Clima teso tra il Governo e Stellantis. In un intervento al Meeting di Rimini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è tornato a “tuonare” contro Stellantis. Urso dà al costruttore automobilistico un vero e proprio ultimatum, chiedendo perentorie risposte sulla fattibilità della Gigafactory di Termoli, in Molise, minacciando di spostare su altri progetti le risorse del PNRR.
Come riportato qui dietro al rinvio della Gigafactory di Termoli da parte dell’Automotive Cells Company (ACC), azienda posseduta al 45% da Stellantis, al 30% dalla Mercedes e al 25%, ci sarebbe il rallentamento della vendita dei veicoli elettrici e i costi elevati, che frenano i piani di sviluppo delle batterie a basso costo. Inizialmente si parlava dell’entrata in funzione dell’impianto dell’aprile del 2026, con l’assunzione di 1.800 persone, ma attualmente è molto complesso definire delle tempistiche verosimili.

Il progetto da circa 2 miliardi della Gigafactory di Termoli prevede un finanziamento statale di 600 milioni di euro, risorse in maggioranza garantite dal PNRR, Piano nazionale di ripresa e resilienza. Stellantis al momento non ha dato alcuna rassicurazione al Governo limitandosi a dichiarare che per l’Italia è stato predisposto un piano di investimenti che sarà rispettato.
Il ministro Urso è poi tornato a criticare le scelte industriali del gruppo, accusandolo di aver ridotto la produzione di auto in Italia nonostante gli sforzi messi in campo dal Governo, sia sotto forma di incentivi che di cassa integrazione a beneficio dei dipendenti. Nei primi sei mesi del 2024 sono state prodotte in Italia 303.510 veicoli contro i 405.870 dello stesso periodo del 2023, un risultato che si traduce in un -25,2%. Secondo le proiezioni delle sigle sindacali il 2024 si chiuderà con un meno 30 per cento rispetto all’anno precedente, sideralmente distante rispetto al milione di veicoli richiesto e auspicato dal ministro Urso.

























