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Niente "made in Italy" per la Chrysler Sebring

05 agosto 2010

Sergio Marchionne avrebbe deciso di spostare la produzione dall'Italia agli Usa per i problemi legati alla produttività degli impianti italiani. A Mirafiori dovrebbero restare la MiTo e la futura Giulia.

UN PIANO PREOCCUPANTE - Passo dopo passo, Sergio Marchionne sta delineando il piano di produzione dei prossimi modelli del gruppo Fiat-Chrysler. Dopo aver annunciato che le eredi delle Fiat Idea e Multipla e Lancia Musa (nome in codice L0) saranno costruite in Serbia (leggi qui la news) e non a Mirafiori, come inizialmente previsto, gli stabilimenti italiani potrebbero subire un altro colpo. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Marchionne avrebbe deciso di produrre l'erede della Chrysler Sebring negli Usa e non più a Torino, come lasciavano intendere le indiscrezioni (leggi qui per saperne di più). 

NON SI CHIUDE - Come riporta Automotive News, una conferma arriva anche dagli Usa: il 30 luglio Marchionne avrebbe annunciato che lo stabilimento di Sterling Heights, nei pressi di Detroit, dove viene costruita l'attuale Sebring (foto in alto), non verrà chiuso alla fine del 2012, come inizialmente previsto. Ma qui, oltre all'erede della Sebring, verrà assemblata anche la Dodge Avenger.
 
QUALE FUTURO PER MIRAFIORI? - Con lo spostamento della monovolume L0 in Serbia, non è ancora chiaro quale modello potrebbe venire prodotto a Mirafiori quando le attuali monovolume usciranno di produzione. Secondo alcune ipotesi, a Mirafiori dovrebbe arrivare la Giulia, la nuova berlina dell'Alfa Romeo che sostituirà la 159, che avrà un pianale comune all'erde della Sebring. Questo modello dovrebbe affiancarsi alla MiTo che nel 2012 subirà un “restyling”.

CONFLITTO APERTO - A determinare questi cambi di rotta del manager italo-canadese, sarebbe il rapporto conflittuale creatosi con i sindacati italiani. Marchionne, dal suo punto di vista, ha lamentato più di una volta il bisogno di rivedere la struttura del lavoro per gli impianti italiani, ritenuti poco competitivi rispetto a quelli stranieri. Cambiamenti che farebbero parte del progetto Fabbrica Italia ma che, come mostra la vicenda dello stabilimento di Pomigliano d'Arco, ha determinato più di una resistenza da parte dei sindacati. Attriti che hanno portato alla nascita della nuova società Fabbrica Italia Pomigliano, nata per assumere con un nuovo contratto i dipendenti dello stabilimento campano, e che potrebbero portare la Fiat a non iscrivere la nuova società a Confindustria, la confederazione degli industriali (leggi qui per saperne di più).



