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Alfa Romeo, grande attesa per i piani futuri

25 marzo 2014

Facciamo il punto sulle indiscrezioni che circolano in questi giorni: si parla di 7 nuovi modelli entro il 2018.

Alfa Romeo, grande attesa per i piani futuri
IMPAZIENTI ANTICIPAZIONI - Si sta avvicinando il 6 maggio, data in cui la Fiat Chrysler Automobiles (FCA) annuncerà i programmi per l’Alfa Romeo. La curiosità è tanta. Lo prova l’eco avuto da un articolo pubblicato venerdì scorso dal settimanale tedesco Auto Bild, in cui sono delineate le novità Alfa Romeo fino al 2018. Non c’è alcuna novità che non sia già stata detta e scritta, ma appunto l’interesse che regna sull’Alfa Romeo ha portato l’argomento sotto i riflettori, con rilanci da parte un po’ di tutti i media.
 
DUE BERLINE - La road map del rilancio Alfa Romeo, per la quale si parla di un obiettivo di 500.000 auto l'anno, contro le attuali 100.000 scarse, dovrebbe prevedere anzitutto la nuova berlina media sostanzialmente erede della 159; il nome dovrebbe essere quello storico di Alfa Romeo Giulia e caratteristica tecnica significativa sarà la trazione posteriore. Questa novità sarebbe programmata per il 2017, e l’anno successivo sarà la volta di un modello più grande, indicato come Alfa Romeo Alfetta. Sia per la Giulia che per l’Alfetta i piani prevedono sia la versione berlina che quella station wagon, così da essere pienamente concorrenti con le BMW Serie 3 e Serie 5. Giulia e Alfetta dovrebbero usare una nuova piattaforma a trazione posteriore e una nuova famiglia di motori che sono in fase di sviluppo con l'auto dei tecnici Maserati e Ferrari. Questi due modelli saranno pensati e sviluppati per essere omologati e venduti in tutto il mondo, Usa e Asia compresi.
 
NON SI PUÒ PIÙ SBAGLIARE - La FCA sa che non si può permettere di fallire nel rilancio dell'Alfa Romeo e anche per questo sembra siano stati approvati ingenti investimenti. Tutto deve essere all'altezza di quello che l'esigente pubblico delle auto cosiddette “premium” si aspetta: design, qualità costruttiva, affidabilità e dinamica di marcia di alto livello non possono essere da meno delle concorrenti tedesche. La pressione sui nuovi progetti è elevata, tanto che lo stesso Lorenzo Ramacciotti, responsabile del design di tutto il gruppo FCA, aveva dichiarato qualche tempo fa al settimanale Autocar: “la Giulia è una sfida dal punto di vista stilistico e quella che faremo dovrà essere un'auto veramente notevole capace anche di reggere bene il passare del tempo”.
 
BISCIONE SUV - Altra accoppiata di auto annunciata è quella delle crossover-suv: una novità assoluta per il marchio Alfa Romeo. Il programma Alfa Romeo, secondo le voci che circolano, ne prevede due: una compatta (che potrebbe chiamarsi Giulietta Cross) e una più grande. La prima dovrebbe arrivare nel 2017, la seconda nel 2018.
 
PRIMA AL DEBUTTO LA SPIDER - Comunque, secondo il piano originario, il primo nuovo modello Alfa Romeo ad apparire sulla scena doveva essere nel 2016 la nuova spider derivata dalla prossima generazione della Mazda MX-5. La novità, già indicata come la nuova Duetto, ora potrebbe non diventare realtà. Infatti, all'inizio di marzo al Salone di Ginevra è stato lo stesso Marchionne a dire che le prossime Alfa Romeo dovranno essere rigorosamente made in Italy e una spider costruita in Giappone sulla base della MX-5 non coincide esattamente con questa definizione. Il progetto potrebbe cambiare casacca e diventare una scoperta a marchio Fiat.
 
GIULIETTA E MITO? - Incerto anche il futuro di Giulietta e MiTo. Il report di AutoBild le da per spacciate, confermando le voci di qualche tempo fa che volevano gli attuali non rimpiazzati con dei nuovi modelli alla fine del loro ciclo di vita. Ne sapremo di più in occasione dell'annuncio del piano industriale, ma più di un osservatore sottolinea che uscire da un settore che altri costruttori presidiano con successo, con modelli come Audi A1 e A3, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A, potrebbe rivelarsi un errore.
 
