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Hai un’auto col motore PureTech? Potresti avere diritto a un rimborso

Pubblicato 29 luglio 2026

I clienti europei di vetture equipaggiate con i motori PureTech 1.0 e 1.2 (serie EB) possono richiedere un rimborso per le riparazioni sostenute. Ma bisogna rispettare determinate condizioni.

Hai un’auto col motore PureTech? Potresti avere diritto a un rimborso

PIATTAFORMA DEDICATA

Il tre cilindri PureTech di Stellantis ha causato diversi inconvenienti agli automobilisti per via dell’usura prematura della cinghia di distribuzione in gomma immersa nell’olio, un problema che può portare a danni anche gravi al motore. Con la nuova generazione del motore, il gruppo franco-italiano ha sostituito la cinghia con una catena, soluzione più robusta, risolvendo in questo modo le criticità sui propulsori più recenti (qui per saperne di più).

Tuttavia questo aggiornamento non offre alcun beneficio a chi ha acquistato la vettura prima dell’introduzione della nuova generazione. Per questo, da qualche tempo Stellantis ha lanciato una piattaforma dedicata ai rimborsi per i clienti europei che hanno sostenuto spese di riparazione legate ai motori PureTech 1.0 e 1.2 della serie EB.

La piattaforma, raggiungibile all’indirizzo https://stellantis-support.com, permette agli utenti di caricare la documentazione richiesta. Una volta inviata, la pratica viene esaminata dal costruttore e, qualora vengano soddisfatti tutti i criteri previsti, l’automobilista verrà ricontattato per procedere con il risarcimento.

LE CONDIZIONI PER IL RIMBORSO

Per verificare se si ha diritto al risarcimento e procedere con l’inserimento della pratica, il proprio caso deve soddisfare i quattro criteri fondamentali elencati di seguito.

Data dell’intervento e tipo di guasto

La sostituzione/riparazione deve essere avvenuta tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024 (con o senza un risarcimento parziale già ricevuto) e deve rientrare in uno dei seguenti tre casi:

  • Problema di pressione dell’olio (causato dal deterioramento prematuro della cinghia di distribuzione a bagno d’olio):
    • Motori PureTech 1.0 / 1.2 aspirati prodotti tra giugno 2012 e giugno 2022.
    • Motori PureTech 1.2 turbo prodotti tra aprile 2014 e giugno 2022.
       
  • Consumo eccessivo di olio per malfunzionamento della fascia elastica del pistone:
    • Motori PureTech 1.2 turbo (ante Euro 6.2) prodotti tra aprile 2014 e luglio 2018.
       
  • Consumo eccessivo di olio per problema al separatore d’olio:
    • Motori PureTech 1.2 turbo (Euro 6.2 o successivi) prodotti tra febbraio 2018 e febbraio 2023.
       

Garanzia estesa

L’auto deve rientrare nella copertura della garanzia estesa di 10 anni o 180.000 km (a seconda di quale limite venga raggiunto per primo), calcolati a partire dalla data di prima immatricolazione del veicolo.

Manutenzione regolare

I tagliandi devono essere stati eseguiti secondo il programma del costruttore (specifiche dell’olio e intervalli tempo/chilometraggio).

  • Tolleranza ammessa: massimo 3 mesi o 3.000 km di ritardo rispetto alle scadenze previste.
  • Dimostrazione: sarà necessario presentare le ultime 3 fatture dettagliate di manutenzione precedenti alla riparazione oppure il libretto di manutenzione con tutti i timbri dell’officina autorizzata Stellantis.
     

Diagnosi e riparazione autorizzate

Sia la diagnosi del guasto che l'intervento di riparazione devono essere stati eseguiti tassativamente presso un riparatore e/o concessionario autorizzato della rete Stellantis.

DOCUMENTI NECESSARI

La richiesta può essere inoltrata esclusivamente dal proprietario del veicolo. Tutta la documentazione (fatture, libretto, immatricolazione) deve essere intestata al richiedente. Prima di iniziare la procedura online è necessario raccogliere i seguenti dati:

  • Documento d’identità (carta d’identità o passaporto in corso di validità).
  • Numero di telaio (VIN) del veicolo oggetto della richiesta.
  • Libretto di circolazione (se il nome del proprietario è diverso dall’intestatario dei documenti, bisogna allegare il certificato di stato di famiglia).
  • Fattura di riparazione per l’intervento per cui si chiede il rimborso (intestata al proprietario).
  • Fattura relativa all’incidente per la riparazione effettuata (a nome del proprietario).
  • Storico della manutenzione (ultime tre fatture di manutenzione ordinaria antecedenti al guasto oppure il libretto di manutenzione timbrato dalla rete autorizzata). 
  • Documento di registrazione della società (solo per le vetture intestate ad aziende).