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Ritratto di bubu
5 agosto 2010 - 12:22
nella prima parte dell'articolo c'è un errore.. invece di Chrysler c'è scritto Chtysler...
Ritratto di Niko46
5 agosto 2010 - 12:39
3
Per l'ennesima volta si ha la dimostrazione di quanto Marchionne sia furbo e di quanto gli italiani siano italioti... e il bello è che hanno sventolato ai 4 venti di quanto sarebbe stata utile la Fabbrica Italia, di quanto avrebbe prodotto e altre bestialità del genere... andimao bene va, ci manca solo che la Punto venga costruita in Germania e poi siamo al completo... bella mi' Fiat... come mi mancano i tempi della crisi in cui costruiva in italia auto italiane per gli italiani... belle per altro...
Ritratto di bubu
5 agosto 2010 - 13:14
ma io mi chiedo se marchionne sta dalla nostra parte oppure no! invece di rilanciare le fabbriche italiane lancia quelle serbe,america e via dicendo... non dico che non dovrebbe farlo però da amministratore delegato di un gruppo automobilistico italiano appare scontato che la priorità dovrebbe essere l'italia no?
Ritratto di ingemix
5 agosto 2010 - 13:23
Ma perché avevano intenzione di produrre la Sebring in Italia?! Muah... Sarà il nuovo gioco delle 3 carte (la 500 per l'America la si produce in Messico perché portarla dall'Europa costerebbe troppo; la Sebring che, presumo, in Europa manco si sappia che esiste INVECE la si sarebbe fatta in Italia; a 'sto punto facciamo le Ferrari in Bangladesh ed il Ducato alle Seychelles....) Intanto l'importante è aver scisso il ramo auto di Fiat ("capisci a me").....
Ritratto di tomkranick
5 agosto 2010 - 14:53
Marchionne ,per quanto criticato anche da me, stavolta ha ragione.Non è possibile che i sindacati rompano i maroni sempre.In Serbia e in Polonia o in Turchia la gente si catapulta nelle fabbriche della Fiat, perchè li lavorare, significa molto;niente sindacati che discutono sulle ferie o sullo scioperareo sull'assenteismo.Certo le prime due cose sno un diritto-dovere per ogni lavoratore, ma la Fiom rischiava di far saltare tutto,suoi e non suoi iscritti.In sintesi il mio commento (reinterpretando quello del Maglione) è:o si lavora senza troppi scioperi , ma neanche con cassa integrazione , o non si lavora affatto.
Ritratto di alberto89
5 agosto 2010 - 15:38
sottoscrivo
Ritratto di Emiliano974
5 agosto 2010 - 16:09
un dogma
Ritratto di bubu
5 agosto 2010 - 18:39
si hai ragione... ma non è un motivo valido per spostare tutte le produzioni fuori dall'Italia chiudendo le nostre fabbriche... e non è nemmeno giusto approfittare delle persone che stanno morendo di fame e che lavorano senza dire una parola e senza lamentarsi solo perchè un pò non conoscono tutte le leggi e un pò perchè hanno o quello o niente....
Ritratto di alberto89
5 agosto 2010 - 15:41
ancora una volta il sindacato si dimostra inutile facendo scappare le aziende e facendo il disinteresse dei lavoratori...e sappiamo tutti a quale sindacato mi riferisco!!!
Ritratto di fimi
6 agosto 2010 - 00:04
Tu saresti disposto a lavorare alle condizioni da schiavo che Marchionne vuole imporre agli operai fiat? Se sei disposto, manda un curriculum a Marchionne che sarà ben felice di assumerti.
Ritratto di alberto89
6 agosto 2010 - 09:55
se per schiavo intendi lavorare dal lunedi al venerdi con eventuale straordinario il sabato senza stare a casa quando gioca la nazionale dichiarandosi in malattia allora si....voglio lavorare da schiavo....
Ritratto di fimi
6 agosto 2010 - 00:02
Bisognerebbe riflettere su un paio di cose. 1. L'Italia è il mercato principale di fiat, quindi se gli operai italiani non acquistano più le scatolette fiat l'azienda fallisce il giorno dopo e Marchionne finisce a lavare i vetri al semaforo. Quindi le minacce di spostare la produzione all'estero sono un boomerang per la fiat. 2. Qualcuno dovrebbe dire al maglioncino blu che la rivoluzione industriale è finita da secoli. Se il maglioncino blu ha bisogno di schiavi mi sa che è arrivato troppo tardi. 3. I sindacati italiani non "rompono i maroni", come dice qualcuno, ma si preoccupano dei diritti di chi lavora in un giorno quanto Marchionne lavora in anno, guadagnando in un anno quanto lui guadagna in un giorno. 