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Gruppo Volkswagen: bocciato il piano di tagli e chiusure (per ora)

Pubblicato 20 luglio 2026

Dietro l'annucio del piano "ridotto" di qualche giorno fa si nasconde il no ottenuto dal consiglio di sorveglianza a quello "lacrime e sangue".

Gruppo Volkswagen: bocciato il piano di tagli e chiusure (per ora)

MURO CONTRO MURO

Non tira una bella aria nei corridoi di Wolfsburg, dove il ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, si è trovato davanti a un ostacolo imprevisto: il consiglio di sorveglianza ha infatti bocciato, con un netto 12 a 7, il suo ambizioso piano di riorganizzazione. A sbarrare la strada al manager è stata la storica "Legge Volkswagen", una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia.

Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica in rappresentanza dei lavoratori, ha guidato l’opposizione interna insieme al ministro Olaf Lies, impedendo la chiusura di quattro impianti tedeschi e il taglio immediato di 100.000 posti di lavoro. Per tentare di ricucire lo strappo, il ceo incontrerà i dipendenti ad agosto: sarà a Wolfsburg il 25 e a Zwickau ed Emden il giorno successivo per rispondere a oltre 80 quesiti posti dai lavoratori, preoccupati per un futuro che appare quanto mai incerto.

SFORBICIATA ALLE SPESE

Con le mani legate sulle chiusure degli stabilimenti, Blume è stato costretto a ripiegare su misure che non richiedono il via libera del Consiglio (qui per saperne di più). La ricetta per riportare i conti in attivo è drastica: la gamma dei modelli attualmente in produzione (circa 150) verrà dimezzata, mentre la complessità delle varianti e delle personalizzazioni sarà ridotta del 75%.

L’obiettivo è recuperare il 20% delle spese generali di gruppo per tornare a essere competitivi contro i rivali, specialmente quelli cinesi che stanno erodendo quote di mercato fondamentali. Anche la capacità produttiva globale subirà un forte ridimensionamento, scendendo dai 12 milioni di veicoli all’anno dell’era pre-pandemia a soli 9 milioni.

Blume ha iniziato a parlare di “soluzioni più intelligenti” rispetto alla dismissione dei siti, ma la pressione degli investitori e delle famiglie Porsche e Piëch rimane altissima, dato che il titolo è crollato ai minimi degli ultimi 16 anni e l’utile netto è sceso del 28% nell’ultimo trimestre.

RISCHI ANCHE IN ITALIA

Se da un lato le chiusure totali sembrano scongiurate per ora, lo spettro dei licenziamenti resta enorme. Le stime parlano di una cifra compresa tra 100.000 e 140.000 esuberi totali entro il 2030, una quota che rappresenterebbe circa il 20% della forza lavoro globale del gruppo.

Tra le ipotesi sul tavolo per salvare alcuni siti compare la riconversione industriale: lo stabilimento di Osnabrück, per esempio, potrebbe essere riconvertito alla logistica per la difesa o alla produzione di batterie per droni militari. Questa crisi, tuttavia, non è solo un affare tedesco. L’allarme è scattato anche in Italia, specialmente in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

I fornitori italiani di componentistica esportano verso la Germania circa 5 miliardi di euro di prodotti ogni anno, destinati principalmente a Volkswagen, BMW e Mercedes. Un rallentamento così marcato di Wolfsburg rischia di travolgere un tessuto industriale composto da circa 5.000 aziende e 160.000 addetti, rendendo la crisi dell'auto un problema che bussa anche alle nostre porte.



