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Dalla Nio la stazione per la sostituzione delle batterie

23 maggio 2018

La Power Swap Station è un sistema per il cambio degli accumulatori scarichi in grado di "fare il pieno” ad un'auto elettrica in 3 minuti.

Dalla Nio la stazione per la sostituzione delle batterie

RIDURRE I TEMPI DI “RIFORNIMENTO” - Le auto elettriche iniziano ad avere autonomie in linea con le esigenze di spostamento degli automobilisti. Un incremento di percorrenza ottenuto con una maggiore efficienza dei sistemi elettrici e, soprattutto, con l’aumento della capacità delle batterie. Una soluzione che aggrava l’altro limite imputato alle vetture a batterie: i lunghi tempi di ricarica. Oggi, a seconda dei modelli, i sistemi più veloci sono in grado di fare un rabbocco consistente di energia in circa 20 minuti contro i pochi minuti necessari per un “pieno” di una vettura tradizionale. Ad aggravare la situazione potrebbe essere la diffusione delle auto elettriche che porterebbe a un possibile allungamento dei tempi di “rifornimento” a causa delle code generate dall’attesa per avere una “presa” libera. Aspettando l’arrivo di erogatori più potenti, la soluzione più immediata per ridurre le soste per la ricarica sarebbe la sostituzione delle batterie in grado di ripristinare l’autonomia in pochi minuti (guarda il video qui sotto). Un’idea non nuova al quale sta lavorando pure la Nio, il produttore di auto elettriche cinese, che ha inaugurato la sua prima Power Swap Station presso il Nanshan Science and Technology Park di Shenzhen, città della Cina meridionale. 

TRE MINUTI PER UN “PIENO” - La Nio è debuttata da poco sul mercato cinese con la prima auto elettrica, il suv Nio ES8 accreditato di un’autonomia di 355 km grazie agli accumulatori con capacità di 70 kWh che, però, richiedono lunghi tempi per il “pieno”. Per ridurli i tecnici della Nio puntano, appunto, sul sistema di sostituzione appena inaugurato e che ricorda quello pensato dai tecnici della Tesla già nel 2013 (qui per saperne di più). Il cambio delle batterie, infatti, avverrebbe con un meccanismo che preleva i “pacchi” scarichi dal sottoscocca della vettura e ne fissa altri carichi in un tempo intorno ai 3 minuti. Nei piani del colosso asiatico ci sarebbe la realizzazione di una rete nella Repubblica Popolare Cinese di 1.100 stazioni per il cambio batterie entro il 2020. Un obiettivo apprezzato dal mercato come dimostrerebbe il miliardo di dollari raccolto a livello finanziario nelle ultime quotazioni in borsa. 

IL FALLIMENTO DI BETTER PLACE - Se l’idea della Nio è buona nella teoria, nella pratica ha diversi limiti, tanto che pure Tesla sembra, almeno per il momento, avere abbandonato il progetto. Più cupo è il precedente tentativo di realizzare una simile rete, quello della Better Place. La società fondata dall'israeliano Shai Agassi inaugurò la prima stazione di sostituzione delle batterie accumulatori nel 2011 per poi dichiarare fallimento appena due anni dopo. Un crollo decretato principalmente da due grandi ostacoli. Il primo è l’elevato costo per la realizzazione delle infrastrutture e della relativa rete, sostenibile soltanto con sussidi pubblici e con un ampio parco auto circolante. Il secondo è che per avere quest’ultimo sarebbe necessario standardizzare dimensioni e tecnologia degli accumulatori tra tutti i costruttori, obiettivo che al momento appare improbabile.  

