Negli ultimi giorni i prezzi dei carburanti alla pompa stanno diminuendo, a seguito di un forte calo delle quotazioni dei prodotti raffinati. Secondo quanto riportato dall’Osservaprezzi Mise, nell’ultima decina di giorni la benzina è scesa di circa 13 centesimi al litro, mentre il gasolio ha registrato una riduzione ancora più marcata, superiore ai 15 centesimi.
In particolare il prezzo medio della benzina in modalità self service si attesta a 1,960 euro al litro, in calo di 5 millesimi rispetto al giorno precedente. Il diesel è invece a 2,041 euro al litro, anch’esso in diminuzione ma di 11 centesimi. Anche gli altri carburanti segnano piccole variazioni: il Gpl si trova a 0,8 euro al litro e il metano a 1,565 euro al kg, entrambi leggermente in calo.
Nel frattempo, alcune compagnie hanno aggiornato al ribasso i prezzi consigliati: Eni ha ridotto di 2 centesimi al litro i listini di benzina e diesel, Q8 ha effettuato un taglio di 3 centesimi, mentre Tamoil ha abbassato di 1 centesimo solo il prezzo del gasolio.
| Carburante | Prezzo Medio Attuale | Modalità / Unità |
| Benzina | 1,960 €/l | Self service |
| Diesel (Gasolio) | 2,041 €/l | |
| GPL | 0,800 €/l | |
| Metano | 1,565 €/kg |
L’Unione Nazionale Consumatori non usa mezzi termini e torna ad attaccare frontalmente Palazzo Chigi, definendo gli automobilisti italiani come i soliti “polli da spennare” o una “mucca da mungere” a seconda delle esigenze di bilancio. Il recente riallineamento delle accise operato dal Governo Meloni (qui per saperne di più) non sarebbe affatto un’operazione a “somma zero”: secondo l’associazione, grazie ai maggiori consumi di diesel rispetto alla benzina, l’erario incasserà circa 552,4 milioni di euro in più nel solo 2026.
L’UNC denuncia inoltre il ritardo di due mesi nell’intervenire dopo il blocco dello Stretto di Hormuz e critica la scelta di ridurre lo sconto sul gasolio proprio mentre i prezzi restavano critici. La tesi dei consumatori è chiara: il meccanismo delle “accise mobili” non dovrebbe pesare sulle casse dello Stato perché si finanzia da solo grazie all’extragettito IVA che aumenta quando i prezzi salgono; non usarlo per sterilizzare i rincari significa, per l’associazione, voler fare cassa sulle spalle dei pendolari.
A rendere ancora più teso il clima intorno ai distributori ci ha pensato Greenpeace Italia, che nei giorni scorsi ha preso di mira le pompe di benzina di tutto il Paese con adesivi dal forte contenuto politico. Le immagini ritraggono Donald Trump e Giorgia Meloni impegnati in un dialogo satirico: il presidente USA indica il prezzo del carburante dicendo “L’ho fatto io”, mentre la premier risponde “Con il mio supporto”.
La campagna punta il dito contro la gestione del caro-carburante, accusando il Governo di aver speso 1,8 miliardi di euro in semplici “soluzioni tampone” ed emergenziali da inizio marzo, senza affrontare il problema alla radice.