4. Se c'è qualcuno che pensa che i sindacati siano inutili allora rinunci volontariamente ai sabati e alle domeniche libere, alle ferie, alle malattia, agli aumenti e allo straordinario e devolva tutto all'azienda per cui lavora o allo Stato. Vorrei veder quanti di quelli che si riempiono la bocca contro i sindacati farebbero questo. 5. Io non ho mai visto un operaio con 10 case, 4 barche e tre elicotteri, mentre il più fesso dei manager, o degli imprenditori, ha 20 case, 4 ville 8 barche e 2 jet. Come mai? Chi paga tutto questo? Forse c'è qualcosa che non va. Non si può pretendere che gli operai si facciano il mazzo gratis, per ingrassare una sparuta minoranza di avvoltoi che sputa nel piatto dove mangia. Riflettete su questo prima di acquistare la prossima auto e poi fate la vostra scelta.
Ritratto di alberto89
6 agosto 2010 - 09:58
non è vero che l'italia è il principale mercato di fiat che invece è il brasile....e comunque senza marchionne la fiat sarebbe gia fallita quindi evitiamo di trascurare quello che ci fa comodo....
Ritratto di money82
11 agosto 2010 - 01:29
1
senza marchionne la fiat non sarebbe fallita di certo...lo stato l' avrebbe risollevata/comprata per la 4° volta...
Ritratto di tomkranick
12 novembre 2010 - 15:00
Be a me risulta che i sindacati non facciano molto:rappresentano chi si fa il "sedere a cappello di prete" (frase che ho tradotto dal volgare), e lo fanno pure male.Un esempio?? In Campania i medici hanno ricevuto lo stipendio solo oggi (dal 27 luglio), e i sindacati (tutti) non hanno mosso un dito.Ci sono state persone che hanno trascorso la notte davanti al palazzo della regione, e i sindacati'? Niente, non hanno aiutato nessuno.Col risultato che adesso nessuno vorrà pagare 25 euro al mese, per essere mal rappresentato o rappresentato per niente. P.S. quello dei medici era solo uno dei casi campani
Ritratto di bananajoe24
6 agosto 2010 - 10:04
in questa storia i sindacati fanno il doppio gioco.........politicanti di m.e.r.d.a.
Ritratto di roberto forlese
6 agosto 2010 - 16:14
speriamo almeno che costruendo all'estero la "Panda" costi 1/3 in meno (il suo reale valore). Non dico che i salari debbano essere "da fame" ma i sindacati non debbono pretendere che gli operari guadagnino quanto un dirigente altrimenti i prezzi delle auto aumenteranno ancora e nessuno le comprerà visto la concorrenza straniera. Anche i dirigenti naturalmente dovrebbero rivedere i loro compensi, altro che 4 case, 8 barche ecc...! Riguardo ai politici penso che non gliene frega un accidente di dove va la FIAT a produrre auto. A chi dice di comprare auto straniere rispondo: se nessuno compra il made in Italy CHIUDIAMO! Insomma ritengo che tutti abbiano ragione per un verso o per un altro ma non è solo il Marchionne l'eventuale responsabile, lui cerca di fare (forse) l'interesse di FIAT. Possiamo dire altrettanto dei sindacati nei confronti di FIAT e quindi dei suoi operai? Grazie!
Ritratto di fimi
7 agosto 2010 - 03:56
Chi di voi ha fatto l'operaio per fiat? Se non siete mai stati operai, per favore non parlate. E' facile parlare quando si ha la pancia piena. Ditelo a agli operai (che secondo alcuni di voi sono dei privilegiati "all inclusive") come è bello vivere senza lavoro. Per me la fiat può andare dove vuole solo se mi fa risparmiare nell'acquisto di una sua auto esattamente la cifra che risparmia pagando un terzo gli operai polacchi o serbi o brasiliani. Se non fa questo, allora la fiat va all'estero solo per ingrassare ancora di più le vacche già grasse (leggi: Dirigenti, AD, ecc.). Infine vorrei vedere una fiat con lo 0,3 del mercato italiano italiano quanto camperebbe. Ce ne vorrebbero di Brasile....
Ritratto di lidel
7 agosto 2010 - 14:43
2
questi sono solo vili ricatti. marchionne vuole continuare a portare il lavoro fuori dall'italia in serbia o dove gli pare? bene! che allora venda le sue macchine di m.e.r.d.a. in quei paesi allo stesso prezzo che pretende di venderle in italia. che poi le fanno pagare tanto quanto costerebbe farle in italia quindi il risparmio non c'è. i sindacati rompono i maroni? inviterei marchionne e i suoi compagni di merende a provare sulla loro pelle la "vita" dell'operaio per un anno e dopo ne riparliamo!

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