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Ritratto di shpartalloj harabela
20 luglio 2026 - 12:34
1
vuoi che tra i 160.000 italiani che potrebbero venire coinvolti da questa crisi non ci sia un manipolo di fresconi che si sono recentemente "regalati" una fiammante cialtronata cinese di cui vanno molto fieri? bravi, quando sarete in cassa integrazione avrete anche il tempo per farci tanti giretti e di giocare con tutte le app e sditazzare tutto il display da 50" con le manine unte
Ritratto di sfides
20 luglio 2026 - 13:47
si vedono tante auto cinesi grandi, moderne ed “economiche” Così come si comprano migliaia di amenicoli inutili, lo stesso vale per le auto Ma il mondo va così ora, conta solo apparire. Le auto sono diventate grandi elettrodomestici (la maggior parte brutti, inutili e ingombranti) Super tecnologiche per divertirsi la prima settimana e poi usare sempre le stesse due/tre funzioni. Continuando così la maggior parte delle auto che si vedranno saranno cinesi e la maggior parte delle persone sempre più povere e ancor più “costretti” a prendere cose di bassa qualità…
Ritratto di Euro7
20 luglio 2026 - 14:38
​"È così da sempre: ci si scandalizza per le auto cinesi mentre si scrive da uno smartphone prodotto in Cina, indossando vestiti fatti in Cina e usando elettrodomestici cinesi. Il mercato è globale da decenni per tutto: fa sorridere che l'indignazione scatti solo per il settore automotive. Se un prodotto offre un rapporto qualità-prezzo migliore, perché mai dovrei spendere di più per qualcosa di inferiore? Se il progresso non serve a offrire soluzioni più efficienti e accessibili, allora dov'è?"
Ritratto di Euro7
20 luglio 2026 - 14:41
​Per anni siamo stati felicissimi di vendergli le nostre auto a caro prezzo; ora che hanno imparato a costruirsele da soli — e in molti casi meglio e a meno — ci si arrabbia. Ma di chi è la colpa? ​Se un prodotto offre un rapporto qualità-prezzo migliore, perché mai un consumatore dovrebbe spendere di più per qualcosa di inferiore?
Ritratto di Leonubi75
20 luglio 2026 - 15:08
Quindi la colpa sarebbe di chi ha comprato Cinese, non dei manager lungimiranti Volkswagen che sono quasi riusciti a far fallire una potenza con scelte a dir poco da dilettanti. Dieselgate ecc è colpa del consumatore, non di chi ha avvallato questa truffa. Ora dovremmo metterci a piangere per volksvagen, che ti vendeva l'accendisigari a caro prezzo o lo specchietto nell'aletta parasole al costo di un rene? Le fabbriche italiane dovrebbero proporsi ai Cinesi che stanno per sbarcare con le loro fabbriche in EU, anche perchè molti di questi prodotti avevano poi parti fabbricate in Cina!
Ritratto di ManuF
21 luglio 2026 - 10:16
+1
Ritratto di Fulminato
20 luglio 2026 - 18:39
E quindi 30 000 carte per una Polo per salvare l'indotto? ma de che?
Ritratto di GregorSamsa
21 luglio 2026 - 20:17
Griderei più allo scandalo per l'imposizione da parte di Stellantis ai ns. produttori di componentistica, di delocalizzare le produzioni in Algeria e Marocco. Poi com'è noto ci sono dei costruttori cinesi che hanno invase di avvio la produzione in UE che hanno stipulato contratti di fornitura con produttori italiani di componentistica, di stampi per le carrozzerie (Prima Industrie di Torino), di freni (Brembo) e pneumatici. (Pirelli)
Ritratto di telemo
20 luglio 2026 - 12:36
L'unione europea con il suo manoscritto Green Deal, sta portando al martirio tutte le aziende del comparto automobilistico Europeo. Saranno fieri i fanatisti dell'ambiente e i loro sciocchi seguaci al guinzaglio.
Ritratto di MXcinquista
20 luglio 2026 - 12:46
2
C'è poco di cui essere fieri, se riconvertono le fabbriche per fare "difesa" (mi piace come si eviti di parlare di industria bellica che fa un sacco di morti), sai quanto inquinamento inutile finalizzato solo a tenere aperta una fabbrica? Dove sono gli ambientalisti quando vengono prese scelte simili? Il tutto per produrre armi per ammazzarsi a vicenda, che inquinano molto di più di quello che inquino io tra auto e flatulenze in 10 anni. Vigliacchi
