IL PUNTO DELLA SITUAZIONE - Con una assemblea a Wolfsburg cui hanno partecipato circa 20 mila dipendenti (l’intero gruppo ne conta circa 600 mila nel mondo), Matthias Müller, leader del gruppo
Volkswagen ha fatto il punto della situazione dopo lo scandalo del software che cambia la regolazione del motore EA 189 Euro 5 una volta finiti i test di controllo delle emissioni (
qui per saperne di più). Tante le cose dette dal capo del gruppo per riferire quanto fatto e soprattutto che cosa occorrerà fare. Müller (
nella foto sopra) ha voluto anzitutto affermare che la Volkswagen si riprenderà: “Possiamo superare la crisi e ci riusciremo, perché la Volkswagen è un gruppo con solide fondamenta e ha il miglior team automobilistico che si possa avere”. Per riuscire nell’obiettivo occorre anzitutto recuperare la fiducia persa; perché forse più importante che le perdite economiche, è grave la perdita di fiducia che la vicenda ha causato.
ANCORA ASPETTI DA CHIARIRE - A parte le questioni di fondo, Matthias Müller ha ammesso che al momento la vicenda non è ancora completamente chiara, e che tutto sarà fatto perché ogni elemento “venga messo sul tavolo”, perché è solo facendo la totale chiarezza che si potrà recuperare credibilità e fiducia. A rendere complicata la definizione della realtà è la complessità della struttura del gruppo: “Credetemi, io sono più impaziente di voi, ma quando si ha a che fare con una realtà che coinvolge quattro marchi e una moltitudine di varianti di modelli, l’accuratezza del lavoro è più importante della velocità”.
A BREVE LE SOLUZIONI TECNICHE - Müller ha comunque precisato che a breve i tecnici della casa presenteranno al KBA - l’autorità tedesca per i trasporti - le soluzioni che intende prendere per risolvere la questione, a partire dalle auto in circolazione che montano il software truffaldino. Il KBA dovrà approvarle e quindi potrà partire la campagna di richiami che potrà avere aspetti diversi a seconda del modello in questione. “Per molte auto sarà sufficiente una modifica del software, per altre invece occorrerà intervenire nell’hardware”, il che significa che occorrerà modificare sostanzialmente la vettura. A giorni i clienti proprietari della auto interessate saranno avvisati della necessità del richiamo. Gli interventi in officina dovrebbero cominciare con il nuovo anno e dureranno per tutto l’anno.
COSTI GLOBALI ANCORA INCERTI - Trattandosi di una massa di 11 milioni di vetture (di cui 8,5 in Europa) si tratta evidentemente di una operazione gigantesca, che avrà costi altrettanto grandi. A proposito di questo aspetto Müller ha ammesso che proprio la diversità degli interventi da compiere - dovuta alla varietà dei modelli interessati - rende impossibile stabilire adesso quali costi avrà l’intera campagna di richiami. Comunque saranno cifre così grandi da indurre Müller ad annunciare che la Volkswagen dovrà compiere grandi sacrifici e modificare i suoi piani operativi.
LA PREOCCUPAZIONE PER IL LAVORO - “Tutto ciò che non è strettamente necessario dovrà essere annullato o rinviato” ha affermato l’amministratore delegato del gruppo aggiungendo anche: “Per essere completamente sincero, tutto ciò non sarà indolore”. Dopo queste parole che annunciano la necessità di un periodo di sacrifici e la messa in mora del piano di investimenti pluriennale da un centinaio di miliardi previsto dalla casa, Müller ha voluto anche essere rassicurante con le maestranze: “Faremo tutto ciò possiamo affinché la Volkswagen continui in futuro a garantire lavoro buono e sicuro”.