GESTIONE DELLA RICHIESTA

Per ogni richiesta di risarcimento inoltrata viene assegnato un numero identificativo univoco, che rappresenta il codice di riferimento principale per seguire l’avanzamento della pratica e comunicare con il team di assistenza. Ogni singolo dossier è collegato direttamente a un solo numero di telaio (VIN) e deve fare riferimento alla data esatta in cui si è verificato l’intervento o il malfunzionamento. Tuttavia, nel caso in cui la stessa vettura abbia subito più guasti distinti nel corso del tempo, sarà possibile aprire più pratiche separate associabili al medesimo VIN, garantendo così una valutazione rapida e precisa per ciascun evento.



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Ritratto di Volpe bianca
29 luglio 2026 - 16:05
Ho fatto tante calzate nella mia vita, ma fortunatamente non quella di aver acquistato un'auto col PureTech.
Ritratto di maxbyke66
29 luglio 2026 - 16:10
Basta parlare di questo obbrobrio di motore…..!! E’ giusto che paghino le malefatte e che comincino a fare motori decenti…
Ritratto di AZ
29 luglio 2026 - 16:39
Come minimo!
Ritratto di Alexspc79
29 luglio 2026 - 17:00
14
Intanto io con la mia c6 che avevo prima col puretech nob ha avuto nessun problema
Ritratto di LM1970
30 luglio 2026 - 00:22
Neanche io, Puretech con 70.000 km appena tagliandata e cinghia perfetta. Ottimo motore.
Ritratto di Tistiro
29 luglio 2026 - 17:05
Ma quanti saranno i proprietari di purecech del 2012 che possono dimostrare di aver eseguito riparazioni tra il 22 e il 24 dopo 10 anni di manutenzioni certificate e dettagliate? Quanti di voi hanno tutte le fatture dei tagliandi dopo10 anni? E se avete le fatture sono dettagliate come stellantis comanda? Quanti cavilli possono essere usati per rifiutare il risarcimento? Ecco, questa è stellantis. Purecess o no, alla larga.
Ritratto di johnlong
29 luglio 2026 - 17:44
MINI R56 1.6 benzina del 2010, ho tutte le fatture di tagliandi e interventi della rete ufficiale BMW. impariamo ad essere previdenti e con tutte le c.d. ‘pezze d’appoggio’, con le quali fare valere le nostre ragioni di consumatori
Ritratto di Tistiro
29 luglio 2026 - 18:31
Bravo, 1 c'è.
Ritratto di Rav
29 luglio 2026 - 18:38
4
Beh sul dettaglio possiamo parlarne, ma la richiesta delle fatture mi sembra più che corretta. Altrimenti se hai comprato la macchina, l'hai trattata da schifo e nessuno l'ha mai vista poi si è rotta non è nemmeno giusto il rimborso, magari non c'entrava nulla il motore ma è stata una tua negligenza. Poi se dopo un tagliando non conservi la fattura sono fatti tuoi, piegarla e metterla insieme ai documenti della macchina non costa nulla. Tra l'altro se non sbaglio c'è anche un obbligo di conservare fatture e documenti simili per 10 anni, ma non vorrei dire una cavolata.
Ritratto di TheMatt1976
29 luglio 2026 - 20:04
Io ho ancora i documenti delle auto che ho rottamato, dovrei in effetti fare un po' di pulizia. Ma se il termine di conservazione di un documento è di 10 anni, non è un fastidio lasciarli là un altro paio d'anni.
Ritratto di Tistiro
29 luglio 2026 - 22:17
Ci sono date stringenti, documenti da fornire, e basta che non sia presente un dettaglio dell olio motore in fattura per impedirne il risarcimento. Per non parlare di chi ha venduto l auto o acquistata usata o di chi l ha riparata un po prima o un po dopo. E tutto questo lo hanno organizzato dopo 12-13 anni dopo l inizio dei problemi. La strategia messa in atto dopo le class action europee per togliersi dai guai. Per me una presa in giro.
Ritratto di Gordo88
29 luglio 2026 - 18:35
2
Si ma solo se l' hai riparata dal 22, prima nisba..:))
Ritratto di Vate
29 luglio 2026 - 20:21
Per i privati non vi è alcun obbligo di conservazione delle fatture se non quello di 5 anni per quelle inserite nella dichiarazione dei redditi. In ogni caso basta cercarle nel proprio "cassetto fiscale" nel sito delle Entrate.

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