UNA MONOPOSTO EXTREME - Come sarà la Formula 1 del futuro? Ad avventurarsi in ipotetiche previsioni sono in molti, come la Ferrari (qui la news) o la Renault (qui la news). A dare la sua interpretazione è pure un altro nome storico del circus mondiale, la McLaren, che nel 2015 ha presentato la MP4-X (qui la news), modello avveniristico che ora appare quasi “tradizionale”. A poco più di tre anni di distanza la visione futuribile del gruppo di Woking si è evoluta a tal punto da superare le già avanzate prospettive immaginate dagli ingegneri in passato. La nuova visione arriva al 2050, porta il nome in codice MCLExtreme (nei disegni di questa pagina) e combina elettrificazione, intelligenza artificiale e realtà virtuale.
SI COMPETE A 500 KM/H - Secondo i responsabili della McLaren nel 2050 le monoposto da corsa non voleranno (sarebbe l’antitesi delle competizioni di auto), avranno ancora quattro ruote scoperte, trazione posteriore e un pilota alla guida. In compenso la trazione sarà elettrica con motore posteriore e batterie modellate con la carrozzeria e integrate nell’aerodinamica. La ricarica avverrà tramite induzione senza fili ad alta velocità. La carrozzeria, curata nei minimi particolari, avrà deflettori mobili e posto guida protetto da un cupolino. Le prestazioni, naturalmente, saranno estreme, con velocità di punta presunta vicina ai 500 km/h e un’accelerazione rapidissima favorita dal motore elettrico con la coppia massima disponibile da subito.

SI GUIDA CON IL CO-PILOTA - La principale differenza con il mondo della Formula 1 attuale riguarda l’avvento dell’intelligenza artificiale (IA) che cambierà il ruolo di pilota e team. Il muretto avrà minore rilevanza e sarà “sostituito” da un co-pilota virtuale. Il pilota umano, infatti, sarà collegato a un sistema AI tramite il casco e i sensori della tuta capaci di rilevare stato d’animo, facendo cambiare il colore della carrozzeria in base all’emozione rilevata, e i parametri fisici. Identificate le condizioni del guidatore, della vettura e della pista, il co-pilota IA elaborerà una strategia di gara in tempo reale e la segnalerà al pilota tramite il display head up nel casco.
IL GP D’ITALIA TRA MONZA E MILANO - Nella visione futura della McLaren a cambiare non saranno soltanto l’auto e il ruolo del pilota, ma pure i circuiti. La maggiore velocità consentirà percorsi più lunghi con tratti veloci e altri urbani per portare lo spettacolo a ridosso delle persone. Per chiarire la previsione Rodi Basso, capo della divisione Motorsport della McLaren Applied Technology, ha preso come esempio il Gran Premio d’Italia. La gara partirà sempre dal tempio della velocità, l’Autodromo di Monza, ma si svilupperà fino a Milano, ormai divenuta una smart city, per immergersi tra la folla prima del rientro sul circuito all’interno del parco. A Basso, però, rimane un dubbio: i tifosi, vero cuore delle corse automobilistiche, ci saranno ancora? O la guida autonoma avrà del tutto eliminato il gusto per il piacere di guida che è la principale leva della passione?







