Il tre cilindri PureTech di Stellantis ha causato diversi inconvenienti agli automobilisti per via dell’usura prematura della cinghia di distribuzione in gomma immersa nell’olio, un problema che può portare a danni anche gravi al motore. Con la nuova generazione del motore, il gruppo franco-italiano ha sostituito la cinghia con una catena, soluzione più robusta, risolvendo in questo modo le criticità sui propulsori più recenti (qui per saperne di più).
Tuttavia questo aggiornamento non offre alcun beneficio a chi ha acquistato la vettura prima dell’introduzione della nuova generazione. Per questo, da qualche tempo Stellantis ha lanciato una piattaforma dedicata ai rimborsi per i clienti europei che hanno sostenuto spese di riparazione legate ai motori PureTech 1.0 e 1.2 della serie EB.
La piattaforma, raggiungibile all’indirizzo https://stellantis-support.com, permette agli utenti di caricare la documentazione richiesta. Una volta inviata, la pratica viene esaminata dal costruttore e, qualora vengano soddisfatti tutti i criteri previsti, l’automobilista verrà ricontattato per procedere con il risarcimento.
Per verificare se si ha diritto al risarcimento e procedere con l’inserimento della pratica, il proprio caso deve soddisfare i quattro criteri fondamentali elencati di seguito.
La sostituzione/riparazione deve essere avvenuta tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2024 (con o senza un risarcimento parziale già ricevuto) e deve rientrare in uno dei seguenti tre casi:
L’auto deve rientrare nella copertura della garanzia estesa di 10 anni o 180.000 km (a seconda di quale limite venga raggiunto per primo), calcolati a partire dalla data di prima immatricolazione del veicolo.
I tagliandi devono essere stati eseguiti secondo il programma del costruttore (specifiche dell’olio e intervalli tempo/chilometraggio).
Sia la diagnosi del guasto che l'intervento di riparazione devono essere stati eseguiti tassativamente presso un riparatore e/o concessionario autorizzato della rete Stellantis.
La richiesta può essere inoltrata esclusivamente dal proprietario del veicolo. Tutta la documentazione (fatture, libretto, immatricolazione) deve essere intestata al richiedente. Prima di iniziare la procedura online è necessario raccogliere i seguenti dati:
Per ogni richiesta di risarcimento inoltrata viene assegnato un numero identificativo univoco, che rappresenta il codice di riferimento principale per seguire l’avanzamento della pratica e comunicare con il team di assistenza. Ogni singolo dossier è collegato direttamente a un solo numero di telaio (VIN) e deve fare riferimento alla data esatta in cui si è verificato l’intervento o il malfunzionamento. Tuttavia, nel caso in cui la stessa vettura abbia subito più guasti distinti nel corso del tempo, sarà possibile aprire più pratiche separate associabili al medesimo VIN, garantendo così una valutazione rapida e precisa per ciascun evento.