Ritratto di giocchan
20 luglio 2026 - 14:35
oh telemo - welcome back! Scrivevi con un'altro profilo o sei sparito da un po'?
Ritratto di Quello la
20 luglio 2026 - 12:49
Va a finire che non è il costo del lavoro o l’imposizione fiscale la vera zavorra di VW (frasi ad effetto sempre utili anche da queste parti), ma le cento varianti di decine di prodotti che - alla fine - non si vendono. Forse non ci sarà più la barbon edition con copricerchi in cellophane che - con un minimo di accessori - raddoppia di prezzo, ma, come cinesi e giapponesi (per ragioni logistiche) modelli con allestimenti più o meno chiusi ad un prezzo più accessibile. Io continuo a sognare :-)
Ritratto di Edo-R
20 luglio 2026 - 20:51
Dici caro Quello La che vedremo la Golf a 25 k? O sempre 40k ma per loro gli ritorna di più? :)
Ritratto di Fortesque
20 luglio 2026 - 14:06
Il marchio è salvo…hanno appena lanciato una linea di bici elettriche (tristi e bruttine a dir la verità) marchiate VW che sono il manifesto della mobilità urbana per come la intende l’azienda…
Ritratto di Doraemon
20 luglio 2026 - 14:23
Scusate ma perché dovrei comprare una VW sovraprezzata quando con meno posso acquistare una vettura che svolge le stesse funzioni ed ha più spazio dentro? A prescindere dallo stile tutto display delle cinesi, siete mai saliti su una cinese? Spazio extra per le gambe dietro, passo lungo, carreggiate ampie, insonorizzazione curata, sedili morbidi, cambi automatici. Oltretutto quelle del gruppo saic sono praticamente delle VW perche la Saic produce le VW per la cina e ha tutto il knowhow. Della VW salverei solo l’icona Golf. Sale do sulla Polo, dietro, avevo le ginocchia in bocca in pratica, e l’auto e lunga ben piu di 4 m. Tutto il reparto elettrico lo manderei subito in pensione, è totalmente fuori scala prezzo e poi monta ancora solo batterie NMC e non le piu resistenti LFP.
Ritratto di MXcinquista
21 luglio 2026 - 11:36
2
Mia sorella ha una MG ZS, ci sono stato dentro, è la stessa paccottiglia che producono tutti, ma almeno ha un prezzo decente, se non ridimensioniamo i prezzi delle vetture in europa facciamo prima a chiudere baracca e burattini, semplicemente non siamo più competitivi
Ritratto di GregorSamsa
21 luglio 2026 - 20:28
Esatto, e per dirla tutta la Polo termica oggi viene prodotta in Sudafrica e prossimante la produzione Golf sara delocalizzata in Messico; questi parlano di chiusure in Germania quando hanno raddoppiato l'impianto in Spagna ed hanno delocalizzato le produzioni in Slovacchia ed Ungheria; vedi caso tre paesi dove i costi energetici e gli stipendi degli operai sono molto più bassi che in Germania. Poi se VAG si trova in quelle condizioni è colpa solo delle sue scelte: hanno ignorato il full hybrid per 29 anni (lo stanno mettendo in produzione ora) lasciando il mercato in mano a Toyota/Lexus/Honda/Kia/Hyundai/ e recentemente anche a Renault ed MG; hanno continuato imperterriti a produrre diesel inquinanti pagando sanzioni per le emissioni ed acquistando crediti green da Tesla e BYD; commercialmente poi hanno esagerato gonfiando i prezzi, creando troppe varianti di prodotto con optional e pacchetti di optional carissimi e dal basso costo industriale; alla fine si sono messi a vendere sull'ordinato; e meno produci più costa produrre. Vogliamo parlare delle loro EV giudicate in Cina tecnologicamente arretrate e con linee da anziani? Avevano l'obiettivo di venderne 1 milione e ne hanno vendute 115.000. Ora sono corsi ai ripari riprogettando le gamme ad hoc per la Cina con gli storici partner cinesi; ed ora pare che vogliano importare in UE quei modelli dalla Cina; ovviamente non caleranno i prezzi rispetto a quelli prodotti in UE. Chi è causa del sui mal pianga sé stesso.
