Lavorare per la Porsche è da tempo sinonimo di benessere economico, ma i dati recentemente diffusi dall’azienda offrono una prospettiva più dettagliata. Su una forza lavoro di circa 23.000 persone, ben 9.082 dipendenti (il 40% del totale) percepiscono un reddito annuo lordo superiore ai 100.000 euro.
Sono 201 i dipendenti che superano i 300.000 euro, 28 quelli sopra i 500.000 euro e 3 quelli che superano 1 milione l’anno.
Anche nelle posizioni meno apicali, i salari restano competitivi: un project manager guadagna in media 91.800 euro, un ingegnere 83.400 euro e un operaio di produzione circa 58.200 euro, cifre superiori alla media nazionale tedesca, ferma a 54.066 euro.
Al vertice dell'azienda, i compensi raggiungono vette milionarie. Per il 2025, il ceo Oliver Blume ha percepito circa 1,9 milioni di euro, mentre il responsabile dello sviluppo Michael Steiner ha superato i 2,1 milioni. Ha destato particolare scalpore la notizia della buonuscita record per l'ex capo delle finanze Lutz Meschke, che riceverà oltre 10 milioni di euro in seguito alla risoluzione anticipata del suo contratto.
Questo scenario di opulenza rischia però di incrinarsi bruscamente. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa tedesca, la Porsche starebbe pianificando il taglio di altri 4.000 posti di lavoro. I settori più colpiti sarebbero il management e l'amministrazione, con una profonda revisione operativa che coinvolgerebbe il 30% delle capacità del centro di sviluppo di Weissach.
L'azienda non ha confermato il numero esatto degli esuberi, ma ha ammesso l'elaborazione di un "ampio pacchetto per il futuro" volto a snellire la struttura operativa, la cui presentazione ufficiale è prevista entro la fine di luglio. Il ceo Michael Leiters aveva già annunciato a marzo una riduzione del personale, che si somma alla soppressione di 1.900 posti già prevista entro il 2029 e alla scadenza di 2.000 contratti a tempo determinato.
Tra stipendi da sogno e piani di efficientamento drastici, il futuro dei dipendenti Porsche appare sospeso tra il prestigio del marchio e la necessità di una cura dimagrante aziendale senza precedenti.











