TRE ANNI DI RICERCA - Che l'era dell'auto elettrica sia soltanto all'inizio lo dimostrano numerose ricerche che premettono maggiore autonomia, costi di produzione più contenuti o soluzioni innovative per le future auto a batterie. Una di queste è il progetto finanziato dall'Unione Europea per sviluppare sistemi di accumulo alternativi agli attuali. Uno studio avviato nel 2010 che coinvolge nove attori tra istituti di ricerca e imprese, tra le quali
Volvo, e che è riuscito a mettere a punto un nuovo materiale capace di immagazzinare energia. Si tratta di una miscela composita di fibre di carbonio e resina polimerica realizzata con nanotecnologie e l'impiego di super condensatori in grado di stivare la “corrente” e di ricaricarsi più velocemente delle attuali batterie. A rendere interessante la ricerca, però, è la possibilità di creare accumulatori di diversa forma e dimensione per adattarle al design delle auto.
UNA S80 “ELETTRIZZANTE” - Il nuovo sistema è stato sperimentato con successo in laboratorio e adesso si appresta ad essere testato su strada a bordo di una
Volvo S80. Un prototipo del quale si conoscono pochi dettagli, se non che le batterie sono costituite dallo sportello del bagagliaio e da una struttura sotto il cofano motore che funge anche da barra stabilizzatrice. Il principale vantaggio della soluzione, dunque, è di potere essere applicata senza interventi strutturali sulle attuali vetture semplicemente sostituendo i componenti in acciaio con la struttura in fibra di carbonio. Un'operazione che, convertendo portiere, cofano e tetto, consentirebbe di avere un'autonomia a zero emissioni di circa 130 km.
Le batterie sono integrate in alcuni elementi della carrozzeria.
NORMALMENTE RICARICABILI - Altre attrattive sarebbero il risparmio di spazio necessario per gli accumulatori e la riduzione del peso delle vettura, stimato intorno al 15%. Il materiale, inoltre, può essere ricaricato sfruttando la frenata rigenerativa o con il collegamento alla normale presa elettrica. Fattore che permette di sfruttare l'innovazione sia per le ibride, sia per le auto elettriche. Rimangono sconosciuti, invece, i tempi di industrializzazione, i potenziali costi ed eventuali problemi legati alla sicurezza.