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Dacia: niente nuove elettriche, ma arriva una suv

Pubblicato 28 giugno 2021

La nuova identità della casa, i modelli in arrivo da qui al 2025, l’incertezza sull’ibrido e il sogno di portare la prossima Lada Niva anche in Europa: di questo e altro abbiamo parlato con Denis Le Vot, amministratore delegato della Dacia.

Dacia: niente nuove elettriche, ma arriva una suv

Nato nel 1965 e amministratore delegato di Dacia e Lada (i due marchi sono oggi raggruppati in un’unica business unit) dal primo gennaio 2021, Denis Le Vot (nella foto qui sopra) ha il compito di traghettare le due case verso il futuro. L’abbiamo intervistato.

Cosa bolle in pentola per Dacia?
Ci sono molte novità in arrivo: abbiamo appena aperto gli ordini per l’elettrica Spring (qui il primo contatto), c’è il restyling della Duster appena presentato (qui per saperne di più) e allo stesso tempo abbiamo svelato il nuovo logo e il nuovo colore del marchio. Sono i primi passi di un lungo cammino che terminerà con la Bigster (la suv media rivelata pochi mesi fa sotto forma di concept, qui per saperne di più), che lanceremo sul mercato nel 2025 se non già alla fine del 2024.


> La Dacia Duster appena aggiornata.

Cambierà il vostro modo di progettare, produrre e vendere?
Un po’ sì, ma non varieranno i nostri tre punti fondamentali. Il primo è il “design-to-cost”, che vuol dire prendere le soluzioni offerte dall’alleanza Mitsubishi-Nissan-Renault e svilupparci attorno i nostri prodotti, in maniera essenziale. Per esempio: in nessuna nostra auto troverete i sedili regolabili elettricamente, perché non sono certo necessari, però troverete il climatizzatore. E ancora: nella Sandero base non troverete lo schermo centrale, perché se vuoi il navigatore puoi già trovarlo nella tua tasca, nel cellulare. Il secondo punto è produrre in maniera efficiente nelle nostre tre fabbriche, che oggi sono due in Marocco e una in Romania. E il terzo punto che non cambierà è il fatto che noi vendiamo le auto in maniera differente dagli altri, perché non facciamo mai sconti. Neppure alle flotte. E l’esperienza di comprare una vettura a queste condizioni è apprezzata sia dai clienti sia dalle concessionarie: è un modo semplice e onesto. 

Questo approccio privo di sconti e quindi di trattative col venditore potrebbe aiutarvi nelle vendite online, dove è già così?
Sì, anche se non abbiamo un piano per vendere in maniera massiccia online. Abbiamo bisogno delle concessionarie, anche se è vero che l’esperienza sul web sta diventando sempre più importante. Trovo però che ci sia bisogno di continuità, tra la configurazione dell’auto sul tablet e quello che succede poi andando in concessionaria. Il cliente accetta a fatica che si debba rifare da capo la procedura, per magari scoprire che l’accessorio o il colore scelto online non sono disponibili. Inoltre, il prezzo finale deve essere lo stesso sul sito e presso qualunque venditore. Ci stiamo comunque muovendo sul digitale. In Inghilterra, addirittura, si può già comprare l’auto sul sito con la carta di credito e anche attivare un finanziamento.


> La Dacia Bigster concept.

Come cambierà il marchio?
Dobbiamo ridurre la differenziazione della gamma, con offerte ancora più semplici. Abbiamo iniziato con la Spring: ci sono solo due allestimenti e otto colori, per 16 combinazioni totale. Inoltre, il nuovo logo (qui per saperne di più) sottolinea come la Dacia di oggi non sia più quella di 15 anni fa. Allora vendevamo semplicemente l’auto che costava di meno, ma ora non siamo più un marchio low-cost. Da tempo, la maggioranza dei clienti sceglie le versioni più costose. Nel caso della Sandero, siamo al 75% di vendite per la più cara Stepway. Questo vuol dire che i nostri clienti non vogliono solo l’auto meno cara, ma cercano l’acquisto più intelligente, il value for money. Un altro compito sarà mostrare agli automobilisti che essenziale non vuol dire noioso: il design ben fatto non costa di più di uno meno riuscito.

Perché non avete fatto debuttare il nuovo logo sulla Duster restyling, appena presentata?
Il nostro attuale logo è molto conosciuto: dobbiamo fare le cose con calma, affinché con quello ridisegnato le persone non pensino a un nuovo marchio. Inizieremo a proporlo online e nella pubblicità. Poi, a inizio 2022 verrà introdotto nelle concessionarie e a metà dello stesso anno arriverà sulle auto.

Cosa ci può dire della Bigster?
Come tutte le prossime Dacia sarà basata sulla piattaforma della Sandero, che poi è quella della più recente Renault Clio. Non sarà una 4x4 pesante o super-equipaggiata, ma un’auto leggera eppure robusta, molto caratterizzata per il design. E non è detto che il nome sia quello definitivo.


> La Dacia Spring.

Avete appena annunciato anche l’arrivo di Miles Nürnberger come nuovo direttore del design. Potrà contribuire al progetto della Bigster o le sue forme sono già state definite?
Potrà certamente influenzare lo sviluppo del progetto. Specie per gli interni e i dettagli esterni.

A gennaio avete annunciato una nuova Dacia nel 2022 e una nel 2024. Di cosa si tratta?
Non si tratta di modelli che prima non esistevano, ma di nuove generazioni di modelli già noti. La prima ad arrivare sarà una sette posti, che sostituirà Lodgy e Dokker. Nel 2024 sarà il turno della nuova generazione della Duster.

