L’EVA Cab, presentata dalla Geely al Salone di Pechino, vuole essere qualcosa più concreto della “solita” concept car: si tratta infatti di un robotaxi nato per il servizio pubblico e pensato fin dall’inizio per la guida autonoma. Non è quindi un adattamento di un modello esistente, ma la vettura è stata progettata secondo un approccio “nativo” e sviluppata per essere autonoma, con un abitacolo che ripensa gli spazi e un’architettura tecnica dedicata.

Porte scorrevoli elettriche ad ampia apertura e abitacolo con sedute contrapposte trasformano l’EVA Cab in una sorta di lounge viaggiante. La Geely parla di approccio “human-centered”, e il messaggio passa anche attraverso dettagli scenografici come il tetto panoramico Galaxy Skyroof e finiture ispirate all’estetica orientale.
L’obiettivo del colosso cinese è chiaro: portare la versione di serie su strada già nel 2027 e rendere in breve tempo i robotaxi una realtà quotidiana su larga scala.

Sotto la pelle, l’EVA Cab è il primo veicolo al mondo a montare l’architettura elettronica EEA 4.0 a livello quantistico, che promette una sicurezza end-to-end impenetrabile per i dati sensibili e i comandi remoti. Il cuore del sistema è una piattaforma di calcolo che integra chip NVIDIA (SuperChip e Thor U) e Qualcomm Snapdragon 8397, raggiungendo una potenza superiore ai 3.000 TOPS (trillioni di operazioni al secondo).
Questa capacità permette di gestire il World Action Model (WAM), un sistema capace di far dialogare in tempo reale e in modo estremamente preciso lo sterzo, il telaio e i motori. Per analizzare il mondo circostante, il robotaxi della Geely si affida a un sistema Lidar digitale da 2160 linee, capace di scansionare 25,92 milioni di punti al secondo con una portata che arriva a 600 metri.

Grazie al software G-ASD L4, il veicolo è già pronto per servizi di navetta completamente senza conducente su strade pubbliche aperte. Non a caso, la Geely è il primo costruttore globale ad aver ottenuto la certificazione di sicurezza AI ISO 8800.