Ritratto di MXcinquista
22 luglio 2026 - 10:19
2
Questo è quello che succede quando ti opponi con tutte le forze ad una tecnologia, per poi iniziare investirci con 10 anni di ritardo e iniziare a t.i.r.a.r.e fuori comunicati stampa per sbandierare al mondo che si cambia strategia ad ogni trimestre; se le aziende automobilistiche parlassero di più con la politica si eviterebbero queste figure barbine, per di più dicono una cosa e poi se la rimangiano dopo qualche giorno, segno che nemmeno loro sanno cosa fare; meno manager e più gente che lavora sul serio, questo ci vuole nell'industria automotive, così tagliando un po' di dividendi e un po' di stipendi di dirigenti, magari si riesce a tornare a vedere le auto a cifre congrue mantenendo un minimo di marginalità
Ritratto di AZ
20 luglio 2026 - 14:28
Prima si muove il proprio sedere e si trova il coraggio per azzerare i dividendi agli azionisti e tutti i bonus a tutti i dipendenti, poi si procede con il taglio degli stipendi a partire dai dirigenti. Bene l'idea di ridurre la complessità dei modelli. Alcune fabbriche andrebbero vendute al ministero della difesa per produrre armi.
Ritratto di 02-0xygenerator
20 luglio 2026 - 14:30
Inutile star lì a menare il torrone. Tutte le case dovranno fare tagli. La concorrenza non risparmierà nessuno. Volks compresa. Tra un po han piú dipendenti che auto vendute…..
Ritratto di Miti
21 luglio 2026 - 13:33
Si può sempre tornare al 1.6 o 2.0 TDI
Ritratto di 02-0xygenerator
22 luglio 2026 - 10:11
Da vendersi dove e a chi ? Forse non ha capito che non basta vendere le auto in Europa, a queste multinazionali per stare in piedi. Esattamente come a Fiat non bastava vendere le auto solo in Italia. L’accanimento sul diesel è la causa primaria dei problemi di Volks e Stellantis. Hanno 30 anni di ritardo sul full hybrid e altri 20 sull’elettrico, cioè sul futuro dell’automotive. Se insistono a fare kalzate vanno gambe all’aria.
Ritratto di Miti
22 luglio 2026 - 16:35
Qui ci troviamo d'accordo. Dicevo prima in un altro articolo... La Cina sfornato nel 2025 circa 30 auto nuove al mese con un totale di 350-360 unità. Negli stati uniti 30 vetture tra nuove o restiling nello stesso periodo. È roba da fare paura. Dire che tutte quante sono scarse , che non faranno numeri come sento di continuo per me è da suicidio. Sono sul orlo del fallimento praticamente aspettando o che lo stato o Europa intervengano. Poi ? Poi succederà il modello Elkann o buonuscita d'emergenza per i manager.
Ritratto di Miti
22 luglio 2026 - 16:37
Sono sul orlo del fallimento praticamente aspettando o che lo stato o Europa intervengano... intendevo dire l'industria europea di settore.
Ritratto di 02-0xygenerator
23 luglio 2026 - 08:24
Di sicuro
Ritratto di 02-0xygenerator
23 luglio 2026 - 08:29
Devo tornare in concessionaria a guidare la Xpeng g60 che ho visto. Per avere una bmw pari livello di quel che ho visto e provato come interni, comandi e software dovrei spendere almeno 80/90 k €. Costa quasi la metà
Ritratto di Miti
23 luglio 2026 - 09:59
Sicuramente c'è tanta cianfrusaglia nell'industria auto cinese, probabilmente venduta localmente, e la vedo piuttosto normale. Non è che Stellantis o Renault abbiano venduto o vendano esclusivamente roba di super qualità. Ma hanno anche diverse punte di eccellenza e, comunque, in un numero abbastanza elevato. La cosa più stupida che potevano fare i tedeschi, che io personalmente non ho mai capito, è stata l'ingenuità. Come tutto l'Occidente. Credere che la Cina ti avrebbe accolto a braccia aperte per il resto della vita sulla Terra. Ma come si fa a essere così stupidi? O magari è andata diversamente... Io CEO mi faccio i miei soldini in Cina o con la Cina fin quando si può, poi una volta che la carrozza non va più mollo, mi prendo il buonuscita