Ferrari: le strategie su Portofino e dintorni

14 settembre 2017

Sullo stand Ferrari la protagonista era la nuova Portofino. Di lei e di molto altro abbiamo parlato con i responsabili dell’ingegneria, del design e del marketing.

Ferrari: le strategie su Portofino e dintorni

PARTIAMO DAL NOME  - A margine della presentazione della nuova Ferrari Portofino abbiamo parlato con i manager della casa di Maranello: da sinistra nella foto qui sopra, Michael Leiters (responsabile tecnico), Enrico Galliera (direttore commerciale), Nicola Boari, (alla guida del marketing) e Flavio Manzoni (a capo del design). Parliamo anzitutto del nome: la California è stata un’auto di grande successo, ma a Maranello volevano sottolineare il passaggio a un nuovo modello. Portofino rappresenta il gusto del made in Italy, ma anche il piacere di godersi la vita all’aria aperta.  È qui che in due giorni sono arrivati 1200 clienti per un grande evento che li ha portati a conoscere la nuova granturismo cabrio coupé di casa Ferrari.

COSA RIMANE DELLA CALIFORNIA  - Rispetto al modello di cui raccoglie il testimone, la nuova Ferrari Portofino (qui sotto) cambia sotto molto punti di vista, oltre che nello stile. Michael Leiters, addirittura, dice che “della California è rimasto solo il marchio col Cavallino…”. Tra le principali novità, oltre alle modifiche al motore, ci sono il tetto che si aziona anche in movimento fino a 30 km/h (il movimento richiede 14 secondi, a cui ne vanno aggiunti cinque per abbassare e richiudere i vetri laterali). Nuovo anche il servosterzo elettrico: è il secondo modello Ferrari, dopo la 812 Superfast (ne abbiamo parlato qui) ad adottarlo. In quel caso era abbinato anche alle quattro ruote sterzanti, che nella Portofino non sono necessarie, visto che si tratta di un’auto prestazionale ma non così estrema come la granturismo col motore V12. Tutte le modifiche hanno permesso di guadagnare ben 80 kg rispetto alla California, a beneficio del piacere di guida. 

QUESTIONE DI STILE  - Il capo del design Flavio Manzoni ha tenuto a precisare le sfide che ha portato con sé dare forma alla nuova Ferrari Portofino. Rispetto alla California che aveva una “coda” a sbalzo, la nuova cabrio-coupé ha forme più filanti da due volumi fastback. Questo ha portato ad allungare il lunotto per raccordarlo al cofano del baule, rendendo necessario riprogettare tutto il meccanismo di apertura del tetto. Per dare dinamismo alle forme si è partiti dalla configurazione chiusa, dando alla parte posteriore un aspetto più slanciato.

UNA SUV FERRARI?  - I manager di Maranello sono tornati su un argomento sul quale spesso Sergio Marchionne viene “punzecchiato” dai media, ovvero lo studio di una suv Ferrari, per far concorrenza a case come la Lamborghini, che a fine anno lancerà la Urus (qui per saperne di più). Pur smentendo lo studio di una suv (non potrebbe garantire le doti di guida che ci si aspetta da una Ferrari), i tecnici ammettono che stanno portando avanti dei progetti su nuovi concetti di vetture che oggi non esistono sul mercato. Sul tavolo anche l’argomento dell’ibridizzazione. A proposito, se va considerato che una Ferrari regala emozioni anche attraverso il suo rombo: impossibile quindi pensare a un funzionamento elettrico. Per le stesse ragioni è una eresia parlare di una Ferrari a guida autonoma, anche se i sistemi di sicurezza che supportano il guidatore saranno sempre più presenti.

RIMPIANGENDO LA DINO…  - Altro tema “caldo” a Maranello è l’arrivo di una baby-Ferrari, ispirata alla vecchia Dino. In passato qualche giornalista aveva azzardato l’ipotesi di una sportiva più piccola rispetto all’attuale 488 per competere con auto come la Porsche Cayman o Jaguar F-Type. Su questo argomento la posizione della casa del Cavallino è che potrebbe arrivare un’auto più piccola, ma non per questo meno esclusiva. 

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Ritratto di lucios
18 settembre 2017 - 09:25
4
PORTOFINO. Ma che nome è? Bellissima l'auto ma il nome............