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La Lotus Elise potrebbe sopravvivere

Pubblicato 10 maggio 2021

La casa inglese starebbe valutando di vendere attrezzature e progetti della sportiva Elise, che entro l'anno uscirà di produzione.

La Lotus Elise potrebbe sopravvivere

COME LA SEVEN - La Lotus Elise potrebbe sopravvivere anche dopo il termine della produzione previsto per la fine del 2021 (nelle foto la Sport 240 Final Edition). Infatti la Lotus starebbe valutando di vendere progetti e macchinari, attualmente presenti nella fabbrica di Hethel, in Inghilterra, a un'altra società che potrebbe quindi rimetterla in produzione. La stessa cosa avvenne con la Lotus Seven nel 1973, ceduta alla Caterham che la produce tuttora. A confermare che la Lotus valuterà le proposte di eventuali acquirenti è lo stesso Matt Windle, direttore generale del costruttore, ad Autonews.

UN’AUTO GIÀ MITICA - La Lotus Elise, in commercio da 25 anni, è considerata una delle auto sportive più riuscite della casa di Hethel. Una piccola spider leggera ed essenziale con telaio in alluminio incollato e rivettato e carrozzeria in vetroresina, in grado di regalare una guida ricca di emozioni. Il motore 4 cilindri, dalla potenza non eccezionale, è posto in posizione centrale e la trazione è ovviamente posteriore. La ricetta di base non è cambiata in tutti questi anni, ma la Lotus ha evoluto il progetto di partenza affinandolo per tenerlo al passo con i tempi passando, per esempio, dai motori Rover delle prime serie a quelli della Toyota e aggiungendo quel tanto di “elettronica” e dispositivi di sicurezza necessari per ottemperare alle normative.

ASPETTANDO LA EMIRA - Quest’anno la Lotus Elise uscirà di produzione insieme agli altri modelli del costruttore, le Exige ed Evora. Al loro posto, per ora, ci sarà la nuova Lotus Emira (qui per saperne di più), che debutterà a luglio del 2021. Ad esse seguiranno altri modelli, nell’abito di un importante piano di rilancio reso possibile grazie agli ingenti investimenti programmati dal nuovo proprietario, la cinese Geely.

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Ritratto di Dr.Torque
10 maggio 2021 - 12:24
Una pratica diffusa nel mercato inglese, dove ci sono case produttrici "di serie B" che vivono grazie "all'usato" di quelle di serie A. Questo consente ad alcuni modelli particolarmente iconici di sopravvivere ben oltre la propria data di uscita di produzione ufficiale.Una volta il processo era agevole; il problema di questi tempi è quello di mantenere viva l'omologazione di tali modelli, soprattutto per quanto riguarda le emissioni.
Ritratto di Refild
13 maggio 2021 - 10:06
Buongiorno, corretto e sintetico, aggiungerei che sono auto anche economiche, non necessariamente supercar.........ma Le chiedo....qualche suggerimento affinchè tale processo si possa sviluppare anche in Italia? Grazie
Ritratto di Dr.Torque
13 maggio 2021 - 15:01
Buongiorno, La ringrazio della fiducia, in realtà io non ho compotenze per poter esprimere suggerimenti in merito. Forse parte della causa del mancato sviluppo in Italia di una struttura di manifattura a cascata come in UK è dovuta alla pressione fiscale che non rende profittevole questo business. Forse anche le propensioni di acquisto del cliente Italiano differiscono da quelle dell'appassionato inglese. Forse si può anche considerare che il livello delle nostre supercar è tanto tecnologicamente elevato che sarebbe difficile da gestire da case "serie B" (non che la Elise sia banale, per carità, ma l'applicazione della filosofia di Sir. Chapman l'ha resa certo più affrontabile di una Lambo o una Ferrari). Tuttavia le mie sono ipotesi, non ho alcuna pretesa né di aver capito i motivi né tantomeno di proporre una soluzione. Grazie a lei per il garbo e la gentilezza della richiesta, prova che una conversazione educata è possibile anche online.
Ritratto di Refild
17 maggio 2021 - 08:15
Buongiorno, che bello!!! credo però che , in un passato così lontano, c' erano auto prestazionali ed economiche anche in Italia, che altro non erano che le conseguenze di prodotti che correvano non solo in F1 ma anche nei rally di provincia e che, concludo, erano state d' ispirazione agli inglesi. Ma allora è solo una questione di regime fiscale?!
Ritratto di Claus90
10 maggio 2021 - 13:28
La Elise è il simbolo della Lotus dove si fondono al meglio i valori del brand, Lotus non è un brand di supercar già perderebbe facilmente con una semplice Porsche Cayman, se vogliono scomodare anche Ferrari, Mclarern, Lamborghini e company per Lotus il precipizio è all'angolo.
Ritratto di Giuliopedrali
11 maggio 2021 - 08:43
Credo che con alle spalle Geely il precipizio dietro l'angolo sia per Ferrari, McLaren e Lambo: più probabile.
Ritratto di Claus90
11 maggio 2021 - 13:46
ahahaha il precipizio è per tutti.
Ritratto di Quello la
10 maggio 2021 - 14:10
Ogni volta che ne incrocio una mi fermo a guardarla o abbasso il finestrino per ascoltarla. Auto semplice, efficace. Speriamo che duri come la Seven. PS Ma non potevano fare lo stesso con Land Rover, senza lasciarlo a Ineos?
Ritratto di Giuliopedrali
10 maggio 2021 - 16:32
Il bello è che sotto sotto non sono proprio inglesi...
Ritratto di katayama
10 maggio 2021 - 19:03
@Giuliopedrali Infatti. Tra l'altro, gli inglesi quando provano le auto italiane, specie le Alfa, sono dei gran... Tutte le auto che gli danno fastidio le massacrano, capisci a me. Le criticano sempre, le guidano in modo strambo e poi si lamentano che non vanno bene. E alla fine ci mettono la solita frasetta paracula per farsi perdonare. Da lasciar perdere, non sono attendibili. Sono degli isolani coi reumatismi a 20 anni e il beer belly a 30, orgogliosi ma invidiosi di noi italiani, per non parlare degli americani che gli pisciano in testa quando vogliono. Io mi fido solo delle prove di italiani, americani e pochi altri. Non certo dal celebre inglese frustrato, imbolsito, alcolizzato e ormai in disarmo, e che non ha mai saputo guidare, porello. Adesso c'è il pir1a di Friends, e forse è perfino meglio, seh... Dicono di amare le Alfa alla follia, solo dopo averle verbalmente massacrate e ridicolizzate, però. Così, per mettere le cose a posto con gli inglesi, che devono stare al loro posto, punto. Dopo essere stati pettinati per bene dagli americani, dai quali spesso e volentieri hanno preso i motori, sono finiti sotto i piedi dei loro stessi coloni. E ho detto tutto...
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