MAI COME OGGI - “Oggi ho visto una Ferrari non certo in prima fila, ma neppure in ultima”: le parole di Jean Todt risuonano come un'arte di diplomazia da parte dell'attuale Presidente della Federazione Internazionale (FIA). C'è da scommettere che, quando il francese ricopriva il ruolo di direttore tecnico a Maranello (dal 1993 al 2007: 15 anni culminati con il punto più alto dell'era-Schumacher, iridato senza interruzione dal 2000 al 2004), di fronte agli attuali risultati avrebbe parlato ben diversamente. Già, perché neppure in quel disgraziatissimo 1980 in cui la Ferrari si trovò a totalizzare lo straccio di otto punti iridati, al Gran Premio d'Italia (che quell'anno si corse a Imola) la Rossa si era comportata in modo così piatto come quest'anno. Allora Gilles Villeneuve aggiunse un tassello alla propria leggenda “andando a muso” proprio prima della Tosa mentre stava sopperendo con la propria classe alle carenze della 312T5, dando il proprio nome all'attuale curva Villeneuve.
ALONSO SCONSOLATO - “Speranze di veder vincere la Ferrari in questa stagione 2014? No”. Fernando Alonso (qui sotto) lo ha detto a caldo, pochi minuti dopo essersi ritirato per la rottura della power unit (il motore insomma). Ma c'è da pensare che il suo, più che frutto della delusione, sia un commento dettato dal realismo. “Qui potevamo al massimo fare un sesto posto, per cui anche un ritiro non cambia i miei programmi per il futuro e il mio desiderio di vincere con la Ferrari”. Ancora più telegrafico, come da copione, il compagno di squadra Raikkonen (foto qui sopra): “Semplicemente, non siamo stati abbastanza veloci”. Il tutto mentre in casa Mercedes ci si preparava ai festeggiamenti e, forse, in casa Ferrari si rimpiangeva il siluramento di Aldo Costa, direttore tecnico fino al 2011, approdato proprio alla corte di Stoccarda.
VALZER ITALIANO - Quello di rimpiazzare i personaggi-chiave sembra una costante a Maranello: oltre a Costa, non hanno recentemente avuto miglior fortuna Stefano Domenicali, direttore della gestione sportiva, e Luca Marmorini, responsabile dei motori. Dato che ci siamo, nonostante le smentite di ieri di Luca Cordero di
Montezemolo (
qui la news), all'attuale presidente della Ferrari arriva un “siluro dialettico” firmato Sergio
Marchionne, amministratore delegato della Fiat. Secondo il top manager italo-canadese, da molti indicato come successore di Montezemolo, per la Ferrari tornare a vincere in F1 è un obiettivo “non negoziabile”. Parole di un certo peso, visto che la Fiat detiene il 90% del capitale azionario della Ferrari. Seguite da un affondo sintetico eppure ficcante: “Non è all'ordine del giorno, ma nessuno è indispensabile: una cosa che deve essere assolutamente chiara è che ogni Ceo è al servizio del consiglio di amministrazione”. Siamo proprio sicuri che un'altra testa non sia già pronta a cadere?