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Accordo tra Usa e Messico (anche per le auto)

29 agosto 2018

I due paesi hanno trovato l’intesa per un nuovo trattato che sostituisce il Nafta e la produzione delle auto è uno degli elementi cardine.

Accordo tra Usa e Messico (anche per le auto)

AGGIORNAMENTO DEL NAFTA - Dopo una trattativa breve, i rappresentanti di Stati Uniti e Messico hanno siglato un accordo di massima per un nuovo assetto dei rapporti tra i due paesi in diversi campi, tra cui quello di primaria importanza del settore auto per quel che riguarda le condizioni con cui regolare le importazioni negli Usa delle vetture prodotte in Messico. L’accordo raggiunto è stato definito un “aggiornamento del trattato Nafta” (che regola gli scambi commerciali tra Usa, Canada, Messico) dal presidente messicano Enrique Peña Nieto, mentre per il presidente americano Donald Trump si tratta di un accordo completamente nuovo. La diversità terminologica rivela quanto a Trump sia inviso il trattato Nafta, il cui superamento era già nei suoi programmi elettorali. Dove stia la verità saranno le prossime settimane a dirlo, quando l’accordo dovrà essere ratificato sia dal parlamento messicano che dal Congresso americano. E soprattutto sarà da vedere se il nuovo accordo sarà accolto anche dal Canada. In proposito è imminente l’inizio delle trattative tra il governo di Ottawa e quello degli Usa. In proposito va detto che i colloqui non pare inizino nel migliore dei modi, visto che da parte canadese è stato subito detto che accetteranno le novità se sono d’interesse per il Canada, mentre Trump ha affermato che conta in una rapida intesa anche su questo versante, altrimenti scatteranno dazi doganali sulle importazioni dal Canada. 

CONTENUTI DELL’ACCORDO - A leggere le sintesi dell’accordo raggiunto tra Messico e Usa si può però da aggiungere un’altra osservazione terminologica. L’intesa è stata definita “accordo commerciale” ma tra le novità vanno al di là degli aspetti commerciali. Ciò che più è stato sottolineato riguarda le condizioni necessarie affinché le auto prodotte in Messico siano esentate da dazi al momento dell’importazione negli Usa: il 75% delle vetture deve essere prodotto tra Usa e Messico (il trattato Nafta prevedeva questa percentuale al 62,5%); dovrà essere usato più acciaio e alluminio di produzione americana e, condizione inedita in assoluto, le auto dovranno essere prodotte per almeno il 40% da manodopera che guadagna almeno 16 dollari all’ora. Una clausola quest’ultima che ha ben poco di commerciale, ma va a incidere sull’argomento principale per il quale le case scelgono di andare a produrre in Messico. In pratica si tratta di un vincolo che da un lato fa certamente gli interessi dei lavoratori messicani, ma non di meno è interessante per quelli statunitensi che vedono ridotta l’attrattiva della produzione in Messico. Se queste condizioni non sono rispettate gli Stati Uniti applicheranno un dazio doganale del 2,5%. Se poi la produzione avverrà in fabbriche di nuova realizzazione la percentuale del dazio sarà superiore. che sarà maggiorato per i veicoli prodotti in fabbriche nuove.

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Ritratto di Claus90
29 agosto 2018 - 11:58
Ecco un caso strano, Trump predica di fare il muro al confine tra Messico e Stati Uniti e poi fa gli accordi con chi combatte
Ritratto di Fr4ncesco
29 agosto 2018 - 12:07
Trump fa sempre la voce grossa per poi ottenere uno status quo ristabilendo l'ordine.
Ritratto di Vincenzo1973
29 agosto 2018 - 13:58
Trump e "ristabilendo l'ordine" sono ossimori
Ritratto di Fr4ncesco
29 agosto 2018 - 15:11
Ha evitato escalation in M.O (non intervenendo in modo inutile o finanziando gruppi armati ambigui, vedi ISIS) , fermato i test missilistici nord coreani, fatto abbassare i dazi ai cinesi, sta riportando lavoro in America garantendo i diritti di quelli stranieri sottopagati e all'Italia spetterà ciò che ci è stato tolto dai franco-tedeschi sul piano internazionale grazie all'appoggio statunitense. Sul piano interno sono anche calati i conflitti interni istigati dai liberale democratici, il pil è in crescita e la disoccupazione sta calando. Con questo accordo sosterrà il comparto metallurgico del mid-west come promesso in campagna mentre uno con l'UE sul grano, per i coltivatori delle grandi aree rurali. Stando agli intellettualisti di inizio mandato sarebbe dovuto scoppiare almeno una guerra mondiale, con campi di concentramento e il sole oscurato. Vedo invece un mondo un po' più equo e trasparente.
Ritratto di Vincenzo1973
29 agosto 2018 - 15:21
io la vedo diversamente: provoca ed innalza il livello delle tensioni. rileva di voler boicottare l'UE come istituzione augurandosi che crolli (parole sue quando auspicava oltre la Brexit anche altre defezioni, dimenticando i 70 anni di pace che ha garantito). lo sviluppo che vai auspicando e' di breve respiro visto che aiuta solo le aziende poco innovative (vedi aumento uso carbone e e innalzamento limiti emissioni ad uso e consumo di un economia spiccia e poco innovativa). e' dichiaratamente razzista, e' capriccioso (cosa assurda per un uomo nelle sua posizione) e molte decisioni sono dettate solo da vanita'. non c'e' mai stato un presidente che abbia diviso come lui sia dentro che fuori gli USA.
Ritratto di Fr4ncesco
29 agosto 2018 - 15:37
Ai posteri l'ardua sentenza, sarà la storia a giudicarlo, è troppo presto.
Ritratto di Fr4ncesco
29 agosto 2018 - 12:06
Mi sembra un accordo coscienzioso che tutela il lavoro degli americani e i diritti dei messicani.
Ritratto di MirtilloHSD
29 agosto 2018 - 13:41
4
Che belle quelle Dodge...
Ritratto di Challenger RT
31 agosto 2018 - 00:18
Ottima la scelta della bellissima foto di questo articolo!
Ritratto di Angi0203
31 agosto 2018 - 10:46
direi che NESSUNO riesce a sbagliare tutto, nemmeno il Sig. Trump, e che il vincolo dei 16 $/h mi sembra, a primo avviso, una buona idea. Il problema a medio termine sarà più che altro che le azioni e distrazioni stanno surriscaldando il mercato, cosa che costringerà la Banca centrale ad alzare i tassi di interesse, cosa che porterà più "liquido" verso gli USA, cosa che creerà un'altra "bolla", cosa che alla fine pagheranno, come sempre, non i vari Trump, ma i lavoratori.