Il Comune di Milano ha presentato il piano Möves (muoviti o muoviamoci in dialetto milanese), uno strumento che nelle intenzioni della Giunta definisce obiettivi, strategie e azioni per lo sviluppo della mobilità pedonale e ciclistica, con l’ambizione di trasformare la città in uno spazio “sempre più accessibile, sostenibile e a misura di persona”. Se non è una dichiarazione di guerra alle auto in città, poco ci manca.
Il progetto si basa infatti sulla visione per cui camminare e pedalare sono scelte naturali e quotidiane, al contrario di chi si sposta abitualmente in automobile, che “perde centinaia di ore a causa del traffico”. Secondo la visione dell’amministrazione meneghina, moltiplicando gli spostamenti in bicicletta, si occuperebbe meno spazio rispetto alle auto, riducendo la congestione stradale e migliorando l’efficienza del trasporto pubblico, oltre a ridurre le emissioni atmosferiche causate dal traffico.
Inoltre, l’utilizzo della bicicletta è positivo per la salute e, nelle ore di punta, è anche più veloce dell’auto. Quindi ridurre il traffico veicolare significa, per l’amministrazione milanese, “migliorare la sicurezza stradale, abbassare l’inquinamento atmosferico, con benefici immediati sulla qualità dell’aria che respiriamo e più in generale della vita”.
Alla luce di tutte queste considerazioni, e grazie a quasi 1.200 contributi provenienti da cittadini, associazioni ed enti locali, è nato Möves. La rete portante del documento è la ciclabilità. Il progetto individua una rete ciclabile di 565 km, di cui 210 km di rete principale (composta da 29 diversi itinerari, e 355 km di rete secondaria capillare.
Al momento, circa il 46% della rete principale è già realizzato, in varia modalità, considerando entrambi i sensi di marcia: alcuni itinerari strategici hanno già superato l’80% (Buenos Aires-Monza, Gioia-Martesana, Monforte-Corelli, Naviglio Pavese, Naviglio Grande, Sempione-Gallarate e Garibaldi-Testi).
Parallelamente sono in corso i lavori per realizzare la pista ciclabile lungo la circonvallazione filoviaria a nord-ovest, dal cavalcavia della Ghisolfa fino a piazzale Zavattari (3,4 km per lato) e quelli su via Boifava, nel quartiere Chiesa Rossa. Inizieranno a breve invece gli interventi sul secondo tratto della Beats (Bagolari East to South, dagli alberi di bagolaro) per collegare i quartieri di Porta Romana e Navigli: un semaforo dedicato consentirà di superare il nodo di attraversamento di piazzale Dateo, in modo da collegare ininterrottamente San Babila con Segrate.
Per i pedoni, Möves indica 194 spazi pubblici da ripensare in ottica pedonale, per un totale di quasi 2 milioni di metri quadrati. L’attenzione si concentra in particolare sui 109 ambiti scolastici segnalati dai cittadini, dove la tutela dei bambini rappresenta la priorità. L’amministrazione intende intervenire su 404 km di percorsi pedonali principali, migliorando la permeabilità degli isolati e realizzando collegamenti più funzionali tra servizi, scuole e luoghi culturali, così da rendere lo spostamento a piedi la scelta più naturale e gradevole per i tragitti brevi.
Allo stesso tempo, l’Amministrazione continuerà a installare i cuscini berlinesi: dopo l’intervento in via Carlo Boncompagni, nuovi dispositivi saranno collocati anche in altre zone. Il prossimo verrà posato in via Asiago, nell’ambito della riqualificazione dell’incrocio con via Ponte Vecchio e via Aristotele.
È inoltre previsto l’ampliamento delle zone in cui installare paletti dissuasori a tutela dei marciapiedi: attualmente se ne contano quasi 500, ma l’intenzione è di raggiungere almeno 200 elementi per ciascun Municipio, distribuiti in circa 40 aree della città. Inoltre sono state individuate circa 25 località dove intervenire con priorità attraverso misure di moderazione della velocità, l’incremento dei passaggi pedonali e l’allargamento dei marciapiedi.
Sono in corso o programmati lavori sulle intersezioni di corso di Porta Romana, sul passaggio pedonale di piazza 25 Aprile verso corso di Porta Garibaldi, in via Asiago all’incrocio con via Ponte Vecchio, nel quartiere Gorla e in via Carlo Marx all’intersezione con via Benjamin Constant, a Quarto Cagnino e in via Gaetano Crespi all’incrocio con via Pitteri e Caduti di Marcinelle, nel quartiere Rubattino.
La riduzione dei limiti di velocità è strettamente legata alla sicurezza stradale: per un pedone, fa notare il Comune, l’eventualità di sopravvivere a un impatto con un veicolo che procede sotto i 30 km/h può arrivare al 100%, mentre già a 50 km/h le probabilità si dimezzano.









































































































