Prove libere di venerdì 26 giugno
Qualifiche di sabato 27 giugno
Gara di domenica 28 giugno
Andrea Kimi Antonelli arriva in Austria da leader del Mondiale, ma con un vantaggio meno rassicurante rispetto a due settimane fa. A Barcellona, infatti, il pilota della Mercedes ha visto interrompersi la sua striscia di cinque vittorie consecutive a causa di un ritiro provocato da un problema tecnico. Un episodio che gli è costato terreno in classifica, riducendo il margine sul primo inseguitore da 66 a 41 punti. Antonelli resta comunque al comando della graduatoria piloti con 156 punti.
Alle sue spalle c’è Lewis Hamilton, reduce in Catalogna dalla prima vittoria con la Ferrari, la numero 249 nella storia della Scuderia di Maranello. Il britannico è salito così a quota 115 punti, conquistando il secondo posto nel Mondiale davanti a George Russell, terzo con 106. Weekend amaro, invece, per Charles Leclerc, che ha lasciato Barcellona senza punti: per il monegasco si è trattato del secondo ritiro consecutivo dopo quello di Monaco, un risultato che lo ha fatto scivolare lontano dalla lotta per il titolo, pur mantenendo il quarto posto in classifica con 75 punti.
I temi di interesse del Gp d’Austria sono numerosi. In casa Ferrari l’attenzione è puntata soprattutto su Leclerc, chiamato al riscatto dopo i due “zero” consecutivi delle ultime gare. Di segno opposto il momento di Hamilton, ormai pienamente integrato nel box di Maranello e sempre più a suo agio con la monoposto. Il sette volte campione del mondo proverà a confermare il passo mostrato in Spagna e a rosicchiare altri punti al capolista Antonelli.

Sul piano tecnico, la Ferrari porterà in Austria la terza power unit della stagione, aggiornata con il primo intervento previsto dal sistema ADUO. La scelta di introdurre la nuova unità proprio al Red Bull Ring ha un peso strategico rilevante, sia per le caratteristiche del circuito sia per il momento del calendario, con quattro gare concentrate nell’arco di cinque settimane.
Il sistema ADUO, acronimo di Additional Development and Upgrade Opportunities, è il meccanismo introdotto dalla FIA per consentire ai motoristi più in difficoltà di ridurre il gap prestazionale rispetto ai riferimenti della categoria, limitatamente al motore endotermico. Secondo quanto comunicato ufficialmente dalla Federazione, le power unit sono state classificate in base al deficit di potenza rispetto al parametro di riferimento, individuato nell’unità termica Red Bull-Ford Powertrains.
La Mercedes è stata inserita nella fascia con un ritardo superiore al 2%, ottenendo così uno sviluppo extra per il 2026. La Ferrari, invece, avrebbe evidenziato un divario più ampio, compreso tra il 4% e il 6%. Una classificazione che ha garantito a Maranello due sviluppi aggiuntivi nella stagione in corso e altri due in quella successiva.

Il Red Bull Ring è un circuito di 4,326 km composto da appena dieci curve. La pista di Spielberg è veloce, caratterizzata da saliscendi, forti frenate e accelerazioni decise. Si tratta di un tracciato cosiddetto stop and go, dove le fasi di staccata e trazione si susseguono con grande intensità.
Per il weekend austriaco Pirelli porterà le mescole più morbide della gamma, C3, C4 e C5. L’usura non rappresenta solitamente il fattore principale al Red Bull Ring, dove il degrado è soprattutto di natura termica. L’asfalto, ormai datato, presenta infatti una superficie con elevata micro e macrorugosità, capace di generare calore sugli pneumatici. L’aderenza di base è buona, anche grazie alla gommatura lasciata dai numerosi eventi motorsport ospitati durante l’anno, e tende a migliorare sensibilmente nel corso del fine settimana con l’evoluzione della pista.
Le zone di trazione sollecitano in modo particolare le gomme posteriori, più esposte al degrado, ma i piloti dovranno prestare attenzione anche all’asse anteriore nelle frenate in discesa. Il Red Bull Ring presenta infatti un dislivello di 63 metri ed è una delle piste con la maggiore variazione altimetrica del calendario. Le nuove power unit, con una spinta più elevata, potrebbero rendere più delicata la gestione delle staccate, aumentando il rischio di bloccaggi.
Anche l’altitudine sarà un elemento da considerare. Il circuito sorge a oltre 600 metri sul livello del mare e l’aria più rarefatta riduce la deportanza generata dalle vetture, favorendo un maggiore scivolamento degli pneumatici. A questo si aggiunge l’incognita delle temperature che dovrebbero essere elevate e avvicinarsi ai valori registrati a Barcellona, anche se la posizione dell’autodromo, immerso nella zona montuosa della Stiria e circondato da foreste, può favorire cambiamenti meteo improvvisi.

Lo scorso anno la maggior parte dei team concluse la gara con due soste, utilizzando tutte e tre le mescole disponibili. Soft e Medium furono le gomme più gettonate al via: cinque piloti scelsero la C5, mentre il resto della griglia optò per la C4. I piloti saliti sul podio completarono lo stint centrale con la Hard, per poi arrivare al traguardo con la Medium. Le strategie degli altri concorrenti furono invece più diversificate, anche in funzione dei set di gomme conservati per la domenica.
Con la maggiore consistenza delle coperture attuali, quest’anno non è escluso che le squadre possano orientarsi più spesso verso una strategia a una sola sosta.