La Ford ha annunciato che tornerà a correre nella massima categoria del WRC, il mondiale rally dal quale era uscita nel 2012. Negli anni successivi, infatti, è rimasta solo presente come partner di un team privato: la M-Sport. Questo affiancherà la casa americana per i primi due anni (2027 e 2028), in vista di un debutto ufficiale pianificato per il 2029.
Come ha sottolineato Jim Baumbick (il presidente di Ford Europa) durante l’annuncio, questo impegno è “un modo di differenziarsi dai concorrenti, come i cinesi, puntando su una cosa che ha appeal in Europa”. Tanto più che la casa è ben presente nel motorsport: “Abbiamo già la Mustang per la pista e le versioni Raptor per l'offroad e useremo queste esperienze per il rally”.

Se i primi due anni dovrebbero vedere in gara un’evoluzione dell’attuale Puma WRC, nel 2029 sarà il turno di un modello inedito. La casa non ha ancora annunciato quale ma si sa che sarà uno dei cinque compatti con i quali la Ford vuole tornare a puntare sul mercato Europeo. Dopo aver smesso di produrre auto di successo come la Fiesta e la Focus, la casa ha infatti bisogno bisogno di “tornare a vendere” nel nostro continente e lo fa sfruttando il traino del rally, ancora popolare in Europa.
Annunciati pochi mesi fa, i cinque nuovi modelli sono stati anticipati da un’immagine teaser (qui i dettagli): si sa che due saranno elettriche compatte, un derivata dalla Renault 5 (che dovrebbe chiamarsi Fiesta) e una dalla 4. Altre due saranno invece “multienergia” (ovvero con varianti a batteria e ibride) costruite in Europa sfruttando piattaforme e tecnologie della cinese Geely. Il quinto, invece, è 100% Ford: si tratta di un modello inedito e compatto della famiglia Bronco (l’iconico fuoristrada americano). E proprio questo potrebbe essere scelto per correre nel WRC.

Nel 2027, infatti, cambieranno i regolamenti di questo sport e potranno correre auto con carrozzeria di berlina, suv e perfino di prototipo: tutte le vetture, infatti, avranno la medesima cellula di sicurezza tubolare, alla quale saranno attaccati dei sottotelai per le sospensioni specifici per ciascuna casa. Questa scelta, assieme alla scelta di abbandonare la tecnologia ibrida, è volta ad abbassare i costi (c’è un limite di € 345.000 per auto), per favorire una maggiore partecipazione di costruttori: oggi, in pratica, la Toyota corre da sola.