4C IN CONTINUA EVOLUZIONE - Per quel che riguarda il futuro dell'Alfa Romeo 4C nei giorni scorsi sono arrivate le dichiarazioni di Alberto Cavaggioni, responsabile marketing dell'Alfa Romeo, al mensile inglese Top Gear. Il manager, confermando che la risposta del pubblico nei confronti della 4C (già 1700 gli ordini raccolti) è stata una sorpresa anche per la stessa Alfa Romeo, ha detto che il ciclo di vita di questo modello sarà almeno di 4-5 anni e che sarà costantemente evoluto. Un esempio è la recente 4C Spider (foto in alto) vista a Ginevra, che dovrebbe arrivare sul mercato a inizio 2015, un altro esempio potrebbe essere una versione “RS” ancora più sportiva.
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Ritratto di 200mph
25 marzo 2014 - 17:32
mossa quella dell AR, che nella gamma ha solo tre modelli, speriamo ne arrivino subito di nuovi
Ritratto di Simon Le Boss
25 marzo 2014 - 17:38
5
E' indecente leggere che la nuova Giulia si farà attendere fino al 2017. Ogni anno si rimanda il lancio di due. Troppe parole negli ultimi anni a partire da Kamal e sbarco negli US quando poi il rilancio era stato già ottimamente avviato 15 anni fa da 147-156-166 e 159 dopo. E' l'immobilismo degli ultimi anni ad aver causato il mostruoso vuoto di listino che oggi abbiamo. Nuovi modelli subito. Riaprire il museo di Arese. E tornare alla fisosofia dei nomi coi numeri o continuare con il percorso numerico avviato da 8C / 4C ecc Basta nomi stile Mito, Giulietta, Giulia, Alfetta.
Ritratto di Veloce
25 marzo 2014 - 17:54
cosa ci sia di male nel nome 'Giulietta'. Tra l'altro il progetto Giulietta è superiore in toto a quello 147. Per il resto condivido tutto, vogliamo la gamma completa!!
Ritratto di DS
25 marzo 2014 - 18:01
Una regola non scritta dice che le marche premium non battezzano i propri modelli con nomi ma con sigle, questo perchè l'identità di marca deve essere superiore all'identità di modello nel senso che il proprietario deve essere incentivato a dire ho un' "alfa/bmw/audi/mercedes.." piuttosto che ho una "giulietta, serie1, classeA, A3...", sembra una ca...ta ma qualche anno fa lessi un articolo che lo spiegava per bene.
Ritratto di PariTheBest93
25 marzo 2014 - 18:18
3
Calma non c'è una regola scritta ma, secondo me, un nome con soli numeri (o lettere) è più facile da pronunciare per tutti i popoli, rispetto ad uno solo italiano... Secondo me è legato anche a questo il motivo per cui 500 e panda (nomi universali) vendono, cioè ti immagini un tedesco che sfoglia i listini Fiat e trova scritto Bravo? Ma come mai si pronuncerà? Te compreresti un auto che non riesci nemmeno a pronunciare il suo nome? XD
Ritratto di Flavio Pancione
25 marzo 2014 - 20:35
7
Fiat con i nomi è meglio che cambi strada. Ma i nomi di Alfa mi sono sempre piaciuti invece.. per cui se si continua con Giulia , Alfetta, Giulietta, ecc non sarebbe male..
Ritratto di Giuss
25 marzo 2014 - 23:44
Non sono d'accordo! A parte che in America la 500 si chiama Cinquecento, proprio a voler sottolineare l'italianità del modello. All'estero piace molto usare i nomi italiani. Inoltre le auto italiane si sono sempre distinte per i loro Nomi nel senso letterale. Quattroporte, California, LaFerrari, e poi tutte le Alfa del passato. Sarebbe sciocco buttarsi nella mischia con nomi freddi, confondibili e che non suscitano nulla se non un numero. Anche se trovo molto interessante il discorso dell'articolo che hai letto!! e poi scusate, ha fatto successo il Qashqai con sto nome!! (ammesso appunto che si scriva così)
Ritratto di PariTheBest93
26 marzo 2014 - 09:36
3
Proprio Ferrari che nella sua storia ha sempre avuto numeri e lettere insieme (salvo alcune eccezioni come Testarossa, Dino, Enzo, LaFerrari), proprio il nome LaFerrari è stato aspramente criticato. Anche california è universale, ma il punto è che un conto è usare un nome storico, un altro inventarne uno di sana pianta come in alcuni modelli Fiat. Poi vedendo gli spot americani della 500 viene chiamata proprio "fiat five hundred", anche se compare scritto "cinquecento". IL PUNTO, secondo me, è trovare un nome, che si dia l'italianità del modello ma al contempo sia facilmente pronunciabile da tutti, anche le ultime Alfa avevano i numeri (159, 166, 147)... Poi il Quashai è superpubblicizzato, il nome te lo impari per forza (anche se magari non sai come si scrive), il successo è dovuto alla tipologia di vettura! Un saluto
Ritratto di Veloce
26 marzo 2014 - 09:26
entra in gioco la tradizione. Un po' come con Ferrari. Infatti c'è stata la Enzo, la Scaglietti, la Fiorano... I nomi italiani hanno un fascino tutto diverso rispetto agli altri: evocano opere d'arte. Se la Bravo non ha venduto fuori dall'Italia, non è certo per il suo nome (il termine "bravo" fa parte sia del dizionario inglese che di quello tedesco).
Ritratto di PariTheBest93
26 marzo 2014 - 09:42
3
Ho già risposto a Giuss, ripetendo un po' i concetti che hai detto te... Poi Ferrari e Alfa hanno sempre avuto pure i numeri nei nomi, 612 Scaglietti, 599 Fiorano, anche se per Ferrari è una situazione molto diversa da quella di Alfa!
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