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Gruppo Volkswagen: bocciato il piano di tagli e chiusure (per ora)

Pubblicato 20 luglio 2026

Dietro l'annucio del piano "ridotto" di qualche giorno fa si nasconde il no ottenuto dal consiglio di sorveglianza a quello "lacrime e sangue".

Gruppo Volkswagen: bocciato il piano di tagli e chiusure (per ora)

MURO CONTRO MURO

Non tira una bella aria nei corridoi di Wolfsburg, dove il ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, si è trovato davanti a un ostacolo imprevisto: il consiglio di sorveglianza ha infatti bocciato, con un netto 12 a 7, il suo ambizioso piano di riorganizzazione. A sbarrare la strada al manager è stata la storica "Legge Volkswagen", una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia.

Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica in rappresentanza dei lavoratori, ha guidato l’opposizione interna insieme al ministro Olaf Lies, impedendo la chiusura di quattro impianti tedeschi e il taglio immediato di 100.000 posti di lavoro. Per tentare di ricucire lo strappo, il ceo incontrerà i dipendenti ad agosto: sarà a Wolfsburg il 25 e a Zwickau ed Emden il giorno successivo per rispondere a oltre 80 quesiti posti dai lavoratori, preoccupati per un futuro che appare quanto mai incerto.

SFORBICIATA ALLE SPESE

Con le mani legate sulle chiusure degli stabilimenti, Blume è stato costretto a ripiegare su misure che non richiedono il via libera del Consiglio (qui per saperne di più). La ricetta per riportare i conti in attivo è drastica: la gamma dei modelli attualmente in produzione (circa 150) verrà dimezzata, mentre la complessità delle varianti e delle personalizzazioni sarà ridotta del 75%.

L’obiettivo è recuperare il 20% delle spese generali di gruppo per tornare a essere competitivi contro i rivali, specialmente quelli cinesi che stanno erodendo quote di mercato fondamentali. Anche la capacità produttiva globale subirà un forte ridimensionamento, scendendo dai 12 milioni di veicoli all’anno dell’era pre-pandemia a soli 9 milioni.

Blume ha iniziato a parlare di “soluzioni più intelligenti” rispetto alla dismissione dei siti, ma la pressione degli investitori e delle famiglie Porsche e Piëch rimane altissima, dato che il titolo è crollato ai minimi degli ultimi 16 anni e l’utile netto è sceso del 28% nell’ultimo trimestre.

RISCHI ANCHE IN ITALIA

Se da un lato le chiusure totali sembrano scongiurate per ora, lo spettro dei licenziamenti resta enorme. Le stime parlano di una cifra compresa tra 100.000 e 140.000 esuberi totali entro il 2030, una quota che rappresenterebbe circa il 20% della forza lavoro globale del gruppo.

Tra le ipotesi sul tavolo per salvare alcuni siti compare la riconversione industriale: lo stabilimento di Osnabrück, per esempio, potrebbe essere riconvertito alla logistica per la difesa o alla produzione di batterie per droni militari. Questa crisi, tuttavia, non è solo un affare tedesco. L’allarme è scattato anche in Italia, specialmente in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

I fornitori italiani di componentistica esportano verso la Germania circa 5 miliardi di euro di prodotti ogni anno, destinati principalmente a Volkswagen, BMW e Mercedes. Un rallentamento così marcato di Wolfsburg rischia di travolgere un tessuto industriale composto da circa 5.000 aziende e 160.000 addetti, rendendo la crisi dell'auto un problema che bussa anche alle nostre porte.



