POSSIBILE SOLUZIONE - Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa internazionale, per il gruppo Volkswagen sarebbe vicina la soluzione (o almeno il suo inizio) della vicenda Dieselgate negli Usa. Manca ancora l’accordo con le autorità competenti a proposito degli interventi da compiere nei “richiami” delle circa 700 mila vetture vendute negli Stati Uniti con il software irregolare, ma a facilitare le cose ci sarebbe il piano di indennizzi preparato dalla stessa Volkswagen.
UNA SCELTA PER GLI AUTOMOBILISTI - Ai proprietari delle auto al centro dello scandalo (turbodiesel 1.2, 1.6 2.0 con motori EA 189) sarebbe offerta una opzione tra il puro e semplice riacquisto della vettura da parte della casa e invece la sistemazione della stessa in base alle norme vigenti. Va però detto che per questa seconda ipotesi manca ancora l’indispensabile accordo tra la casa automobilistica e le autorità americane per la protezione dell’ambiente (quelle federali e quelle della California).
DOLLARI PER LE AUTORITÀ - La cosa però dovrebbe essere matura, se è vero che la Volkswagen si appresterebbe a presentare il piano in questione al giudice di San Francisco competente per la vicenda. Un piano che prevederebbe un investimento di 6,5 miliardi di dollari per chiudere la vicenda con i singoli automobilisti (con la citata alternativa tra riacquisto o sistemazione del motore) e altri 3,5 miliardi per le autorità americane. Il termine per la presentazione della proposta è il 28 giugno. Sono attese conferme da parte delle autorità dell’ambiente.






