e che si arrangino. E tutto mentre sto vendendo in Europa per decenni, mano nella mano coi politici, auto praticamente senza futuro solo per fare mega numeri e dire "siamo più forti della Toyota".Tutto e tutti al gasolio, godiamoci la coppia. Cambio praticamente la visione automobilistica di un intero continente solo per fare grana, a chi importava dell'aria inquinata, delle malattie o del resto? "Siamo i migliori nel diesel, das Auto". Poi un giorno il tuo amico yankee ti fa lo scherzetto. Perché va bene la BMW, la Mercedes e (forse) l'Audi... ma la VAG? E poi cosa, facciamo entrare chi? La Seat, la Skoda? Adesso si sono trovati in mezzo alla m ??? Anche il cane del mio vicino sarebbe più lungimirante nel management/marketing ... Perdere la continuità della qualità della manodopera europea, mettere a rischio tutto e tutti ?
Ritratto di 02-0xygenerator
23 luglio 2026 - 11:48
Dal comportamento tenuto, a mio avviso, costruttori americani ed europei sapevano che la Cina prima o poi sarebbe arrivata. E sapevano evidentemente che sarebbe stato impossibile contrastarla. E han grattato il fondo del barile prima di alzare le mani e arrendersi. D’altronde i cinesi sono 1 persona su 6 nel mondo. È ovvio che contino di più ed abbiano un’economia più forte di un paese come il nostro o di un paese anche unito come l’Europa. Nel mondo c’è una persona europea ogni 11. La sproporzione rimane. Se a questo ci aggiunge le capacità che loro dimostrano e quelle che noi non dimostriamo, l’unione che loro dimostrano e quella che noi non dimostriamo…….logico che abbiamo abbandonato la nave, senza sparare un colpo. Lo predisse Napoleone Bonaparte nel 1800. “ Quando la Cina si sveglierà, il mondo tremerà”. Si son svegliati.
Ritratto di Miti
23 luglio 2026 - 16:30
Mi trovi assolutamente d'accordo con te. Mi fai venire in mente una frase di Michael Moore nel giorno in cui è stato confermato Trump come vincitore delle elezioni per il suo primo mandato: "How the fuck did we get here?" (dal suo film Fahrenheit 11/9). Farei la stessa domanda a tutto il mondo politico ed economico che governa l'Europa, come accidenti siamo arrivati a questo punto? Come farà l'Europa a recuperare un handicap del genere? E con chi? Molti giovani vanno a scuola perché spinti dai genitori, ma se ne rendono conto solo dopo che la scuola serve davvero, quando però è ormai tardi. Finiscono per fare lavori completamente scadenti o a non fare nulla. Senza studiare non c'è più nulla per loro, se non la delinquenza o a fare gli "influencer" su OnlyFans. La ricerca in questa comunità è ridotta ormai a poco o nulla, a causa della mancanza di fondi e di una burocrazia esagerata che soffoca qualsiasi idea d'impresa. Sponsorizziamo i partiti più di quanto facciamo con la scuola e la ricerca messe insieme. Quando "litigo" con te non è perché voglio rinegare l'Europa ma perché l'ho vedo semplicemente sgretolandosi da tutti i punti di vista.
Ritratto di 02-0xygenerator
24 luglio 2026 - 08:30
Ah su questo, concordo. Io vorrei veramente un’Europa unita stile USA. Con meno armamenti magari e senza un Trump, grazie :-)))))
Ritratto di Trattoretto
20 luglio 2026 - 14:31
I sindacati sperano che pantalone (il Lander o lo Stato centrale) paghino un aumento di capitale, come già successo con Renault, per mantenere il baraccone per altri tot anni che mancano alla pensione dei sindacalisti.
Ritratto di giocchan
20 luglio 2026 - 14:47