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Ritratto di shpartalloj harabela
20 luglio 2026 - 12:34
1
vuoi che tra i 160.000 italiani che potrebbero venire coinvolti da questa crisi non ci sia un manipolo di fresconi che si sono recentemente "regalati" una fiammante cialtronata cinese di cui vanno molto fieri? bravi, quando sarete in cassa integrazione avrete anche il tempo per farci tanti giretti e di giocare con tutte le app e sditazzare tutto il display da 50" con le manine unte
Ritratto di sfides
20 luglio 2026 - 13:47
si vedono tante auto cinesi grandi, moderne ed “economiche” Così come si comprano migliaia di amenicoli inutili, lo stesso vale per le auto Ma il mondo va così ora, conta solo apparire. Le auto sono diventate grandi elettrodomestici (la maggior parte brutti, inutili e ingombranti) Super tecnologiche per divertirsi la prima settimana e poi usare sempre le stesse due/tre funzioni. Continuando così la maggior parte delle auto che si vedranno saranno cinesi e la maggior parte delle persone sempre più povere e ancor più “costretti” a prendere cose di bassa qualità…
Ritratto di Euro7
20 luglio 2026 - 14:38
​"È così da sempre: ci si scandalizza per le auto cinesi mentre si scrive da uno smartphone prodotto in Cina, indossando vestiti fatti in Cina e usando elettrodomestici cinesi. Il mercato è globale da decenni per tutto: fa sorridere che l'indignazione scatti solo per il settore automotive. Se un prodotto offre un rapporto qualità-prezzo migliore, perché mai dovrei spendere di più per qualcosa di inferiore? Se il progresso non serve a offrire soluzioni più efficienti e accessibili, allora dov'è?"
Ritratto di Euro7
20 luglio 2026 - 14:41
​Per anni siamo stati felicissimi di vendergli le nostre auto a caro prezzo; ora che hanno imparato a costruirsele da soli — e in molti casi meglio e a meno — ci si arrabbia. Ma di chi è la colpa? ​Se un prodotto offre un rapporto qualità-prezzo migliore, perché mai un consumatore dovrebbe spendere di più per qualcosa di inferiore?
Ritratto di Leonubi75
20 luglio 2026 - 15:08
Quindi la colpa sarebbe di chi ha comprato Cinese, non dei manager lungimiranti Volkswagen che sono quasi riusciti a far fallire una potenza con scelte a dir poco da dilettanti. Dieselgate ecc è colpa del consumatore, non di chi ha avvallato questa truffa. Ora dovremmo metterci a piangere per volksvagen, che ti vendeva l'accendisigari a caro prezzo o lo specchietto nell'aletta parasole al costo di un rene? Le fabbriche italiane dovrebbero proporsi ai Cinesi che stanno per sbarcare con le loro fabbriche in EU, anche perchè molti di questi prodotti avevano poi parti fabbricate in Cina!
Ritratto di ManuF
21 luglio 2026 - 10:16
+1
Ritratto di Fulminato
20 luglio 2026 - 18:39
E quindi 30 000 carte per una Polo per salvare l'indotto? ma de che?
Ritratto di telemo
20 luglio 2026 - 12:36
L'unione europea con il suo manoscritto Green Deal, sta portando al martirio tutte le aziende del comparto automobilistico Europeo. Saranno fieri i fanatisti dell'ambiente e i loro sciocchi seguaci al guinzaglio.
Ritratto di MXcinquista
20 luglio 2026 - 12:46
2
C'è poco di cui essere fieri, se riconvertono le fabbriche per fare "difesa" (mi piace come si eviti di parlare di industria bellica che fa un sacco di morti), sai quanto inquinamento inutile finalizzato solo a tenere aperta una fabbrica? Dove sono gli ambientalisti quando vengono prese scelte simili? Il tutto per produrre armi per ammazzarsi a vicenda, che inquinano molto di più di quello che inquino io tra auto e flatulenze in 10 anni. Vigliacchi
Ritratto di giocchan
20 luglio 2026 - 14:35
oh telemo - welcome back! Scrivevi con un'altro profilo o sei sparito da un po'?
Ritratto di Quello la
20 luglio 2026 - 12:49
Va a finire che non è il costo del lavoro o l’imposizione fiscale la vera zavorra di VW (frasi ad effetto sempre utili anche da queste parti), ma le cento varianti di decine di prodotti che - alla fine - non si vendono. Forse non ci sarà più la barbon edition con copricerchi in cellophane che - con un minimo di accessori - raddoppia di prezzo, ma, come cinesi e giapponesi (per ragioni logistiche) modelli con allestimenti più o meno chiusi ad un prezzo più accessibile. Io continuo a sognare :-)
