Il cosiddetto “battery swap”, ovvero il cambio batteria, sembrava l’asso nella manica della Nio per conquistare i mercati mondiali delle auto elettriche. Sulla carta, il sistema poteva essere vincente: una rete di strutture dedicate in cui, anziché ricaricarla, la “pila” scarica sarebbe stata sostituita con una completamente carica nel giro di pochi minuti.
Una soluzione che prometteva di equiparare le tempistiche per le soste tecniche necessarie alle auto elettriche a quelle dei veicoli tradizionali. Nel corso degli anni la Nio ha investito grandi cifre per allestire una rete capillare di stazioni di cambio batteria in Cina, e portandone alcune anche in Europa (qui la notizia).
Tuttavia, ora la strategia cambia: la casa cinese ha infatti annunciato la cessione dell’infrastruttura ad aziende di proprietà statale, pur mantenendo la responsabilità del funzionamento e della gestione tecnica.

Non si tratta di un abbandono completo del battery swap, ma più di un’operazione economica da parte della Nio: separando la proprietà delle strutture dalla loro gestione quotidiana, l’azienda può alleggerire il proprio bilancio, ridurre l’esposizione finanziaria e contenere i costi elevati legati alla costruzione e alla manutenzione delle stazioni.
Il cambio batteria è infatti un’attività che richiede grandi capitali. Il marchio cinese sostiene che le stazioni di prima generazione richiedevano un esborso di circa 3 milioni di yuan (circa 380.000 euro), quelle di seconda generazione circa 2 milioni (250.000 euro), mentre le strutture di terza e quarta generazione hanno ridotto ulteriormente i costi a circa 1,5 milioni di yuan (190.000 euro).
Con un investimento oltre 20 miliardi di yuan (più di 2,5 miliardi di euro) la Nio ha creato in Cina una rete nazionale che conta 9.198 stazioni tra punti ricarica e sostituzione, suddivise in 4.017 stazioni di swap e 5.181 stazioni di ricarica, supportate da 29.875 colonnine. Questa infrastruttura ha permesso di effettuare più di 120 milioni di sostituzioni batteria e 200 milioni di servizi complessivi di ricarica/swap.

Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile giustificare una rete di stazioni di battery swap interamente di proprietà. Quando la Nio aveva iniziato a investire su questo modello, la sostituzione rapida della batteria offriva un vantaggio evidente rispetto ai tempi di ricarica allora molto più lunghi.
Oggi, però, il contesto è cambiato, facendo assottigliare la differenza tra un “pieno” alla colonnina e una sostituzione completa della batteria. Le auto elettriche di ultima generazione offrono autonomie mediamente più elevate e, grazie alle architetture a 800 volt e alle tecnologie di ricarica più evolute, possono recuperare centinaia di chilometri in pochi minuti, come nel caso della BYD Flash Charging.






