Al momento non offrite versioni ibride: arriveranno?
In realtà abbiamo le nostre ibride: sono le versioni a Gpl. Ma va detto che la piattaforma della Sandero, che è quella di Renault Clio e Captur, permette di avere versioni ibride full e plug-in: potremmo avere già domani una Sandero ibrida. Ma non è ancora il momento, perché non è un requisito essenziale per noi e ci sono inoltre dei ruoli da rispettare nel gruppo: è compito di Renault essere capofila della tecnologia. Le nostre auto diventeranno prima o poi ibride ed elettriche? Certamente, ma non a breve. Vedremo qualche tipo di elettrificazione quando arriveranno le norme anti-inquinamento Euro 7, ma ancora non sappiamo di quale tipo perché nessuno ancora conosce quali saranno i limiti che verranno fissati per il 2027. 


> Il disegno della Lada Niva Vision.

E parlando di elettriche, vedremo qualcosa di più grande della citycar Spring?
Non è il nostro obiettivo. La nostra prima proposta del segmento C sarà la Bigster, che sicuramente non sarà elettrica. Vedremo cosa succederà con la prossima generazione di vetture, che arriveranno nel 2028-2029. Ma comunque avremo già molte soluzioni pronte grazie all’Alleanza Mitshibishi-Nissan-Renault.

Con l’ultima riorganizzazione, lei è amministratore delegato di Dacia ma anche di Lada: arriveranno in Europa occidentale le auto di questo marchio?
Vorrei davvero. Ma Lada in Russia è un marchio che è percepito come Dacia in Europa e importare l’intera gamma creerebbe solo confusione. Però in Lada c’è un’auto iconica, che ha un posto speciale anche in Europa: stiamo lavorando molto sulla prossima generazione della fuoristrada Niva, che sarà basata sulla stessa piattaforma della Sandero/Clio, sarà più corta e alta della Duster e avrà le marce ridotte. E faremo di tutto per renderla compatibile con i prossimi limiti Euro 7, anche se non è una cosa facile.

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Ritratto di katayama
28 giugno 2021 - 12:23
Ma allora c'è vita là fuori... Riga dopo riga il sorriso s'allarga e capisci che, sì, cè. Immenso Le Vot e immense le prospettive per i marchi Dacia e Lada nel post-covid, una guerra praticamente.
Ritratto di RubenC
28 giugno 2021 - 12:27
1
Non capisco cosa ci sia di così divertente in questo articolo ma tant'è.
Ritratto di katayama
28 giugno 2021 - 12:31
@RubenC È così hilariously e incredibilmente realistico!
Ritratto di Gasolone xv
28 giugno 2021 - 14:19
Ci sono le parole di un manager concreto che in sostanza dice che l'elettrico non c'entra una mazza con la mobilità di massa, perché è una tecnologia di nicchia è che prima di preoccuparsi dell'elettrificazione della gamma passeranno anni. Chapeau
Ritratto di Vincenzo1973
28 giugno 2021 - 17:01
@Gasolone dove lo leggi "non c'entra una mazza con la mobilità di massa,"? ha detto solo che sono un marchio low cost e al momento le innovazioni, come l'elettrico, sono destinate a Renault eccetto la spring.
Ritratto di deutsch
28 giugno 2021 - 17:17
4
aggiungerei che anche le innovazione degli adas sono destinati solo a renault
Ritratto di Check_mate
28 giugno 2021 - 12:34
1
Semplicemente Dacia non è un marchio che, coi costi di oggi, può permettersi di proporre ibride o elettriche mantenendo la competitività che la contraddistingue rispetto ad altri marchi. Già con i 20 mila chiesti per la Spring hanno azzardato, la salvano solo gli incentivi, perché per il resto è una delle proposte più spartane degli ultimi anni che a prezzo pieno è una totale follia.
Ritratto di katayama
28 giugno 2021 - 13:01
@Check_mate Da:"...in nessuna nostra auto..." fino al termine del paragrafo è qualcosa di eccezionale, ma anche il resto per chiarezza ed efficacia comunicativa. Fa capire quanto ci siamo rinco...ti, ci riporta a una realtà che manco sappiamo più riconoscere. Da lì si parte e si costruiscono auto con frizzi e lazzi. Avevamo perso il punto zero, il settaggio. Negli '80 andavi dalla Uno base alla 635i, per dire, e c'era una consapevolezza della gradualità, e della sua necessità, che oggi invece s'è persa. Alfa e Lancia, ad esempio, si collocavano tra le due, in un punto indefinito, ma che andava bene così, e ne erano consapevoli tutti, ma oggi è da eretici il solo dirlo ad alta voce: il re è nudo! E poi ci si lamenta se le seg. B costano 30K... Sono parole da leggere, bene, e l'uomo che le dice c'è, non è uno stooge come troppi là fuori, e al di là del marchio che rappresenta.
Ritratto di AndyCapitan
28 giugno 2021 - 13:01
1
i bigster fara' sicuramente proseliti....pero'....per piacere...cambiate quelle orribili fiancate alla duster...sono un incubo che dura da troppi anni...ho gli incubi tutte le volte che ne vedo una sulla strada....e da noi ce n'e' un invasione!!!!
Ritratto di katayama
28 giugno 2021 - 13:13
@AndyCapitan Per me migliorano, molto. Basta 'sta frase di Le Vot: "il design ben fatto non costa di più di uno meno riuscito". Roba che certi dirigenti FCA dovrebbero tatuarsela sul braccio. Basta la parola: "Tipo", ma ce ne sono anche altre che fanno lo stesso effetto...
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