NON CI SONO I PRESUPPOSTI - La richiesta dei consumatori di discutere della proposta era stata presentata a settembre dalla associazione rappresentanti dei consumatori. Ora il presidente e amministratore delegato della Volkswagen Italia, Massimo Nordio, ha respinto l’iniziativa ipotizzata, argomentando sullo stato delle cose: «Riteniamo che, considerata sia la situazione di fatto che di diritto, non sussistano i presupposti per riconoscere richieste risarcitorie in relazione all'acquisto di tali veicoli (cioè quelli con motori diesel EA189 coinvolti nel Dieselgate). Gli autoveicoli interessati sono infatti tecnicamente sicuri e possono circolare senza alcuna limitazione e, contrariamente da quanto da voi affermato, non sussiste alcuna svalutazione dell’usato correlata alla problematica inerente le immissioni di NOx, come comprovato anche dagli studi di settore svolti ad oggi e attestanti che gli autoveicoli del Gruppo Volkswagen hanno registrato livelli di perdita di valore addirittura inferiori alla media».
OCCASIONE PERDUTA? - La risposta di Nordio è stata immediatamente commentata dall’Unione nazionale Consumatori attraverso il suo esperto del settore automotive Raffaele Caracciolo: «Noi non volevamo nessun indennizzo, ma un semplice gesto di attenzione verso i consumatori che hanno scelto i prodotti della casa automobilistica sulla base della loro reputazione di qualità. Oltretutto la nostra proposta non avrebbe gravato sul bilancio di Volkswagen Italia. Un’occasione mancata». Da parte della Volkswagen Italia è stato comunque fatto presente che la casa ha dimostrato la sua attenzione verso i clienti impegnandosi a organizzare le operazioni di richiamo in maniera da alleviare ogni possibile disagio" della clientela. Iniziative in tal senso sono «il ritiro e la riconsegna a costo zero degli autoveicoli» in occasioni degli interventi ed «il rimborso delle spese di trasporto sostenute in taxi o altro mezzo pubblico per recarsi in officina».
























































