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Addio ai motori termici: è spaccatura a Berlino

Pubblicato 22 giugno 2022

Il ministro delle finanze dice che è sbagliato, quello dell’ambiente che è giusto: quale posizione prenderà il governo che rappresenta il grosso dell’industria automobilistica europea?

Addio ai motori termici: è spaccatura a Berlino

PARERI CONTRASTANTI - In Germania non sono tutti d’accordo sul bando dei motori a scoppio deciso dal parlamento europeo (qui la news). A pochi giorni del cosiddetto "trilogo" (il processo di trattative formali e informali tra il Consiglio Ue, la Commissione e lo stesso Parlamento), gli esponenti del governo di Berlino lanciano segnali opposti in merito al blocco della vendita di veicoli a benzina e diesel dal 2035. Da un lato il ministro delle finanze Christian Lindner, che reputa inaccettabile la proposta europea e che dà completo supporto allo sviluppo dei bio carburanti, sull’altro fronte troviamo invece la responsabile del ministero dell’ambiente, che appoggia a pieni voti la misura prevista dagli europarlamentari.

CONTRO IL BANDO - Il ministro delle finanze tedesco si è dichiarato fortemente contrario alla decisione dell’Ue, annunciando il voto sfavorevole al bando dei motori termici. Secondo questa fazione, l’abbandono di mezzi a combustione causerebbe il blocco del processo di sviluppo e innovazione, sostenendo che dopo il 2035 alcune aree del mondo continueranno a essere non servite da infrastrutture per l’elettrificate per decenni. Un ragionamento che darebbe quindi spazio all’esistenza di una nicchia di vetture a combustione nel futuro. Inoltre, Christian Lindner si è schierato anche contro gli incentivi all’acquisto di auto ibride e a batteria, ritenendo più opportuno il ricollocamento delle risorse finanziare a sostegno dei cittadini, per esempio adottando una riforma fiscale.

VISIONE OPPOSTA - Steffi Lemke (a capo del dicastero dell'Ambiente) smentisce invece la posizione del ministro delle finanze, dichiarando che il governo condivide pienamente la posizione della Commissione europea e sostenendo la completa diffusione di autovetture e i veicoli commerciali a zero emissioni dal 2035. L’abbandono alle auto termiche si fa quindi una questione spinosa non solo per l’industria, ma anche per i governi, e il caso tedesco ne è un chiaro esempio con la coalizione (formata dal partito liberale democratico, dai verdi e dai socialdemocratici) che si trova anche ad affrontare il paradosso relativo all’utilizzo di carbone.

UN PARADOSSO - Oltre al disegno previsto dal decreto europeo Fit for 55 a minare la stabilità dell’esecutivo tedesco ci pensa la guerra in Ucraina. Per ridurre la dipendenza dal gas russo, il governo tedesco ha infatti deciso di utilizzare temporaneamente il carbone come fonte energetica delle centrali elettriche. Una manovra che non solo contraddice il miglioramento della qualità dell’aria auspicato dalla diffusione di auto a batteria, ma che mette anche in difficoltà la coalizione politica, costituita su un obiettivo di fondo: anticipare l’abbandono al carbone al 2030.



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Ritratto di alvola2023
22 giugno 2022 - 10:04
Non pensavo che con 13 anni di anticipo già venissero a galla visioni realistiche della cosa... Forse che la sezione commenti di AV abbia fatta scuola?
Ritratto di EnricoRS
22 giugno 2022 - 10:11
In realtà spero per te che nessun tedesco segua la sezione dei commenti di AV. Altrimenti in Germania penseranno che tutti gli italiani sono dei disoccupati psicopatici senza vita sociale che passano la loro esistenza (da decenni) a creare profili come nicktwo, gjgg, twinturbo, alvola2023, alvolantino, Pierre Cortese, ecc.. ecc.. per fare solo commenti da ossessionati/disturbati haters e commentarsi/rispondersi da soli.
Ritratto di Blueyes
22 giugno 2022 - 12:52
1
APPLAUSI per enricoRS. Allora non sono l'unico a non commentare più per questi motivi.
Ritratto di Oxygenerator
22 giugno 2022 - 12:59
:-)))))
Ritratto di PONKIO 78
23 giugno 2022 - 06:52
Un Brindisi a EnricoRS…. Lo Psyso-Innominato ha i giorni contati ;-)
Ritratto di TheViking
22 giugno 2022 - 10:45
Siccome è una battaglia di ideologie, non di logica (se usassero la logica non disattiverebbero le ultime tre centrali nucleari che hanno e riattiverebbero le due che possono ancora essere riattivate, invece di attivare tutte quelle a carbone previste dal piano, alla faccia di quel fallimento che è stato l'Energiewende), prevarrà probabilmente il blocco ai motori termici. Mi fanno ridere comunque le parole del ministro delle finanze: "blocco del processo di sviluppo e innovazione"... di cosa? turbobenzina ad iniezione diretta... ci sono sviluppi in merito negli ultimi 10 anni? i turbodiesel sono gli stessi di 20 anni fa solo con dei filtri in più... di preciso, cosa c'è ancora da innovare nei propulsori classici? Al netto di trovate rivoluzionarie, tipo Freevalve, ma in cosa differisce un ICE per vetture ordinarie di oggi rispetto a 10 o 15 anni fa? In una cosa, forse: l'ibridizzazione (che io renderei obbligatoria semmai, invece del blocco dei motori termici).
Ritratto di Edo-R
22 giugno 2022 - 12:16
Beh se è per questo, anche il motori elettrici hanno oltre 1 secolo e sono praticamente gli stessi ormai da 30 40 anni.
Ritratto di CR1
23 giugno 2022 - 05:58
esatto ! ma con efficienza molto alta , dovremmo parlare dell efficienza della batteria
Ritratto di Giuliano Della Rovere
22 giugno 2022 - 12:16
La scelta del carbone potrebbe essere più economica e legale che ideologica in questo momento. Sono scadute le licenze operative, i contratti con i fornitori e altre società di servizi sono stati terminati, il personale è stato riassegnato e non c’è più abbastanza combustibile. Il carbone ce l'hanno in casa, probabilmente è più economico e modulabile.
Ritratto di TheViking
23 giugno 2022 - 11:19
@Giuliano, la "scelta" del carbone è parte di un trend iniziato vari anni fa, dato che l'Energiewende è stato un fallimento negli ultimi anni (dal 2014 al 2019 sono stati spesi 160 Miliardi di € con un ritorno in termini di abbattimento delle emissioni estremamente basso rispetto al previsto), senza contare poi che secondo le analisi di Gersemann, Jarvis e Johnson se la Germania avesse deciso di spingere prima sul phase out del carbone invece che del nucleare, avrebbe avuto circa 1000 morti in meno e una spesa per la collettività inferiore di 12 miliardi di euro all'anno. Comunque inutile piangere sul latte versato. Merkel aveva bisogno dei verdi per governare e quindi le decisioni tedesche sono state votate alle pressioni degli "ambientalari" piuttosto che alla scienza e alla razionalità.
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