Per il terzo trimestre consecutivo, la BYD ha venduto più veicoli elettrici della Tesla nel mercato globale: infatti, da aprile a giugno 2025, la casa cinese ha consegnato 606.993 auto a batteria contro le 384.122 del costruttore americano. Numeri che fanno segnare un calo del 13% per la Tesla rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre per la BYD il trend è decisamente in controtendenza, con una crescita del 42,5%.
Un aumento che gli analisti spiegano almeno in parte con la serie di tagli dei prezzi che il costruttore asiatico apportato ai suoi listini per far fronte alla crescente concorrenza interna, che ha ridotto i listini di 22 dei suoi modelli. Nel frattempo la Tesla ha dovuto fare i conti con il rinnovamento del suo modello più venduto, la Model Y, che ne ha rallentato la produzione e le consegne.
I tagli dei prezzi della BYD sono stati effettuati grazie a sussidi diretti e sconti alla vendita. In Cina il prezzo della citycar elettrica Seagull, conosciuta in Europa come Dolphin Surf si è abbassato del 20%, arrivando a 55.800 yuan (circa 6.650 euro al cambio attuale). La versione con due motori della Seal ha beneficiato di una riduzione ancora maggiore, con uno sconto che arriva al 34% per il cliente finale, che può acquistare la berlina a 102.800 yuan, pari a circa 12.250 euro.
Al contrario, il 2025 della Tesla è stato finora molto complicato. Al calo delle vendite, che in molti riconducono anche al convinto - fino a qualche settimana fa - supporto politico del ceo Elon Musk al presidente degli USA Donald Trump, si è accompagnato un calo del valore delle azioni dell’azienda che sono crollate di quasi il 30%.
Nel frattempo, il rapporto tra Musk e Trump si è incrinato e dalla Casa Bianca sono arrivate prima le minacce di rivedere i sussidi federali per la Tesla e poi addirittura è stata paventata la possibilità di un’espulsione dello stesso Musk dal territorio statunitense (Musk è cittadino sudaafricano). Parallelamente, la Tesla ha spostato la sua attenzione sul settore della giuda autonoma facendo debuttare il robotaxi Cybercab.
Tuttavia la produzione in serie del Cybercab è ancora lontana e la Tesla ha iniziato a offrire corse in robotaxi lo scorso 22 giugno ad Austin (Texas) ma utilizzando normali Model Y su cui viaggia anche un autista di sicurezza. Tuttavia il futuro del settore della guida senza conducente resta incerto perché molto dipenderà dalle decisioni prese dall’amministrazione Trump, da sempre molto critico sulla mobilità elettrica.