In un mercato che guarda sempre più verso le suv e le crossover, anche le piccole si stanno adeguando, introducendo elementi che richiamano al mondo del fuoristrada su carrozzerie compatte pensate più per trovare facilmente spazio nella “giungla” urbana piuttosto che avventurarsi su sterrati sconnessi. Così, quelle che un tempo si chiamavano utilitarie alzano un po’ la loro altezza da terra e aggiungono delle protezioni in plastica nella parte bassa della carrozzeria.
La Dacia Sandero, nella sua versione Stepway che si distingue dalla Streetway proprio per il suo look da crossover, è da anni uno dei modelli più apprezzati dalla clientela italiana ed europea: fresca di restyling, punta a confermare la sua leadership anche nel 2026. A sfidarla c’è la nuova Fiat Grande Panda, che segna il ritorno del marchio torinese nel segmento B con una proposta dalle tecnologie moderne racchiuse in un aspetto che richiama il passato. Due filosofie che puntano su un prezzo concorrenziale per chi cerca concretezza ma non vuole rinunciare allo stile. Quale ti convince di più?

Con un’operazione nostalgia perfettamente riuscita, i designer del Centro Stile Fiat hanno recuperato sulla Grande Panda le forme del modello originale del 1980 (quello firmato da Giugiaro) e le hanno attualizzate creando una muscolosa veste da mini-crossover che le dona una grande personalità. La carrozzeria si fonda su linee squadrate e tratti decisi e si arricchisce con la scritta “Panda” stampata in bassorilievo sulle portiere. Nelle versioni più accessoriate, i fari sono formati da piccoli “quadratini” di led, che richiamano l’estetica dei videogame vintage.

Di contro, con il recente restyling la Dacia Sandero Stepway risponde con un look più classico e meno “giocoso”. L’aggiornamento ha introdotto la nuova firma luminosa a “T” rovesciata sopra i nuovi fari, che si collega visivamente alla calandra in cui i puntini bianchi portano verso il logo del marchio. La versione Stepway accentua la sua anima crossover con un’altezza da terra generosa, protezioni in plastica grezza (ancora più evidenti che sulla rivale italiana) e le praticissime barre sul tetto modulari, che possono trasformarsi in portapacchi con pochi gesti.

Tra le due, la più compatta è nettamente la Fiat Grande Panda, che con 3,99 metri di lunghezza riesce a stare al di sotto della soglia psicologica dei 4 metri, mentre la Dacia Sandero Stepway arriva a 4,10 metri. Nonostante le forme squadrate e l’aspetto visivamente più massiccio, la citycar italiana è anche un po’ più bassa rispetto alla concorrente rumena (176 cm contro 185), mentre la larghezza è identica al centimetro.

Entrambi i modelli possono vantare tra i bauli più capienti della categoria, ma sebbene sia più compatta è la Grande Panda a sfruttare al meglio lo spazio per i bagagli, arrivando fino a 412 litri nelle varianti a benzina (l’elettrica scende a 361 per l’ingombro delle batterie) contro i 406 litri disponibili sotto al portellone della Sandero Stepway (le versioni a gpl sacrificano ulteriore spazio, toccando i 328 litri).

Sono spaziosi anche gli abitacoli. Quello della Fiat Grande Panda è più sbarazzino, almeno nelle varianti più accessoriate in cui un originale rivestimento in tessuto ricavato dal bambù crea un gradevole effetto legno. Il richiamo alla pista del Lingotto è evidente nella forma ellittica della plancia, che ospita un quadro strumenti digitale e un display centrale da 10,25 pollici (ma sulla versione base al centro c’è solo un supporto per il telefono): qui c’è anche un piacevole “easter egg”, con una vecchia Panda in miniatura che percorre la curva della cornice in cui si trovano gli schermi.

Nonostante la Sandero abbia abbandonato l’immagine low cost che caratterizzava le generazioni precedenti, l’abitacolo della citycar rumena sente un po’ il peso degli anni rispetto a quello della concorrente italiana. Anche in questo caso la versione base di gamma non prevede uno schermo centrale il sistema multimediale, ma qui anche il cruscotto è analogico e comprende un piccolo schermo TFT in mezzo a due strumenti circolari. Salendo di livello si ottengono un display per l’infotainment di 10 pollici e un quadro strumenti digitale di 7 pollici. Non mancano gli accessori YouClip, il sistema del marchio rumeno per fissare diversi complementi in punti chiave dell’abitacolo.

Benzina, ibrido leggero ed elettrico per la Grande Panda; benzina e gpl per la Sandero Stepway: i motori per le due citycar con l’aspetto da crossover sono solo parzialmente sovrapponibili. La Fiat Grande Panda punta forte sull’elettrificazione: il cuore della gamma è il 1.2 mild hybrid da 110 CV abbinato al cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti, fluido e perfetto per la città. Esiste poi la versione 100% elettrica da 113 CV con batteria da 44 kWh (circa 320 km di autonomia dichiarata). Per contenere il prezzo di listino, negli ultimi mesi è stata introdotta anche una variante solamente a benzina, con il 1.2 non elettrificato da 101 CV con cambio manuale, mentre entro la fine dell’anno dovrebbe debuttare la 4x4, in cui il “milledue” si affiancherà a un motore elettrico dedicato alle ruote posteriori.

Nessuna forma di elettrificazione (almeno per ora) invece per la Dacia Sandero Stepway, che con l’aggiornamento dello scorso anno ha di fatto confermato il motori del modello pre-restyling. Tuttavia il 3 cilindri 1.0 delle versioni Eco-G a gpl passa da 100 a 120 CV ed è ora abbinabile anche al cambio a doppia frizione a 6 rapporti, una scelta in più rispetto al manuale con lo stesso numero di marce. Resta in gamma il collaudato 1.0 TCe a benzina da 110 CV, mentre una versione full hybrid è attesa entro la fine del 2026: sarà basata sul motore 4 cilindri 1.8 a benzina da 109 CV a cui si uniranno due motori elettrici (uno da 50 CV e uno starter/generatore ad alta tensione) per un totale di 155 CV, una batteria di 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato.

I listini della Fiat Grande Panda e della Dacia Sandero Stepway parte da cifre molto simili, rispettivamente da 16.900 e 16.500 euro, sebbene il primo si riferisca alla versione a benzina da 101 CV mentre il secondo a quella a gpl da 120 CV. L’allestimento base Essential è previsto sulla Sandero solo sulla Eco-g, mentre la benzina da 110 CV parte dalla versione intermedia Expression. Sulla Grande Panda, invece, i tre allestimenti (Pop, Icon e La Prima) sono disponibili con tutti i motori (ma sull’elettrica quello intermedio di chiama Red).

La Grande Panda ibrida leggera parte invece da 18.900 euro, mentre l’elettrica apre a 23.900 euro. Se si cerca il massimo di ciò che si può avere, la proposta rumena è decisamente più economica: la Sandero Stepway 1.2 TCe Eco-G Extreme con il cambio automatico EDC ha infatti un listino di 20.200 euro, mentre la Grande Panda mild hybrid La Prima costa 23.400 euro, per non parlare della la più costosa elettrica che sfiora i 28.000 euro in versione top di gamma.



