Ritratto di Edo-R
20 luglio 2026 - 20:51
Dici caro Quello La che vedremo la Golf a 25 k? O sempre 40k ma per loro gli ritorna di più? :)
Ritratto di Fortesque
20 luglio 2026 - 14:06
Il marchio è salvo…hanno appena lanciato una linea di bici elettriche (tristi e bruttine a dir la verità) marchiate VW che sono il manifesto della mobilità urbana per come la intende l’azienda…
Ritratto di Doraemon
20 luglio 2026 - 14:23
Scusate ma perché dovrei comprare una VW sovraprezzata quando con meno posso acquistare una vettura che svolge le stesse funzioni ed ha più spazio dentro? A prescindere dallo stile tutto display delle cinesi, siete mai saliti su una cinese? Spazio extra per le gambe dietro, passo lungo, carreggiate ampie, insonorizzazione curata, sedili morbidi, cambi automatici. Oltretutto quelle del gruppo saic sono praticamente delle VW perche la Saic produce le VW per la cina e ha tutto il knowhow. Della VW salverei solo l’icona Golf. Sale do sulla Polo, dietro, avevo le ginocchia in bocca in pratica, e l’auto e lunga ben piu di 4 m. Tutto il reparto elettrico lo manderei subito in pensione, è totalmente fuori scala prezzo e poi monta ancora solo batterie NMC e non le piu resistenti LFP.
Ritratto di AZ
20 luglio 2026 - 14:28
Prima si muove il proprio sedere e si trova il coraggio per azzerare i dividendi agli azionisti e tutti i bonus a tutti i dipendenti, poi si procede con il taglio degli stipendi a partire dai dirigenti. Bene l'idea di ridurre la complessità dei modelli. Alcune fabbriche andrebbero vendute al ministero della difesa per produrre armi.
Ritratto di 02-0xygenerator
20 luglio 2026 - 14:30
Inutile star lì a menare il torrone. Tutte le case dovranno fare tagli. La concorrenza non risparmierà nessuno. Volks compresa. Tra un po han piú dipendenti che auto vendute…..
Ritratto di Trattoretto
20 luglio 2026 - 14:31
I sindacati sperano che pantalone (il Lander o lo Stato centrale) paghino un aumento di capitale, come già successo con Renault, per mantenere il baraccone per altri tot anni che mancano alla pensione dei sindacalisti.
Ritratto di giocchan
20 luglio 2026 - 14:47
"A sbarrare la strada al manager è stata la storica "Legge Volkswagen", una norma che richiede una maggioranza qualificata dei due terzi per le decisioni più drastiche, concedendo di fatto un potere di veto ai sindacati e al Land della Bassa Sassonia." che situazione paradossale. Di fatto, rende VW un costruttore semi-statale - per parlare in termini automobilistici, molto più tipo Dongfeng / SAIC / Changan / Chery che a BYD / Geely. Quando le cose vanno bene, nemmeno te ne accorgi che VW è "statalizzata"... ma ora che le cose vanno male ecco che hai le mani legate (anzi, legatissime), e questa situazione diventa una zavorra infinita. Forse con le fabbriche militari si risolverà il problema... oramai la produzione è sparsa per il mondo (Spagna, Sud Africa, ecc...), non puoi pensare di riportare tutti quei modelli in Germania. Alla fine, VW farà una via di mezzo: un po' di "riconversione militare", un po' di modelli nuovi fabbricati in Germania con margini molto più ridotti... Sicuramente per gli azionisti sarà un brutto colpo: dopo il caso-Tavascan (fabbricata in Cina e venduta in EU... da quest'anno, SENZA pagare dazi), VW si stava preparando per vendere in EU, con ampi margini, modelli fabbricati in Cina (ID.Unyx, ecc... magari facendo in EU giusto un minimo di assemblaggio). Ora tutti questi conti rischiano di saltare.
Ritratto di NITRO75
20 luglio 2026 - 15:48
Quindi ora cosa faranno? Incentivi all'uscita dal lavoro e non riassunzione, acuisti di componenti delle vetture da produttori più economici, assemblaggi con elementi più economici (quello è evidente una Volks di oggi non è certo una Volks degli anni 2000) ed un ritocchino ai prezzi non lo vuoi fare?
Ritratto di Alexspc79
20 luglio 2026 - 16:48
13
ma skifezza di marchio scadente
Ritratto di AlphAtomix
21 luglio 2026 - 09:21
e via che si vola dritti verso il fallimento :) Dopo di loro fallirà la banca tedesca che è sommersa dai loro debiti ed a cascata un bel default della germania con conseguente terzo mondo per tutta l'europa. Tutto per la legge wv

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