VIDEO
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Ritratto di Giuliopedrali
23 maggio 2018 - 18:26
Finalmente un auto seria! Che caratterizzerà il XXI secolo, come per la fine del XX c'è stata la Golf, la Mustang o la Prius o la Miura. L'ultima auto così innovativa è stata l'Alfasud ma eravamo nel 1971... Intanto su questo blog tutti a commentare auto del XIX secolo come la DS3 con 4 cavalli in più o l'Alfa 4C... Il futuro ci sta passando davanti e nessuno se ne accorge.
Ritratto di lucios
23 maggio 2018 - 23:07
4
Batterie sostituibili, è questa la strada.
Ritratto di AMG
24 maggio 2018 - 10:45
Si, se non ci rifletti su un pò di più si, ma basta un attimo ad accorgersi dei problemi della soluzione.
Ritratto di lucios
24 maggio 2018 - 16:19
4
Io non parlo di una piattaforma vera e propria ma di batterie modulari delle dimensioni di una bottiglia (diciamo) da poter sostituire nel bagagliaio e che sono complementari alla batteria principale fissa sull'auto. Cosi garantirebbe maggiore autonomia (diciamo almeno un 150 km), meno ansia da scaricamento e (cosa più importante) la creazione di un mercato nuovo, con queste bottiglie ricaricabili che si trovano ovunque: dalle stazioni di servizio al supermercato, dal tabacchino ai distributori automatici.
Ritratto di Mbutu
24 maggio 2018 - 00:00
L'idea ha un suo perché. In effetti però la standardizzazione delle batterie mi pare difficile. Ed ancor più perplesso mi lascia (al momento) lo stoccaggio delle batterie nelle stazioni di servizio.
Ritratto di Giuliopedrali
24 maggio 2018 - 06:33
Sinceramente mi rende un po' perplesso sto sistema di cambio batterie, e la Nio Es8 non ha un enorme autonomia, però quest'auto è un capolavoro! Non particolarmente originale, ma è veramente una supercar 5 anni avanti sulla concorrenza e dai costi di gestione irrisori al prezzo di una wagon media tedesca a carbone!
Ritratto di Spock66
24 maggio 2018 - 09:51
Direi che questa è l'unica soluzione possibile per un elettrico a larga diffusione.. innanzitutto perché, soprattutto in città, non tutti hanno un garage dove ricaricare la notte e poi perché ve le immaginate le code in autostrada ad agosto per ricaricare le batterie di chi, arrivando magari da Milano, si trova a secco già prima di Roma, o al rientro dal week-end al mare in Liguria ?? Assurdo..con centri di ricambio rapidi che in 3 min (il tempo di fare un pieno) ti cambiano la batteria, la cosa diventa fattibile...
Ritratto di Giuliopedrali
24 maggio 2018 - 10:24
Si. Però io credo che invece all'inizio l'elettrico si diffonderà come status symbol, infatti anche ieri ho visto due Tesla. Quindi saranno quelli con la villa che ricaricheranno in casa, e anzi sarà proprio questo il must... Per niente escono auto ultra spettacolari e non quadricicli da città, come Tesla S, Nio Es8 e tra pochissimo la Byton ecc.
Ritratto di AMG
24 maggio 2018 - 10:45
Questo marchio ha acquisito un importante immagine data dall'effetto mediatico della EP9, cosa che ritengo giusta e con i dovuti meriti. L'autonomia del modello mi pare un pò scarsa, ma va visto anche il prezzo a cui è venduta sul mercato Cinese e le agevolazioni del governo, che a discapito di COME l'energia elettrica sia prodotta in Cina, favorisce molto la mobilità elettrica. Sono contento (e anche sorpreso) di come l'articolo si ponga a 360 gradi, annunciando la notizia-pubblicità per la Nio ma ricordando anche i grandi limiti che ha questa soluzione, che di fatto ad oggi non è proprio applicabile al mercato. Queste stazioni richiedono un investimento enorme (e la promessa per il 2020 è ridicola) e potrebbero sostituire solo le batterie della ES8. Il mercato ha così tante ES8 da giustificare un simile investimento? Non credo. Penso si debba lavorare più sulla capacità delle batterie e su nuovi tipi di batteria, con un ciclo vita più lungo. Ad ogni modo se la soluzione fosse quella di sostituire il bacco batterie con uno carico, penso sia più auspicabile favorire la sostituzione dell'auto con un altra. Come nei vari progetti di car sharing che hanno preso vita di recente. Questa soluzione è poco praticabile. Quando in futuro la NIO farà un nuovo modello dovrà cambiare tutte le sue stazioni? Dovrà essere limitata in un simile modo nel progettare altri modelli? Mi sembra che si presentino troppe incognite sfavorevoli....
Ritratto di Giuliopedrali
24 maggio 2018 - 11:22
La charging station si, presenta incognite, però siamo pur sempre in Cina dove le cose le fanno, mi sembra... L'auto la Nio es8 è davvero stratosferica, altro che boom mediatico grazie al Nürburgring con la EP9... Analizzate bene quest'auto anche solo attraverso filmati di YouTube e ditemi se c'è qualcosa di confrontabile oggi...
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