Il 2025 si chiude per il gruppo BMW con risultati economici complessivamente solidi, nonostante un contesto globale caratterizzato da forte concorrenza e da una domanda meno dinamica in alcuni mercati chiave. L’utile prima delle imposte si è attestato a 10,2 miliardi di euro, in calo del 6,7% rispetto al 2024, mentre l’utile netto ha raggiunto i 7,45 miliardi di euro, con una flessione del 3% su base annua.
La redditività rimane comunque stabile: il margine EBT del gruppo è pari al 7,7%, lo stesso livello dell’anno precedente. Gli utili per azione sono invece leggermente cresciuti, raggiungendo 11,89 euro per le azioni ordinarie e 11,91 euro per quelle privilegiate. Nel complesso, la casa bavarese ha quindi mantenuto risultati relativamente stabili nonostante le difficoltà del mercato automobilistico internazionale.

I ricavi complessivi del gruppo sono scesi a 133,5 miliardi di euro, contro i 142,4 miliardi del 2024, registrando una flessione del 6,3%. Considerando però l’effetto dei cambi valutari, il calo si riduce al 3,9%. Tra i principali fattori che hanno inciso sull’andamento dei ricavi figurano consegne inferiori alla rete commerciale, una concorrenza più intensa nel segmento automotive e interventi di supporto alla rete di concessionari in Cina.
Anche l’andamento delle valute ha avuto un impatto negativo, in particolare per effetto della debolezza del dollaro statunitense, del won sudcoreano e del renminbi cinese. Dal punto di vista geografico, l’Europa si conferma la principale area di ricavo per il BMW Group con il 44,7% del totale; seguono l’Asia con il 28,9% e le Americhe con il 24%.
Nel 2025 l’azienda ha consegnato complessivamente 2.463.681 automobili nel mondo, un volume sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente. Il portafoglio prodotti del gruppo continua a includere una gamma ampia di motori - dai benzina ai diesel passando per ibridi plug-in ed elettrici - con l’obiettivo di adattarsi alle diverse esigenze dei mercati globali.
Il calo delle vendite in Cina (-12,5%) è stato compensato dalla crescita in Europa (+7,3%) e nelle Americhe (+5,6%). Tra i modelli con la crescita più marcata figurano la BMW Serie 5, che ha superato di un quarto le vendite dell’anno precedente, e la BMW X2, cresciuta del 33%.
La BMW M ha segnato un nuovo record per il quattordicesimo anno consecutivo, con 213.449 unità consegnate. La Mini ha chiuso il 2025 con 288.278 unità (+17,7%), trainata dalla Countryman, dalla Aceman e dalla nuova Cooper elettrica. La Rolls-Royce si è mantenuta sostanzialmente stabile a 5.664 unità (-0,8%).

La divisione automotive ha registrato un peggioramento della redditività rispetto al 2024. L’EBIT del settore (cioè l’utile non tenendo conto di interessi e tasse) è sceso a 6,26 miliardi di euro, con una flessione del 20,7% su base annua. Il margine operativo della divisione si è attestato al 5,3%, rimanendo comunque all’interno dell’obiettivo indicato dal gruppo, compreso tra il 5% e il 7%.
Anche il rendimento sul capitale investito (RoCE) della divisione è diminuito, passando dall’11,4% del 2024 al 9% nel 2025. Nonostante il calo, il valore resta all’interno della fascia obiettivo prevista dalla strategia aziendale, compresa tra l’8% e il 10%.
Le vendite di veicoli elettrici sono cresciute a 442.056 unità (+3,6%), pari al 17,9% del totale. Includendo i plug-in hybrid, le consegne di veicoli elettrificati salgono a 642.071 unità, corrispondenti a circa un quarto del totale. In Europa la quota elettrificata ha raggiunto il 40%.
In casa Mini, oltre un veicolo su tre consegnato è già completamente elettrico. Il gruppo continua a seguire una strategia definita “tecnologicamente neutrale”, che prevede lo sviluppo parallelo di diverse tecnologie di propulsione per adattarsi alle caratteristiche dei vari mercati e alle esigenze dei clienti. Questa impostazione consente alla casa tedesca di mantenere una gamma diversificata mentre procede con lo sviluppo dei modelli elettrici di nuova generazione.

Uno dei pilastri della strategia industriale del gruppo è rappresentato dalla piattaforma Neue Klasse, destinata a inaugurare una nuova generazione di modelli elettrici. Il primo modello basato su questa architettura è la nuova BMW iX3, che rappresenta per l’azienda bavarese l’avvio di un ciclo di rinnovamento della gamma e introduce nuove tecnologie per batterie, software e sistemi di bordo. Secondo il gruppo, questa nuova architettura dovrebbe consentire miglioramenti significativi in termini di efficienza energetica, autonomia e integrazione digitale.
La nuova iX3 ha registrato una domanda particolarmente sostenuta: un ordine su tre per veicoli BMW elettrici preordinati in Europa riguarda proprio la nuova suv, la cui produzione nello stabilimento di Debrecen, in Ungheria, è già operativa su due turni. La seconda vettura della piattaforma, la nuova BMW i3, verrà svelata ufficialmente la settimana prossima a Monaco (qui per saperne di più).ù
Il 2025 segna anche l’avvio di una fase di transizione nella governance del gruppo. L’attuale amministratore delegato Oliver Zipse lascerà l’incarico nel 2026, dopo oltre sei anni alla guida dell’azienda. A succedergli sarà Milan Nedeljković (qui la notizia), attuale membro del consiglio di amministrazione responsabile della produzione. Il cambio al vertice coincide con una fase strategica per l’azienda, chiamata a gestire l’evoluzione verso la mobilità elettrica e digitale mantenendo allo stesso tempo la propria posizione nel segmento premium globale.
Per il 2026, il BMW Group prevede consegne in linea con quelle del 2025 e una quota BEV analoga all’anno scorso. Il gruppo stima che i dazi incideranno ulteriormente sul margine EBIT del segmento automotive per circa 1,25 punti percentuali. A pesare sarà anche l’andamento delle valute, i costi delle materie prime, l’ammortamento crescente e il mercato dell’usato in contrazione. L’obiettivo di margine EBIT per l’automotive è fissato tra il 4 e il 6%, mentre a livello di gruppo è atteso un moderato calo dell’utile ante imposte rispetto al 2025.






















































