Una legge del 2009 prevede l’assegnazione di buoni carburante agli automobilisti che risiedono nelle regioni dove si estraggono petrolio e gas. Ma a distanza di un anno non si è ancora raggiunto un accordo.
Le associazioni dei consumatori segnalano che l'andamento dei prezzi al consumo dei carburanti non segue quello del greggio. L'Unione petrolifera risponde che la colpa è tutta delle tasse imposte dal governo.
Da tre ad almeno sei centesimi di sconto, per i rifornimenti self service, nelle 80 aree di servizio della rete di Autostrade per l’Italia. Per avvicinarsi ai prezzi degli “impianti low cost”.
Secondo Quotidianoenergia, i prezzi alla pompa oggi hanno ripreso a scendere. Per alcune case, i ritocchi sono arrivati a 1,8 centesimi di euro per ogni litro di "verde".
Ritoccato anche il prezzo della benzina, che supera 1,44 euro. Per l’associazione dei consumatori Codacons oggi il pieno ci costa almeno dieci euro in più dell’anno scorso.
Siamo a quota 1,4 euro al litro, ma alcune fonti sostengono che ci potrebbero essere altri rialzi. Vediamo insieme quali sono i motivi che rendono così cara la benzina e il gasolio alla pompa.
Sfondato il "muro" degli 1,4 euro al litro, le associazione dei consumatori continuano sempre di più a spingere perché il governo trovi una soluzione che limiti queste "fughe" verso l'alto.