ENORME QUANTITÀ DI MATERIALE - 65 milioni di documenti analizzati elettronicamente, 10 milioni trasmessi ai legali della Volkswagen, 450 colloqui avvenuti: sono le prime cifre dell’indagine interna voluta dalla Volkswagen dopo il sorgere della vicenda (nota con il nome di
Dieselgate) del software illegale installato sulle vetture turbodiesel Euro 6. Una massa di materiale che sicuramente consentirebbe di cominciare a delineare il quadro di come sono andate le cose e come si è arrivati al clamoroso sbocco.
GLI AVVOCATI SCONSIGLIANO - Ma nessuna notizia verrà diffusa prima della fine di tutta l’inchiesta. Ciò anche se all’inizio di tutto proprio la casa automobilistica aveva previsto di rendere noti i primi esiti dell’inchiesta per il mese di aprile 2016. La decisione di tenere tutto riservato è stata comunicata dalla la stessa Volkswagen. Nel comunicato ha definito “inaccettabili” le conseguenze che avrebbe la divulgazione di notizie parziali. Tali conseguenze sono state fatte presenti dagli avvocati che seguono la vicenda, tra cui quelli dello studio Jones Day che sta svolgendo l’inchiesta interna. In base a tali conseguenze i legali hanno “fortemente sconsigliato” la Volkswagen di comunicare alcunché a proposito dell’inchiesta in corso.
LE RAGIONI - Lo stesso comunicato che annuncia il “silenzio stampa” della Volkswagen sulla vicenda, indica almeno alcuni dei motivi per cui la diffusione di notizie parziali sarebbe controproducente per la casa automobilistica. Di seguito le parole del comunicato Volkswagen che spiegano quali sono i motivi che renderebbero negativo riferire quanto finora emerso.
IMPEGNO DI RISERVATEZZA - Recita il comunicato: “Le trattative di Volkswagen con numerosi interlocutori negli Stati Uniti (privati e Istituzioni, tra cui la Environmental Protection Agency (EPA), la California Air Resources Board (CARB), la Federal Trade Commission, i Procuratori Generali di ciascuno dei 50 Stati, e, in particolare, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti) sono entrate in una fase decisiva in anticipo rispetto ai tempi previsti e richiedono che Volkswagen mantenga il massimo grado di riservatezza. La natura confidenziale di tali trattative e la collaborazione di Volkswagen con il Dipartimento di Giustizia limitano la possibilità di Volkswagen di commentare ulteriormente i risultati, necessariamente provvisori, delle indagini in corso.
PER EVITARE DICHIARAZIONI “PILOTATE” - “L’ulteriore divulgazione o descrizione di risultati provvisori, attualmente disponibili, verosimilmente pregiudicherebbe il resto delle indagini a questo punto, in particolare perché persone che non sono ancora state interrogate potrebbero allineare le proprie dichiarazioni con i contenuti del report provvisorio”.
I RAPPORTI CON GLI AMERICANI - “Secondo gli avvocati, la divulgazione comprometterebbe la collaborazione di Volkswagen con il Dipartimento di Giustizia e indebolirebbe la posizione di Volkswagen nei restanti procedimenti. Inoltre la divulgazione potrebbe inoltre mettere a rischio il credito che Volkswagen potrebbe aspettarsi di ricevere nell’ambito della propria piena collaborazione con il Dipartimento di Giustizia. Secondo i consulenti legali di Volkswagen, ciò potrebbe avere sostanziali conseguenze finanziarie negative”.
APPUNTAMENTO A FINE ANNO - Secondo lo studio legale Jones Day che ha avuto l’incarico di condurre l’inchiesta interna, la conclusione di tutto dovrebbe avvenire nel corso dell’ultimo trimestre del 2016.