Dopo un periodo di relativa tregue, dovuto da una parte al taglio delle accise e dall’altra ai positivi sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Irani, i prezzi dei carburanti hanno ricominciato a salire con regolarità.
Secondo le ultime rilevazioni del Mimit, la mattina del 9 luglio il prezzo medio della benzina in modalità self-service sulla rete stradale nazionale è salito a 1,858 euro al litro, mentre il gasolio ha toccato quota 1,946 euro. Se ci spostiamo sulla rete autostradale, la situazione si fa ancora più pesante: la “verde” al fai-da-te è balzata a 1,951 euro, mentre il diesel è ampiamente oltre la barriera psicologica dei due euro, attestandosi mediamente a 2,033 euro/litro.
A rendere il quadro ancora più preoccupante è la rapidità con cui le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono letteralmente schizzate verso l’alto: il gasolio è salito di quasi dieci centesimi al litro e la benzina di circa quattro. Gli esperti avvertono che il peggio deve ancora arrivare, poiché l’effetto pieno di questi aumenti si vedrà compiutamente sulla rete distributiva solo a partire dal 10 luglio.
| Rete Stradale | Tipo carburante | Modalità | Prezzo medio (€/litro) |
| Nazionale (Strade/Superstrade) | Benzina ("Verde") | Self-service | 1,858 € |
| Nazionale (Strade/Superstrade) | Gasolio (Diesel) | Self-service | 1,946 € |
| Autostradale | Benzina ("Verde") | Self-service | 1,951 € |
| Autostradale | Gasolio (Diesel) | Self-service | 2,033 € |
La causa principale di questa fiammata improvvisa non è legata a dinamiche interne, ma al drammatico deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente, in particolare tra Stati Uniti e Iran. La miccia è stata accesa dal ritorno delle sanzioni: Washington ha infatti revocato la “General License X”, una deroga che permetteva scambi limitati con il settore petrolifero iraniano, fissando al 17 luglio il termine ultimo per le operazioni in corso, dopo il quale il regime sanzionatorio tornerà pienamente operativo.
Questa mossa è la risposta diretta agli attacchi subiti da navi commerciali nello stretto di Hormuz, dove l’esercito iraniano avrebbe lanciato missili contro imbarcazioni civili. La tensione è sfociata in scontri aperti: Teheran dichiara di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, provocando la durissima reazione di Donald Trump che ha annunciato attacchi di rappresaglia, avvertendo che la situazione potrebbe peggiorare drasticamente.
Il petrolio ha così toccato nuovamente gli 80 dollari al barile, ma a pesare sono anche altri fattori strutturali: scorte globali ai minimi storici dopo mesi di conflitti, danni alle raffinerie in aree strategiche tra il Golfo e la Russia e una domanda internazionale, trainata dalla Cina, che ha modificato improvvisamente i flussi di acquisto. In Italia, il quadro è aggravato dal ripristino totale delle accise, tornate a tariffa piena dallo scorso fine settimana.
In un contesto così instabile e oneroso, la ricerca del distributore più conveniente non è più solo una buona abitudine, ma una necessità per superare al meglio alla crisi energetica. Per supportare gli automobilisti in questa sfida quotidiana, alVolante mette a disposizione l’app Pieno+, un’applicazione gratuita che consente di monitorare in tempo reale i prezzi praticati dai distributori, permettendo di individuare immediatamente dove conviene fermarsi. Direttamente dallo smartphone è quindi possibile impostare il navigatore verso l’area di servizio più conveniente, per giungere senza difficoltà a destinazione.
























