Ciò che è nuovo spesso viene da alcuni percepito anche come potenzialmente pericoloso. La presenza sempre più importante delle auto elettriche ha portato molti a sospettare che queste possano esporre i propri occupanti a campi elettromagnetici nocivi per la salute delle persone. L’Adac, l’automobile club tedesco, ha effettuato uno studio per verificare se questi timori potessero avere un effettivo riscontro nella realtà. I risultati – ottenuti grazie a oltre 975.000 misurazioni su banchi di prova, in circuito e durante la guida reale – non lasciano spazio a dubbi: nessuna delle misurazioni ha registrato un superamento dei limiti applicabili, nemmeno per le persone con impianti medici e le donne in gravidanza.
Lo studio ha esaminato 14 veicoli: undici completamente elettrici, due ibridi plug-in e uno con il motore a combustione interna. I ricercatori hanno misurato i campi magnetici presenti nelle diverse posizioni dei sedili, dal vano dei piedi fino all’altezza della testa. Per la misurazione sono state utilizzate sonde sensibili, che hanno registrato i dati durante la guida e in condizioni tipiche come accelerazione, frenata e rigenerazione. Gli scienziati hanno anche utilizzato modelli anatomici per simulare la diffusione dei campi all’interno del corpo umano. I calcoli risultanti hanno dimostrato che in tutti i casi l’esposizione rimaneva ben al di sotto dei limiti fissati dalla ICNIRP, la commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti.
| ALIMENTAZIONE | VALORE PIÙ ALTO (indice esperimento) | LUOGO MISURAZIONE | NOTE | |
|
Renault Zoe |
BEV (traz. anteriore) |
0.06 |
Zona piedi guidatore |
Valori molto bassi, distrib. uniforme |
|
Tesla Model 3 |
BEV (traz. integrale) |
0.17 |
Zona piedi passeggero |
Valori alti per brevi periodi in accelerazione |
|
BMW i3 |
BEV (traz. posteriore) |
0.11 |
Sedili posteriori |
Valori costanti |
|
VW ID.3 |
BEV (traz. posteriore) |
0.09 |
Zona piedi guidatore |
Leggeri incrementi in accelerazione |
|
Audi E-Tron Quattro |
BEV (traz. integrale) |
0.12 |
Zona delle anche |
Leggeri incrementi in accelerazione |
|
Peugeot E-208 |
BEV (traz. anteriore) |
0.08 |
Zona piedi guidatore |
Valori praticamente nulli |
|
Porsche Taycan Turbo S |
BEV (traz. posteriore) |
0.18 |
Zona piedi passeggero | Leggeri incrementi in accelerazione |
|
Aiways U5 |
BEV (traz. anteriore) |
0.07 |
Zona piedi guidatore |
Distribuzione uniforme |
|
Hyundai Ioniq 5 |
BEV (traz. posteriore) |
0.1 |
Zona piedi guidatore |
Aumenti in accelerazione |
|
Fiat 500e |
BEV (traz. anteriore) |
0.06 |
Zona sedili |
Valori praticamente nulli |
|
Opel Corsa Electric |
BEV (traz. anteriore) |
0.05 |
Zona piedi guidatore |
Comparabili con motori a combustione |
|
VW Passat GTE |
PHEV (traz. anteriore) |
0.09 |
Zona piedi |
Valori praticamente nulli |
|
Mercedes GLE 350 de |
PHEV (traz. integrale) |
0.1 |
Zona piedi |
Piccoli incrementi in durante le variazione di carico |
|
Opel Corsa |
Motore a scoppio |
0.05 |
Zona piedi guidatore |
Dato per comparazione |
I campi elettromagnetici si generano in qualsiasi veicolo ogni volta che vi è un flusso di corrente elettrica, interessando non solo il sistema di trazione ma anche utenze come i sedili riscaldati o il condizionamento dell’aria. Nelle automobili elettriche, l’intensità di questi campi aumenta in modo particolare durante le fasi che richiedono o recuperano elevati quantitativi di energia, come la partenza o la forte frenata rigenerativa. Le rilevazioni effettuate hanno dimostrato che i valori più elevati di esposizione si concentrano generalmente nell’area dei piedi e della parte inferiore delle gambe, il che è direttamente correlato alla posizione delle linee elettriche e dei componenti del sistema. Al contrario, le zone del corpo come la testa e il torace risultano essere sensibilmente meno interessate. È stato inoltre notato che un breve aumento dei campi elettromagnetici si verifica al momento dell’accensione del veicolo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un modello elettrico o con motore a combustione interna.
L’analisi conclude che, in termini di esposizione elettromagnetica, non esiste una differenza significativa tra i veicoli elettrici e quelli tradizionali a motore a combustione. Sebbene si registrino brevi aumenti dei campi elettromagnetici durante l’accelerazione o la frenata, questi picchi si mantengono ampiamente al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti dalle normative. Il fattore cruciale che determina l’intensità del campo non è la potenza del motore, ma piuttosto il modo in cui il veicolo viene guidato: una guida fluida e costante produce campi magnetici di intensità molto bassa. Anche i sistemi accessori a bordo, come il riscaldamento dei sedili o l’elettronica generale del veicolo, possono generare campi misurabili per brevi periodi. Nonostante ciò, gli esperti ritengono che questi livelli siano ben inferiori ai valori di riferimento e pertanto non comportino rischi per la salute.






























































































