Si chiama IBIS (Intelligent Battery Integrated System) la nuova batteria con composizione chimica NMC (nichel-manganese-cobalto) che debutterà nei veicoli elettrici del gruppo Stellantis entro la fine di questo decennio. Sviluppata in collaborazione con la francese Saft (una sussidiaria di TotalEnergies), per ora è in fase di collaudo; i test saranno condotti su una Peugeot 3008 appositamente modificata.
La nuova batteria è da 65 kWh, ma l’incremento fino al 10% dell’efficienza energetica (vengono ridotte le dispersioni soprattutto durante le ricariche) fa sì che l’esemplare di prova abbia la stessa autonomia media (529 km) della Peugeot e-3008 oggi in vendita, che ha una “pila” da 73 kWh. Allo stesso tempo cresce la potenza erogata, passando da 150 a 172 kW, mentre il nuovo accumulatore si dimostra più leggero di 40 kg e meno ingombrante (occupa 17 litri in meno).

Gran parte di questi miglioramenti è merito dei singoli moduli che compongono la batteria (nel prototipo sono 24, da 2,7 kWh ciascuno) e che integrano sia l’inverter sia il caricatore. Questi ultimi, di solito esterni, sono i dispositivi che durante la marcia e nelle ricariche si occupano di trasformare la corrente continua DC (quella delle colonnine “veloci” e della batteria) in alternata AC (quella dei punti di ricarica “lenti” e usata dal motogeneratore).
Un altro vantaggio dell’avere un inverter e un caricatore in ogni modulo è un incremento nell’efficienza della ricarica in corrente alternata pari al 15%. Inoltre, la centralina che comanda la batteria consente di “accendere” o “spegnere” ogni singolo modulo in base alla richiesta di potenza (nei veicoli elettrici moderni lavorano tutti contemporaneamente), riducendo così lo “stress” che si genera durante il funzionamento. Ciò garantirebbe un allungamento del 10% della vita utile della batteria.

A differenza di quanto accade oggi, in caso di guasto di un modulo indipendente la batteria continua a funzionare, sia pure con prestazioni minori. Inoltre, si può rimpiazzare il pezzo difettoso in officina, senza dover ricorrere a processi complicati e con standard di sicurezza elevati. Infatti, la tensione di funzionamento di una batteria IBIS è solo di 48 volt (come in un’ibrida mild) contro i 400 V (se non addirittura 800 V) delle elettriche attualmente in vendita. Ciò consente ai tecnici d’intervenire a “mani nude”, senza doversi proteggere da pericolose “scariche” di corrente.




























