In una crisi generalizzata dell’industria automobilistica europea (e tedesca in particolare), nonostante sembrasse risentirne meno, anche la BMW comincia a mostrare le prime crepe, di fronte alle difficoltà in Cina e a una transizione elettrica che procede a marce ridotte (qui per saperne di più).
La parola d’ordine è diventata tagliare: da un lato la forza lavoro, che entro la fine del 2027 verrà ridotta di 8.000 unità, dall’altro anche i modelli da produrre. Nel 2025 la casa bavarese ha venduto poco meno di 2,2 milioni di vetture nel mondo, ma non tutte le linee di prodotti hanno avuto lo stesso peso: a fare la parte del leone sono state la famiglia della Serie 3 e Serie 4 e delle X1/X2, che hanno rappresentato ciascuna oltre il 20% delle vendite totali.
Per un marchio che nel corso del 2025 aveva in produzione quasi 20 modelli diversi, smettere di offrire alcune linee di prodotti significa ridurre la complessità e potersi concentrare maggiormente sulle vetture che fanno numeri più alti o che sono più redditizie. Possiamo quindi ipotizzare quali siano i modelli che nel corso dei prossimi anni finiranno sotto la scure della razionalizzazione della gamma: auto che non usciranno da un giorno all’altro dalla disponibilità nelle concessionarie ma che, una volta concluso il loro ciclo di vita, potrebbero non essere confermate per il futuro.

Il processo di rinnovamento è iniziato ancora prima che si cominciasse ad avvertire il sentore della crisi: tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 hanno infatti terminato la loro produzione la BMW X4, Serie 8 (in tutte le sue varianti: Coupé, Cabrio e Gran Coupé) e Z4, tutte arrivate a fine carriera senza un’erede.

Sembra segnato il destino della Serie 2 Active Tourer (foto qui sopra), una vera mosca bianca all’interno della produzione della BMW, prima e unica monovolume del marchio, nata in un’epoca in cui questo genere di auto aveva ancora un certo appeal. La seconda generazione è sul mercato dal 2021: una volta giunta al termine della sua carriera difficilmente verrà rinnovata.
Discorso analogo per la Serie 2 Gran Coupé, che non riesce ad avere il fascino della Coupé né la versatilità di un’auto di dimensioni maggiori, pur avendone il prezzo. Diverso è il caso della Serie 2 Coupé, differentemente dalle altre “2” costruita su una piattaforma specifica per la trazione posteriore: la M2 è un gioiello per intenditori, ma resta un modello di nicchia; riusciranno le versioni “normali” a fare i numeri che giustifichino un loro mantenimento in produzione?

Nel mercato che premia i modelli a ruote alte ci sono due suv che invece hanno faticato a conquistare la propria fetta di torta: la iX e la XM. La prima è una suv elettrica dalle dimensioni dell’X5, ma rappresenta un modello a sé stante all’interno della gamma della BMW: con poco più di 35.000 esemplari venduti rappresenta solo l’1,6% delle vendite globali del marchio e verrà sostituita dalla iX5 in arrivo entro la fine dell’anno.
Anche la mastodontica XM (foto qui sopra), la prima suv della divisione sportiva di Monaco, ha faticato a trovare estimatori, forse anche a causa di uno stile divisivo: l’obiettivo era competere con modelli come la Lamborghini Urus o l’Aston Martin DBX, ma le differenze rispetto a una X5 M si sono rivelate più sottili di quanto suggerisca il divario di prezzo.

Come abbiamo detto inizialmente le famiglie della Serie 3 e 4 e della X1/X2 sono state le più apprezzate nel mondo, tuttavia anche all’interno di queste ci sono differenze. La BMW accorpa le vendite di questi modelli in un unico dato, ma l’impressione è che a trainare i numeri nei concessionari siano stati quelli con i numeri dispari, quindi la Serie 3 e la X1, mentre i modelli dal look più dinamico Serie 4 e X2 (foto qui sopra) abbiano beneficiato del successo delle sorelle più razionali.
Sebbene la loro produzione non imponga una linea di produzione diversa, in tempi in cui ogni centesimo conta la volontà di ridurre la complessità potrebbe proporre meno modelli sulla medesima piattaforma. Quella maggiormente in bilico potrebbe essere la Serie 4 Cabrio, seguendo un trend che negli ultimi anni ha visto scomparire sempre più vetture a cielo aperto dai listi.

Se la BMW Serie 5 non corre alcun rischio di essere tagliata, essendo quella che ha migliorato maggiormente le vendite dal 2024 al 2025, passando da circa 250.000 a poco meno di 300.000 esemplari consegnati, non sembrano godere della stessa salute le ammiraglie Serie 7 e X7 (foto qui sopra), che invece sembrano più in sofferenza, anche a causa di una concorrenza maggiore da parte di case emergenti (per lo più cinesi, come dimostra il caso della Maextro S800, qui per approfondire).
Tuttavia un loro addio al mercato ci sembra un’ipotesi da escludere. In primis per questioni di status: la BMW non può permettersi di restare senza le sue vetture più prestigiose. Secondariamente perché le due “7”, pur con volumi modesti, sono auto di grande redditività e per ogni esemplare venduto il margine di guadagno è più alto di modelli più compatti.

Oltre ai tagli alla gamma presente potremmo anche assistere all’abbandono di progetti che senza la crisi avrebbero visto la luce. Parliamo per esempio della fuoristrada sviluppata con la sigla G74 (qui sopra in un disegno di Uygarspots), che dovrebbe presentarsi come rivale della Land Rover Defender e soprattutto della Mercedes Classe G, portando il lusso in salsa BMW sui terreni più impervi. Fonti interne all’azienda avrebbero confidato che il progetto è stato cancellato.






















