La cinese Changan è arrivata in Italia meno di un anno fa con le due crossover Deepal S05 e Deepal S07: auto dalla linea gradevolmente grintosa, sono lunghe rispettivamente 460 e 475 cm. La Deepal S07 è più slanciata e squadrata, mentre i due modelli sono simili nello stile degli internI; quasi tutto si comanda da un ampio display centrale, ancorato alla plancia dallo stile lineare.

Finora la gamma comprendeva le versioni elettriche di entrambe (da 36.990 euro per la Deepal S05 e 44.990 euro per la S07, proposta solo in una versione full optional, con anche i sedili in pelle riscaldabili e ventilati) e, per la Deepal S05, anche ibrida plug-in, con prezzi da 33.990 euro: qui il Primo contatto. Al Salone di Parigi, la Changan introduce anche la versione ibrida plug-in anche della Deepal S07, che arriverà nelle concessionarie entro fine 2026.

La parte tecnica è condivisa con quella della “sorella minore”. La batteria da 18,42 kWh è ricaricabile in corrente alternata fino a 11 kW e anche in continua fino a 55 kW (30-80% dichiarato in 15 minuti). La potenza del 1.5 a benzina è di 86 CV, mentre il motore elettrico è di 234 CV, per una potenza combinata di 258 CV; la trazione è anteriore. Ne derivano prestazioni dichiarate brillanti, con “0-100” per entrambe di 7,9 secondi, 100 km in media in modalità elettrica e, non ricaricando mai dalla presa, 18,5 km/l per la Deepal S05 e 16,9 per la Deepal S07. Per la nuova plug-in, ipotizziamo un prezzo attorno ai 40.000 euro.
Deepal è una “linea di prodotto” che punta, fra l’altro, sulla sportività della linea. Questi modelli sono stati disegnati dal Centro Stile di Rivoli, in provincia di Torino, aperto nel lontano 2001: come i responsabili non mancano di rimarcare, il legame con l’Europa è di lunga data.
La Changan è stata la prima casa del Dragone ad arrivare nel Vecchio continente e fin dal 2011 c’è un centro di ricerca e sviluppo in Inghilterra, a Birmingham, dove viene realizzata la messa a punto delle sospensioni e dello sterzo, per adattarle alle strade e alle preferenza di guida degli europei.

La novità principale del Salone di Parigi, però, è la Changan Nevo Q05, in arrivo da noi all’inizio del 2027 con prezzo di partenza che ipotizziamo vicino ai 30.000 euro. Si tratta di una crossover elettrica a trazione anteriore che “apre la strada” alla linea di prodotto Nevo, di cui faranno parte auto in cui si punta di più sul rapporto fra ingombri e spazio interno e sulla praticità di utilizzo.
La Nevo Q05 è infatti lunga 444 cm (non molti), eppure ha un abitacolo ampio e un bagagliaio di 540/1.380 litri: un buon valore. Tutto questo con una linea comunque elegante, proporzionata e priva di fronzoli, oltre che aerodinamica (il coefficiente Cx, pari a 0,276, è molto buono).

La nuova Changan Nevo Q05 ha una batteria da 64 kWh, con potenza massima di ricarica di 174 kW (per 15 minuti minimi nel passaggio 30-80%) e, con un motore da 272 CV, per la casa impiega solo 6,9 secondi nello “0-100”. L’auto dovrebbe offrire 450 km di autonomia media.
Due le versioni previste: la Max è lussuosa, ma già la Pro ha sette anni o 160.000 km di garanzia, i sedili regolabili elettricamente, il “clima” con la pompa di calore (limita l’inevitabile peggioramento dei consumi di corrente nei mesi più freddi), due schermi (il cruscotto di 10,2” e il display centrale di 14,6”), le telecamere a 360°, il navigatore, Apple Carplay e Android Auto senza cavo e il caricatore wireless da 50 watt per i cellulari. Molto numerosi gli aiuti elettronici alla guida, inclusi il monitoraggio dell’angolo cieco, la guida semiautonoma e l’allarme se si aprono le porte mentre arriva qualcuno alle spalle.

La Changan ha una storia che risale addirittura al 1862; la produzione di auto è iniziata negli anni 50 e oggi le sue vetture sono vendute in 149 Paesi diversi, con 62 modelli. La casa è arrivata da poco in Italia, ma ha comunque oltre 50 concessionarie (e più di 350 in altri 15 Paesi europei), e dispone di quattro magazzini per i ricambi; secondo i responsabili, le consegne dei pezzi avvengono entro le 24 ore nelle grandi città e in tre giorni in generale. C’è poi l’idea di produrre anche in Europa già a partire dal 2027 (180.000 vetture l’anno nel 2028 e 350.000 nel 2030).







