Da diverso tempo Nissan non propone più in Italia (e nel resto d’Europa) auto sportive "vere" (fatta eccezione per la variante più prestazionale di crossover elettrica, la Ariya, la Nismo), ma questo potrebbe presto cambiare.
A margine della presentazione del piano di rilancio (qui per saperne di più), i dirigenti della Nissan hanno confermato la volontà di tornare a puntare anche sui modelli sportivi e più iconici del marchio, con una nuova generazione della berlina sportiva Skyline e della supercar GT-R, ma anche con la possibile introduzione sul mercato europeo della Nissan Z, la sportiva coupé a due posti secchi erede della 370Z.
Per il momento nulla è ancora certo, ma in attesa di capire se sia possibile (e commercialmente vantaggioso) aggiornare il V6 a benzina della coupé alle normative Euro 7, abbiamo avuto la possibilità di svolgere un breve test drive nei dintorni di Tokyo per toccare con mano per la prima volta la coupé giapponese.

Lunga 438 cm, larga 185 e alta appena 132 cm, la Nissan Z (che in Giappone si chiama Fairlady Z) riprende le tipiche proporzioni del modello venduto in diverse generazioni dal lontano 1969 e si ispira ad alcune delle sue più famose antenate in alcuni particolari della carrozzeria (come la fascia a contrasto di colore nero che corre da un fanale all’altro).
Dentro, ha un’impostazione moderna, almeno per quanto riguarda i display, con un grande cruscotto digitale configurabile e il sistema multimediale al centro della plancia (completo di connessioni wireless agli smartphone), ai quali sono però abbinati elementi più “classici” come gli indicatori ausiliari ad ago nella parte alta del cruscotto e la leva del freno a mano che resta di tipo meccanico.
Per quanto riguarda le finiture, la Nissan Z - seppur migliorata rispetto alla precedente 370Z - è più spartana rispetto alle sportive europee con plastiche generalmente rigide un po’ dappertutto e comandi in plastica dalla fattura abbastanza economica.
Comode, invece, le poltrone con regolazioni in parte elettriche in parte manuali; niente male per il genere di vettura anche il bagagliaio (235 litri) non molto profondo ma esteso.

Dal punto di vista meccanico la Nissan Z si basa su una profonda evoluzione del telaio della Nissan 370Z, con sospensioni a doppio braccio all’anteriore e mutilink al posteriore. Sotto il cofano il V6 3.0 biturbo eroga 400 CV a 6.400 giri e 475 Nm di coppia, tutti già disponibili praticamente da subito perché la coppia massima arriva già a 1.600 giri.
Il 6 cilindri è abbinato alla sola trazione posteriore attraverso un differenziale autobloccante e un cambio manuale a sei marce, ma in alternativa è disponibile anche un automatico tradizionale con convertitore di coppia. Il peso non è tra i più contenuti (1.680 kg a secco con il cambio manuale), mentre le prestazioni sono di tutto rispetto con uno 0-100 in circa 4,5 secondi e una velocità massima superiore ai 250 km/h.
Numeri che naturalmente potrebbero cambiare con l’arrivo del modello in Europa viste le necessarie modifiche al propulsore per fargli rispettare le nostre più stringenti normative antinquinamento.

Sebbene il percorso, prevalentemente cittadino ed autostradale del nostro breve test drive (con un’esemplare con guida a destra) non ci abbia permesso di tirare delle vere e proprie conclusioni, alla guida della Nissan Z abbiamo sicuramente apprezzato il buon livello di comfort garantito da una taratura degli ammortizzatori non eccessivamente rigida e da una discreta insonorizzazione.
Lo sterzo ci è parso preciso (ma non dei più rapidi), mentre il V6 è abbastanza pronto al pedale del gas e ha un suono coinvolgente. La vettura provata montava il cambio automatico a 9 rapporti con palette al volante, fluido e sufficientemente rapido, anche se la trasmissione manuale è sicuramente più in linea con lo spirito sportivo della vettura.

Difficile al momento immaginare quanto potrebbe costare la Nissan Z sul nostro mercato: in Giappone i prezzi partono dall’equivalente di circa 30.000 euro. Considerando i costi di omologazione e il numero relativamente contenuto di vetture che potrebbero essere importate, il listino europeo dovrebbe essere decisamente superiore, anche se sempre più contenuto delle ormai poche concorrenti dirette europee.
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