La BMW e la Mercedes sono state le prime case automobilistiche in Europa ad essere autorizzate all’utilizzo della guida autonoma di Livello 3, quindi senza l’attenzione del conducente, che deve però essere pronto a riprendere il controllo in caso di necessità.
Il Drive Pilot della Mercedes, lanciato nel 2021 sulla Classe S, e il Personal Pilot della BMW, al debutto sulla Serie 7 due anni dopo, sono stati infatti omologati per un utilizzo limitato in Germania. Nonostante negli ultimi anni entrambi siano stati migliorati, i due sistemi non saranno più disponibili né sulla Classe S recentemente aggiornata né sulla Serie 7 che riceverà il restyling nel corso dell’anno.
“I costi del sistema e le spese associate alla validazione e al monitoraggio normativo sono molto elevati”, ha spiegato un portavoce della BMW ad Automotive News, mentre dalla Mercedes fanno sapere che il Drive Pilot, utilizzabile fino a 95 km/h, è stato poco utilizzato dai clienti, promettendo parallelamente una nuova versione capace di funzionare a velocità autostradali per i prossimi anni.

Se le due rivali tedesche frenano sulla guida autonoma di Livello 3, investono invece sul perfezionamento dei sistemi di assistenza di Livello 2 Plus Plus, quelli che richiedono l’attenzione continua del guidatore. L’ultima tecnologia della BMW ha debuttato sulla iX3e consente di guidare senza mani in autostrada, mentre in futuro arriverà anche la navigazione punto a punto.
Il sistema della BMW si affiancherà a quelli simili già approvati in Europa: sono il Full Self Driving (Supervised) della Tesla e il BlueCruise della Ford: il primo consente di lasciar guidare l’auto da punto a punto, mentre il secondo è disponibile unicamente su strade specifiche definite Blue Zones, per un totale di circa 135.000 km in 16 Paesi europei. Entrambi prevedono che il conducente sia in grado di riprendere il controllo del veicolo in qualsiasi momento.

Gli investimenti sui livelli di guida autonoma più alti non sono del tutto cancellati, ma con ogni probabilità rimarranno una parte fondamentale della strategia per le case automobilistiche a lungo termine. La normativa europea di riferimento è il regolamento UNECE 171, che stabilisce disposizioni uniformi relative all’omologazione dei veicoli per quanto riguarda i Sistemi di Assistenza al Controllo del Conducente (DCAS - Driver Control Assistance Systems).
Per le disposizioni europee, basta che una singola nazione europea, per esempio la Germania, approvi ufficialmente il sistema software sviluppato da una casa automobilistica perché tale certificazione diventi valida automaticamente in tutto il resto dell’Unione (nel caso della Tesla, il sistema è stato approvato dalle autorità di regolamentazione olandesi lo scorso 10 aprile).
In pratica, una volta ottenuto il via libera da un’autorità nazionale competente, il costruttore riceve il “passaporto” necessario per vendere e immatricolare i propri modelli in ogni Stato membro, senza dover ripetere i test burocratici e tecnici in ogni singolo Paese, semplificando enormemente la diffusione delle nuove tecnologie su scala continentale.






































































