L’industria automobilistica europea è alle prese con una fase di profonda trasformazione: alla difficile transizione verso l’elettrico si aggiungono capacità produttive inutilizzate, margini in calo e una crescente pressione competitiva da parte dei costruttori cinesi. In questo scenario, prende sempre più corpo l’ipotesi di impiegare parte delle competenze e delle strutture produttive del settore auto per sostenere l’industria della difesa europea (qui per saperne di più).
Un tema che negli ultimi mesi è entrato nel dibattito politico e industriale e che trova ora le prime applicazioni concrete. A dimostrarlo è Eurosatory 2026, il più importante salone europeo dedicato alla difesa e alla sicurezza terrestre, in corso a Parigi. La manifestazione riunisce costruttori di veicoli militari, aziende tecnologiche e fornitori di sistemi avanzati per le forze armate, rappresentando una delle principali vetrine mondiali per le nuove tecnologie destinate agli impieghi militari.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci sono anche la Renault e la Mercedes, che hanno scelto di sfruttare piattaforme e modelli derivati dalla produzione civile per sviluppare nuove soluzioni dedicate alle forze armate.

La casa francese, in collaborazione con il gigante dell’elettronica Thales, ha tolto i veli al 4Troop, un prototipo di Veicolo Civile Multi-Ruolo (VCMR). L’idea alla base è di prendere l’architettura elettronica di un veicolo della gamma di serie della Renault e integrarla con le tecnologie militari più avanzate di Thales (comunicazioni sicure, connettività tattica e intelligenza artificiale).
Presentato in versione ibrida a trazione integrale, il 4Troop è in grado di muoversi nel massimo silenzio mantenendo un’elevata autonomia. Nonostante derivi da una base civile, grazie al sistema di alimentazione Vehicle-to-Load (V2L) può alimentare direttamente apparecchiature elettriche sul campo, trasformandosi in un vero centro di comando mobile capace di gestire droni e robot.
Il vantaggio per l’esercito? Costi di produzione ridotti, tempi di consegna rapidissimi e la possibilità di sfruttare la rete post-vendita Renault per la manutenzione. Questa tecnologia è talmente flessibile da poter essere applicata a un’intera gamma, dalle suv fino ai veicoli commerciali leggeri.

La Mercedes punta invece su un’icona dell'off-road che ha già una lunga carriera militare alle spalle: la Classe G. Sotto il motto “Protecting what matters”, la casa tedesca ha portato a Eurosatory diverse varianti pronte all’azione. Riflettori puntati sul Wolf 2, un veicolo da comando basato sulla G 350 d Station Wagon, già adottato dalle forze armate tedesche. Ha una massa totale di 4,5 tonnellate, oltre un tonnellata di portata, fari a infrarossi e un cofano calpestabile, oltre a essere predisposto per il trasporto aereo. Per chi ha esigenze di allestimento specifiche, c’è anche la versione “solo telaio”.
Ma la vera novità per Eurosatory 2026 è il debutto del reparto Van della Mercedes. La casa della stella ha mostrato infatti come il furgone Sprinter 4x4 (con motore diesel da 190 CV e trazione integrale di serie) e il più compatto Vito (allestito per la polizia militare con vernice mimetica e assetto rialzato) possano diventare piattaforme logistiche perfette. Inoltre, in collaborazione con la start-up deep-tech Tytan Technologies, la Mercedes ha presentato una combinazione di veicoli anti-drone: uno Sprinter che funge da centro operativo con due postazioni e lancio droni, e una Classe G dotata di un albero telescopico con radar integrato per scovare le minacce nei terreni più impervi.
A completare l’offerta “da campo”, la divisione Energy del gruppo ha mostrato sistemi di accumulo mobili su scala industriale per alimentare micro-reti militari senza dipendere solo dai generatori diesel.