"A sbarrare la strada al manager è stata la storica "Legge Volkswagen", una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia." che situazione paradossale. Di fatto, rende VW un costruttore semi-statale - per parlare in termini automobilistici, molto più tipo Dongfeng / SAIC / Changan / Chery che a BYD / Geely. Quando le cose vanno bene, nemmeno te ne accorgi che VW è "statalizzata"... ma ora che le cose vanno male ecco che hai le mani legate (anzi, legatissime), e questa situazione diventa una zavorra infinita. Forse con le fabbriche militari si risolverà il problema... oramai la produzione è sparsa per il mondo (Spagna, Sud Africa, ecc...), non puoi pensare di riportare tutti quei modelli in Germania. Alla fine, VW farà una via di mezzo: un po' di "riconversione militare", un po' di modelli nuovi fabbricati in Germania con margini molto più ridotti... Sicuramente per gli azionisti sarà un brutto colpo: dopo il caso-Tavascan (fabbricata in Cina e venduta in EU... da quest'anno, SENZA pagare dazi), VW si stava preparando per vendere in EU, con ampi margini, modelli fabbricati in Cina (ID.Unyx, ecc... magari facendo in EU giusto un minimo di assemblaggio). Ora tutti questi conti rischiano di saltare.
Ritratto di GregorSamsa
21 luglio 2026 - 20:31
Ma poi a che prezzo hanno proposto la Tavscan, che ha gli stessi cosi di produzione di MG, Geely, BYD, ecc.? Non certo ai prezzi delle cinesi importate da noi, ma ai soliti prezzi da boutique.
Ritratto di giocchan
22 luglio 2026 - 00:32
Era parte dell'accordo con l'UE: ti levo i dazi se investi in europa (cosa che ovviamente VW fa) e se ti impegni a vendere le tue auto a un non meglio precisato "prezzo minimo" www.alvolante.it/news/dazi-sulle-auto-cinesi-stop-se-ci-sara-un-prezzo-minimo-410791 Una roba con una discrezionalità infinita... tra l'altro ancora più "shady" grazie al fatto che le trattative sono portate avanti caso per caso, e risolte in forma privata (a oggi gli accordi su Tavascan non sono stati resi pubblici).
Ritratto di NITRO75
20 luglio 2026 - 15:48
Quindi ora cosa faranno? Incentivi all'uscita dal lavoro e non riassunzione, acuisti di componenti delle vetture da produttori più economici, assemblaggi con elementi più economici (quello è evidente una Volks di oggi non è certo una Volks degli anni 2000) ed un ritocchino ai prezzi non lo vuoi fare?
Ritratto di Alexspc79
20 luglio 2026 - 16:48
14
ma skifezza di marchio scadente
Ritratto di AlphAtomix
21 luglio 2026 - 09:21
e via che si vola dritti verso il fallimento :) Dopo di loro fallirà la banca tedesca che è sommersa dai loro debiti ed a cascata un bel default della germania con conseguente terzo mondo per tutta l'europa. Tutto per la legge wv
Ritratto di Sherburn
21 luglio 2026 - 15:52
Il problema è che poi cercheranno di rimediare con una sfoltita, cercando una qualche occasione per usare i Leopard.
Ritratto di GIACOMO DOMENICO STINCONE
21 luglio 2026 - 17:59
ricordo una crisi precedente, forse negli anni 80. in ww siglarono contratti di solidarieta che prevedevano riduzioni sostenibili di stipendi. la cosa sembra funziono', e funziono' molto bene, perche si ripresero piu forti di prima. ovviamente le riduzioni furono commisurate agli importi degli stipendi.
Ritratto di Lorenz99
21 luglio 2026 - 21:43
BLUME SULLA COMUNICAZIONE E SCARSO.NON PUOI TIRARE COSÌ LA BOMBA DEI 100000 LICENZIATI. SU QUESTO DEVE IMPARARE DA EL KAN E TAVARES. SONO PARTITI CON DICHIARAZIONI DI PRODURRE 1MILIONE DI AUTO IN ITALIA, E OGNI ANNO AD OGNI CALO PARLANO DI ILLUSORI PIANI DI RILANCI, PER ARRIVARE L'ANNO SCORSO A PRODURRE SOLO 213000 AUTO, PRATICAMENTE A LIVELLO DI BELGIO. LA SITUAZIONE É CHIARA, IN QUESTO MODO L'AUTO EUROPEA SCOMPARE. E LA COSA STA BENE ATUTTI, LA UE, NON MUOVE UN DITO, I COSTRUTTORI SI FARANNO 2 CONTI E CAPIRANNO CHE TRASFORMANDOSI IN MEGA DR PORTERANNO COMUNQUE UN TOZZO DI PANE A CASA SENZA TANTE COMPLICAZIONI E DIPENDENTI. E INFINE IL POPOLO, CHE CONTINUA A COMPRARE CINESE ILLUDENDOSI DI FARE L'AFFARE, POI MORTI GLI EUROPEI VEDRANNO I PREZZI REALI,NON PIÙ FORAGGIATI DAL GOVERNO. MENTRE I CITTADINI CINESI ,PIÚ FURBI E LUNGIMIRANTI DI NOI COMPRANO LE LORO AUTO.IO CONTINUERÓ A NON COMPRARE MADE IN CHINA, (ALMENO NEI SETTORI DOVE RESTA UN ALTERNATIVA).

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