La guida autonoma, e più in generale i sistemi più evoluti di assistenza alla guida, hanno bisogno di tecnologie che consentano alla vettura di analizzare l’ambiente circostante. I costruttori possono scegliere tra telecamere, radar, sensori a ultrasuoni e lidar (presi singolarmente o combinandoli) per mettere in contatto l’auto con ciò che c’è intorno. Ultimamente sempre più aziende stanno scegliendo il lidar.
Semplificando molto il lidar è un evoluto sistema di misura della distanza: invia raggi laser nell’ambiente e, in base a quanto impiega il raggio per tornare alla fonte, è in grado di ricreare un mappa di ciò che sta intorno, con le relative distanze. Ma questi raggi laser sono innocui? A quanto pare non per le fotocamere degli smartphone: si moltiplicano infatti le testimonianze secondo le quali il lidar della Volvo EX90 (nelle foto) avrebbe “bruciato” i sensori di diversi telefoni.

Una delle prime segnalazione è arrivata su Reddit, dove un utente ha raccontato che dopo aver ripreso una EX90 in movimento con un iPhone 16 Pro Max la fotocamera dello smartphone ha subito danni importanti, riempiendosi di pixel bruciati e difettosi. In un video pubblicato su YouTube (vedi qui sotto), Out of Spec BITS mostra in un video ciò che succede a un telefono avvicinandosi al lidar della suv svedese.
Nel filmato, l’esposizione ravvicinata ai raggi comincia subito a “friggere” alcuni pixel dello smartphone, che diventano poi righe di pixel bruciati e dopo una quarantina di secondi dall’avvio della registrazione la tonalità dello schermo vira verso il viola. Allontanandosi, la situazione migliora, ma il lidar continua a rovinare la fotocamera dello smartphone, anche se meno pesantemente. La stessa Volvo ha confermato il possibile, consigliando di non puntare la fotocamera direttamente verso il lidar.

Ma se si può evitare di puntare uno smarphone verso un lidar, cosa succede alle videocamere montate su un’auto, per esempio quelle su cui si basano gli assistenti di guida di una Tesla? I creatori del video provano quindi a mettere una Model 3 di fronte alla EX90 per vedere cosa succede. Dall’esperimento la berlina della Tesla ne esce senza alcun danno alle fotocamere, facendo supporre che i problemi possano interessare solo i sensori degli smartphone e facendo tirare un sospiro di sollievo per la sicurezza delle tecnologie automobilistiche.




































































