UN PIANO PREOCCUPANTE - Passo dopo passo, Sergio Marchionne sta delineando il piano di produzione dei prossimi modelli del gruppo Fiat-Chrysler. Dopo aver annunciato che le eredi delle Fiat Idea e Multipla e Lancia Musa (nome in codice L0) saranno costruite in Serbia (leggi qui la news) e non a Mirafiori, come inizialmente previsto, gli stabilimenti italiani potrebbero subire un altro colpo. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Marchionne avrebbe deciso di produrre l'erede della Chrysler Sebring negli Usa e non più a Torino, come lasciavano intendere le indiscrezioni (leggi qui per saperne di più).
NON SI CHIUDE - Come riporta Automotive News, una conferma arriva anche dagli Usa: il 30 luglio Marchionne avrebbe annunciato che lo stabilimento di Sterling Heights, nei pressi di Detroit, dove viene costruita l'attuale Sebring (foto in alto), non verrà chiuso alla fine del 2012, come inizialmente previsto. Ma qui, oltre all'erede della Sebring, verrà assemblata anche la Dodge Avenger.
QUALE FUTURO PER MIRAFIORI? - Con lo spostamento della monovolume L0 in Serbia, non è ancora chiaro quale modello potrebbe venire prodotto a Mirafiori quando le attuali monovolume usciranno di produzione. Secondo alcune ipotesi, a Mirafiori dovrebbe arrivare la Giulia, la nuova berlina dell'Alfa Romeo che sostituirà la 159, che avrà un pianale comune all'erde della Sebring. Questo modello dovrebbe affiancarsi alla MiTo che nel 2012 subirà un “restyling”.
CONFLITTO APERTO - A determinare questi cambi di rotta del manager italo-canadese, sarebbe il rapporto conflittuale creatosi con i sindacati italiani. Marchionne, dal suo punto di vista, ha lamentato più di una volta il bisogno di rivedere la struttura del lavoro per gli impianti italiani, ritenuti poco competitivi rispetto a quelli stranieri. Cambiamenti che farebbero parte del progetto Fabbrica Italia ma che, come mostra la vicenda dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, ha determinato più di una resistenza da parte dei sindacati. Attriti che hanno portato alla nascita della nuova società Fabbrica Italia Pomigliano, nata per assumere con un nuovo contratto i dipendenti dello stabilimento campano, e che potrebbero portare la Fiat a non iscrivere la nuova società a Confindustria, la confederazione degli industriali (leggi qui per saperne di più).


















