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"Ecco come cambieranno le nostre auto partendo dalla concept CuoreRosso"

Pubblicato 11 ottobre 2026

A delinearle è il numero uno di Alfa Romeo, che in un’intervista esclusiva ci ha fornito un quadro preciso del presente e del futuro del marchio del Biscione.

"Ecco come cambieranno le nostre auto partendo dalla concept CuoreRosso"

LE ALFA SARANNO COSÌ

La concept car CuoreRosso fresca di lancio al salone di Parigi anticipa le Alfa Romeo di domani. La prima, è l’erede della Tonale, poi la nuova Giulietta mentre per le prossime Giulia e Stelvio potrebbe arrivare un’evoluzione della piattaforma Giorgio (derivata da quella degli attuali modelli). Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Santo Ficili (nella foto qui sopra), amministratore delegato di Alfa Romeo e Maserati. Ecco le sue parole, in un’intervista esclusiva per alVolante.

Nel piano industriale del gruppo Stellantis presentato pochi mesi fa avete annunciato una berlina di medie dimensioni, idealmente erede della Giulietta, oltre alla nuova Tonale. Utilizzeranno la meccanica basata sulla piattaforma STLA Medium del gruppo Stellantis, come la recente Lancia Gamma, o farete qualcosa di diverso?

Alfa Romeo è all’interno di un gruppo grande e forte quale è Stellantis. Penso che quel che ci sia da considerare per un marchio come Alfa Romeo non sia tanto la piattaforma. Sì, certo, è fondamentale, noi abbiamo una piattaforma meravigliosa che è la Giorgio (quella su cui sono costruite Giulia e Stelvio ndr), ma per me le cose su cui bisogna lavorare per caratterizzare un’Alfa sono: le sospensioni, lo sterzo, le ruote e i freni.

Questi quattro componenti della vettura devono essere Alfa Romeo. E, senza dimenticare il design dell’auto e i suoi interni con la posizione di guida dotata di strumenti orientati verso il guidatore ma sempre nel pieno comfort per i passeggeri. Quando parliamo di design, ci ricordiamo della nostra storia, per ripartire dalle nostre radici e proiettarci nel futuro.

Dico tutto questo perché il prossimo modello che sarà commercializzato all’inizio 2028, l’erede dalla Tonale, tiene presente di tutto questo. Sarà una pura Alfa Romeo, che proporrà gli stilemi della concept car CuoreRosso. 

alfa romeo cuorerosso 2026

E, la futura Giulietta?

Gli stessi concetti della nuova Tonale, direi forse con maggiore forza, caratterizzeranno la Giulietta, qui in Alfa la chiamiamo così, poi vedremo se sarà davvero questo il nome. È un modello (arriva nel 2029 ndr), penso, che beneficerà di quel bacino composto dai tanti utenti che ancora oggi guidano una Giulietta.

Era un’auto meravigliosa ed è bella ancora oggi. Anche in questo caso useremo le sinergie di Stellantis per evolvere un modello che sia una vera Alfa Romeo. Una cosa che mi viene facile, perché dentro a questo brand c’è gente che lavora con passione, che sa esattamente quali siano le caratteristiche che un’Alfa deve avere.

Il lancio delle eredi di Giulia e Stelvio sembrava imminente, circolavano già i prototipi sulla base della piattaforma Stellantis STLA Large, poi tutto si è fermato e il progetto è stato per il momento accantonato. Cosa è successo?

Per il segmento D stiamo valutando come si stia muovendo il mercato a livello globale per decidere cosa fare. Ricordiamo che il peso dei segmenti B, quello della Junior, e C, quello di Tonale e Giulietta, è importante, crescono sempre di più, è dove ci sono i clienti e noi dobbiamo soddisfare i nostri clienti senza dimenticare quelle che sono le qualità di un marchio iconico come può essere Alfa Romeo.

alfa romeo cuorerosso 2026 1

Visto che le attuali Giulia e Stelvio resteranno in produzione ancora per un po’, perché per renderle più appetibili non avete pensato a un aggiornamento corposo e con motori più attuali, ad esempio il 2.0 ibrido della Maserati Gracale, che utilizza la stessa piattaforma Giorgio delle Alfa?

Il tema è l’investimento per questa operazione e il ritorno che può generare. Sicuramente Giulia e Stelvio hanno un design ancora molto bello, tant’è che abbiamo deciso di prolungare la loro vita fino alla fine del 2027.

La macchina è fatta di architettura elettronica, di motori e di estetica, e stiamo valutando cosa fare per il futuro ma a un certo punto bisogna evolvere, cambiare, perché il cliente è alla ricerca di stilemi più moderni, di meccaniche diverse, anche per i motori e le attuali Giulia e Stelvio sono solo a benzina o a gasolio.

