Il panorama degli aiuti statali per il settore automobilistico cambia volto. Con la firma del nuovo DPCM automotive, il Governo ha tracciato la rotta degli incentivi da qui al 2030, mettendo sul piatto risorse per oltre 1,3 miliardi di euro. Tuttavia, la strategia si sposta sensibilmente: gran parte dei fondi sarà destinata al sostegno della filiera produttiva italiana e alla ricerca, mentre per i cittadini privati le novità riguardano più la gestione dell'usato e la mobilità alternativa che l’acquisto del nuovo.
La notizia che farà discutere è la mancanza di bonus per l’acquisto di auto elettriche per i privati. Il decreto sceglie invece di puntare sul cosiddetto bonus retrofit, una misura pensata per chi vuole rendere più ecologica la propria auto attuale. Chi deciderà di installare un impianto nuovo a GPL o metano su un veicolo di categoria M1 (omologato almeno Euro 3) potrà contare su un contributo fisso: 400 euro per il GPL e 800 euro per il metano. Lo sconto verrà applicato direttamente dall’installatore sul prezzo dell’operazione.
Per chi ha già compiuto il salto verso la mobilità alla spina, torna il bonus colonnine. Fino al 2030, cittadini e condomini potranno beneficiare di un contributo pari all’80% della spesa per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica domestiche. Il tetto massimo è fissato a 1.500 euro per le singole persone fisiche, mentre sale a 8.000 euro nel caso di installazioni sulle parti comuni degli edifici condominiali.
La vera novità del decreto è l'avvio, in via sperimentale, del noleggio a lungo termine sociale. Il programma è dedicato ai cittadini con un ISEE inferiore a 30.000 euro. L'agevolazione prevede contratti di durata non inferiore a 3 anni per veicoli nuovi Euro 6 con emissioni di CO2 non superiori a 135 g/km.
Per accedere al programma è obbligatoria la rottamazione di un vecchio veicolo (fino a Euro 4) di proprietà dell'utente o di un familiare convivente da almeno 12 mesi. Un grande vantaggio riguarda il fine contratto: l’utente avrà il diritto di riscatto del veicolo con uno sconto di almeno il 10% rispetto al valore medio di mercato. La gestione operativa di questo piano sarà affidata all'ACI.
Novità in arrivo anche per le due ruote, ma bisognerà attendere il 1° gennaio 2027. Da quella data, l’acquisto di moto e motorini elettrici o ibridi sarà incentivato con uno sconto del 20% sul prezzo (fino a 2.000 euro), che salirà al 30% (fino a 3.000 euro) in caso di rottamazione di un vecchio mezzo Euro 0, 1, 2 o 3.
Per quanto riguarda le imprese, sono previsti contributi per l'acquisto di veicoli commerciali (N1 e N2) nuovi a basse emissioni. Gli importi variano in base alla massa del mezzo e al tipo di alimentazione, con premialità maggiori per i veicoli elettrici (BEV) e a idrogeno (FCEV).
Infine, il decreto stanzia fondi consistenti per le imprese della filiera automotive attraverso accordi per l'innovazione e mini contratti di sviluppo. L'obiettivo dichiarato è promuovere la riconversione industriale verso tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma e connessa, cercando di mantenere competitiva la produzione nazionale in un mercato europeo che corre verso la decarbonizzazione.




























