Il mercato interno cinese è il più grande al mondo: nel 2025 sono state immatricolate ben 34,4 milioni di auto. La sua geografia, però, è cambiata redicalmente negli ultimi anni, infatti con gli enormi progressi in termini di qualità, tecnologia e design fatti dai costruttori locali la quota dei di quelli occidentali, tradizionali mattatori fino a qualche anno fa, sì è progressivamente ridotta (con forti ripercussioni sui loro conti).
Dove fino ad ora i produttori europei sembravano salvarsi era nei segmenti del lusso e dell'ultra lusso. Ma stando alle ultime notizie che arrivano da Pechino anche lì quqlcosa comicia a scricchiolare. Nei primi mesi del 2026, tra le berline di rappresentanza, la Maextro S800 ha messo dietro le varie Mercedes Classe S, BMW Serie 7 e Audi A8 (qui la notizia), mentre nel segmento dell’ultra-lusso la Hongqi ha superato come numero di vendite addirittura la Rolls-Royce.

L’élite cinese si è fatta sedurre dalla versione di punta della Hongqi Guoli (nelle foto), che il marchio appartenente al gruppo automobilistico statale Faw ha presentato ad aprile al Salone di Pechino. Si tratta di una lussuosissima berlina di circa 6 metri di lunghezza con i fari sporgenti che rendono omaggio allo stile retrò dei primi modelli del brand. Il suo prezzo di listino? 10,88 milioni di yuan, circa 1,4 milioni di euro.
L’edizione speciale richiama l’estetica della Via della Seta: il verde profondo e il beige della carrozzeria vogliono evocare montagne e deserti, mentre interni ed esterni integrano lavorazioni artigianali tradizionali. Il badge in smalto cloisonné vicino a una delle porte posteriori riproduce un checkpoint della Via della Seta ed è realizzato con fili d’oro da 0,04 millimetri modellati tramite riscaldamento.
Sulla volta interna è ricamata una distesa di nuvole, opera di una maestra ricamatrice dell’Hunan. Con oltre cento tonalità, sottilissimi fili di seta più fini di un capello ricreano l’effetto delle nuvole in movimento.

La Hongqi, che in cinese significa “bandiera rossa”, è stata fondata nel 1958 e pur essendo già affermata in Cina (fornisce le sue vetture a figure chiave del Partito Comunista, tra cui il presidente Xi Jinping) punta a diventare uno status symbiol per clienti facoltosi anche in altri mercati, in particolare quelli del sud-est asiatico.
Il piano della casa cinese si scontra naturalmente con la Rolls-Royce, che ha visto calare le sue vendite in Cina da circa 1.600 auto nel 2021 a 700 nel 2025. L’aumento delle vendite di prodotti locali si spiega anche con un aumento del fenomeno cinese del consumo patriottico, denominato “guochao” (letteralmente “onda nazionale”), che ha portato a rafforzare la fiducia dei consumatori nei prodotti locali.








































