strutturale di bilancio, il governo vorrebbe portare le accise sul gasolio allo stesso livello di quelle della benzina: “Un aumento di oltre 160 euro all’anno”, denuncia l’Unione Nazione Consumatori.
L’Erario si interroga sulla transizione energetica, che potrebbe privare lo Stato delle preziose entrate derivanti dalle accise sui carburanti. Cosa fare in futuro?
Il provvedimento è stato inserito all’interno del Decreto Aiuti Quater, il primo adottato dal governo guidato da Giorgia Meloni, che su questo aspetto ha deciso di seguire il suo predecessore.
Il provvedimento, approvato per la prima volta dal governo Draghi, il 22 marzo, è in vigore fino al 18 novembre, ma c’è il rischio che non ci siano fondi disponibili per un’ulteriore proroga.
Il governo pensa a un ulteriore prolungamento della norma fino alla fine di novembre 2022: la decisione è stata inserita nella bozza del Decreto Aiuti Ter, che a breve dovrebbe diventare esecutivo.
Il nuovo decreto legge prevede che la riduzione delle tasse per benzina e diesel venga prorogata fino all’8 luglio. Novità anche per il metano: l’accisa viene azzerata e l’IVA portata dal 22% al 5%.