Maserati e Alfa Romeo sono sotto la lente d’ingrandimento della McKinsey: il colosso mondiale di consulenza strategica è stata incaricata da Stellantis per valutare l’impatto sulle due case dei dazi voluti dagli Stati Uniti nei confronti delle auto di produzione estera. Se questa è la missione ufficiale, non mancano le ipotesi sul fatto che la consulenza abbia anche lo scopo di valutare possibili opzioni future per i due marchi italiani, dalla ricerca di nuove partnership per accedere a tecnologie diverse fino addirittura a un primo passo nella direzione di una vendita futura. Tuttavia in base a quanto raccolto da Bloomberg il presidente di Stellantis, John Elkann, avrebbe escluso l’ipotesi di una cessione degli storici marchi ai cinesi.
Stellantis è una delle case automobilistiche più colpite dai dazi di Trump (qui per saperne di più) che arrivano in un momento storico in cui l’azienda è in difficoltà soprattutto negli Stati Uniti. Il mercato nordamericano è molto importante soprattutto per la Maserati, che oltreoceano vende circa il 35-40% della propria produzione e che ha fatto registrare nel 2024 una perdita di 260 milioni di euro, causata da un crollo di vendite che ha più che dimezzato i suoi numeri rispetto all’anno precedente. Naturalmente tutte le Maserati, così come tutte le Alfa Romeo, sono prodotte al di fuori degli Stati Uniti e quindi soggette ai dazi del 25%. Puntare sulla personalizzazione, nel tentativo di attirare una clientela con più alte capacità di spesa, potrebbe essere la prima soluzione per aumentare i profitti.







































