Non ci sarà, almeno fino al 1° ottobre 2027, il temuto blocco delle auto diesel Euro 5 in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il provvedimento era stato introdotto dal governo Meloni a settembre del 2023 in seguito alla richiesta da parte dell’Unione Europea di misure strutturali per ridurre le emissioni inquinanti: o il blocco delle vetture diesel Euro 5 (immatricolate tra il 2011 e agosto del 2015) nei comuni più grandi oppure altri provvedimenti compensativi che garantissero lo stesso calo di emissioni. Centinaia di migliaia di auto a gasolio delle quattro regioni coinvolte avrebbero dovuto fermarsi già dal 1° ottobre dello scorso anno, ma l’esecutivo rinviò la scadenza al 1° ottobre 2026. Ora arriva una nuova proroga, che sposta il problema al 1° ottobre del 2027.
In realtà delle quattro regioni interessate, a confermare il blocco delle auto diesel Euro 5 era rimasta solo la Lombardia. Infatti, sia Piemonte che Veneto ed Emilia Romagna avevano programmato misure alternative strutturali per evitare di fermare migliaia di vetture. Il Piemonte per esempio aveva stabilito investimenti a favore dei biocarburanti e per promuovere la mobilità ciclabile, mentre il Veneto aveva fatto slittare l’accensione del riscaldamento e previsto un maggiore ricorso allo smart working per i dipendenti pubblici. Anche l’Emilia-Romagna aveva trovoto misure compensative per evitare il blocco: anche qui l’avvio del riscaldamento era stato slittato di alcuni giorni ed erano stati accantonati 10 milioni di euro per sostituire gli impianti termici più vecchi e meno efficienti. Misure che non è chiaro al momento se le amministrazioni regionali confermeranno comunque.
Secondo i dati del ministero, in Italia circolano circa 3,5 milioni di auto diesel Euro 5, di cui 1,2 milioni nelle regioni interessate. In Lombardia, l’unica che a conti fatti aveva confermato il blocco, le persone coinvolte dal provvedimento sarebbero state circa 500.000, che “potranno continuare a lavorare e a spostarsi tranquillamente”, ha fatto sapere il ministro dei Trasporti Matteo Salvini sulle sue pagine social. Chi continua a usare un’auto Euro 5, sottolinea il leader leghista, “non lo fa per sciccheria, ma lo fa probabilmente perché non ha i soldi oggi per cambiare l’auto”.
Se anche il blocco fosse stato confermato, i proprietari di auto diesel Euro 5 avrebbero comunque avuto un modo per non essere obbligati a tenere i propri veicoli fermi. La soluzione, che per loro tornerà probabilmente d’attualità il prossimo anno ma che resta valida anche per chi guida veicoli già interessati ad altri blocchi, si chiama MoVe-In (Monitoraggio Veicoli Inquinanti), che evita le restrizioni basate su giorni e fasce orarie impostando un limite di percorrenza annuale. Un dispositivo installato sull’auto registra i chilometri effettuati all’interno dell’area soggetta a limitazioni, in qualsiasi momento della giornata. A ogni categoria e classe ambientale viene assegnato un tetto massimo di percorrenza annua: una volta superato, il veicolo non può più circolare (a prescindere dall’orario o dal giorno) fino alla scadenza dell’anno di validità del servizio.
