Quindi, stiamo valutando di dare continuità alla piattaforma Giorgio ma è ancora uno studio che stiamo facendo. Vedremo se le prossime Giulia e Stelvio potranno utilizzare un’evoluzione della piattaforma Giorgio delle Giulia e Stelvio di oggi.

Come stanno andando le vendite di Alfa Romeo?

Junior sta performando molto bene, da sola fa più del 50% delle vendite. Anche Tonale ci sta dando soddisfazione, abbiamo raggiunto 120.000 immatricolazioni e deve ancora crescere. La stiamo distribuendo anche su nuovi mercati, come Giappone, Messico e Taiwan.

Pur con motorizzazioni limitate Giulia e Stelvio sono in linea con le nostre stime. Un loro punto di forza è la versione Quadrifoglio, che beneficerà di interventi e quella meccanica la terremo fino all’ultimo istante in cui sarà possibile, come merita di essere. Sono fermamente convinto che i fortunati clienti che potranno acquistarle avranno per le mani un valore che si proietta nel futuro.

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Parliamo della CuoreRosso. Del suo design e della sua meccanica.

È una concept car che deve dire al pubblico e a noi stessi quali siano gli stilemi che l’Alfa Romeo deve mantenere nel futuro, ripeto senza dimenticare quali siano le nostre radici. Guardando la macchina si capisce che c’è una connessione con dei dettagli che possiamo ritrovare nelle nostre vetture del passato.

L’abbiamo pensata sulla piattaforma Giorgio, che applichiamo anche sulla Maserati Grecale che non è un modello a fine carriera anzi, ha continuità. Poi, vedremo se mantenere questa piattaforma per le Alfa di serie, sebbene sia allungata rispetto alle attuali Giulia e Stelvio. Ripeto, stiamo valutando cosa poter fare per il futuro sia per Alfa sia per Maserati.  

Quindi vedremo tanto di questa concept car sulle prossime Alfa Romeo di serie? 

Sì, ho l’onore di guidare una squadra di professionisti che mantengono il bilanciamento fra l’emotività che un brand come Alfa Romeo deve avere e la razionalità, perché siamo un gruppo che deve rendere conto anche di risultati economici. Quello che è riuscita a fare questa squadra, è la CuoreRosso.

Hanno scaricato a terra, se posso dirlo, quello che è il sogno di un bambino che se pensa a un’Alfa, probabilmente la immagina proprio così, come la CuoreRosso. Anche il nome ci riconduce a questo concetto che è, poi, il primo nome cui abbiamo pensato. Poi se ne sono aggiunti altri ma alla fine abbiamo scelto il primo. Mi sembra che CuoreRosso racchiuda l’essenza dell’Alfa Romeo.

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Il mercato oggi sta conoscendo un’evoluzione che potremmo definire frenetica. Quale può essere il ruolo di Alfa Romeo in una realtà così mutevole?

Guardi, io percepisco un senso di amore molto forte intorno al marchio. Quando facciamo riunioni con i concessionari e i fornitori, c’è una “chat” cui fare riferimento sulla quale c’è scritto spesso “love”, perché Alfa Romeo è un brand di cui t’innamori. Certo, ma quanti clienti s’innamorano? Io, francamente, non resto così legato alla necessità di raggiungere dei volumi di vendita mostruosi come spesso è stato dichiarato nel passato.

Io penso che sul mercato ci sia un “target” di clientela appassionato di guida, appassionato di design, appassionato di italianità che si lega anche alla storia di un brand forte come Alfa Romeo, forse unico al mondo. O forse ce n’è un altro simile, che è Maserati.

Una clientela di uomini, donne e giovani perché Junior ci sta portando proprio loro, le donne e i giovani. Aggiungo anche che, secondo noi, l’auto deve avere un giusto mix fra analogico e digitale, non vedrete troppi schermi nelle Alfa: i comandi devono restare intuitivo per non distrarre. E, per concludere, oltre alle prestazioni contano altri aspetti. I freni, ad esempio perché anche la sicurezza è importante.



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Ritratto di Alexspc79
11 ottobre 2026 - 19:22
14
Bella almeno
Ritratto di Il Bavarese
11 ottobre 2026 - 21:44
"le cose su cui bisogna lavorare per caratterizzare un’Alfa sono: le sospensioni, lo sterzo, le ruote e i freni."...e poi anche per la nuova Giulietta "useremo le sinergie di Stellantis ". Capito si? Niente nuovi motori, ma continueranno a usare la roba francese. Caro Dott. FICILI ma lo capite che cosi' rischiate di affondare tutto?
Ritratto di Sprint105
11 ottobre 2026 - 21:48
Quindi Tonale e Giulietta a 3 cilindri. Senza nulla togliere a questo motore, da un'Alfa ci si aspetta di più

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